Precisazioni sull’ipotesi di prescrizione infermieristica nell’Asl Toscana Sud Est

Precisazioni sull’ipotesi di prescrizione infermieristica nell’Asl Toscana Sud Est

Precisazioni sull’ipotesi di prescrizione infermieristica nell’Asl Toscana Sud Est

Gentile Direttore,
dopo aver letto l’articolo comparso su QS lo scorso 28 novembre, ritengo necessario esplicitare bene il mio pensiero. L’incontro era incentrato sulla prescrizione, da parte degli infermieri, di presidi quali i pannoloni per incontinenza e vari altri. Di questo, e solo di questo, si trattava. Il razionale della mia apertura si fonda sulla considerazione che le professioni di medico e di infermiere hanno mission diverse, ancorché complementari: al medico spetta la tutela della salute dei cittadini (mediante visita, diagnosi, diagnosi differenziale, prescrizione degli esami e della terapia, nonché l’attività certificativa); mentre all’infermiere compete l’assistenza alla persona. Secondo me i presidi (pannoloni per incontinenza, placche e sacche per stomie, ecc.) appartengono a questa seconda fattispecie, per cui non vedo perché non possiamo discutere di farli gestire dall’infermiere, ovviamente dopo l’indispensabile intervento del medico, per addivenire alla diagnosi ed alla programmazione della terapia appropriata.
Di questo, e solo di questo, si è trattato.

Poi c’è stato chi ha parlato di prescrizione dei farmaci, ma non c’è stato modo di intervenire su tale aspetto.

Appare dunque opportuno ribadire che diagnosi, diagnosi differenziale e terapia sono di stretta pertinenza medica e non possono essere delegate ad altra figura professionale. Al professionista medico viene richiesto di superare un percorso formativo lungo, approfondito e complesso che non ha uguali nel panorama universitario.

Per questi motivi, dunque, la prescrizione a fini di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione impegna tanto l’autonomia quanto la piena responsabilità del medico.

Pertanto, non vedo come una così rilevante attività potrebbe essere consentita ad un professionista che non ha adeguata preparazione.

Io continuo ad immaginare una sanità sicura nella quale i medici fanno i medici, gli infermieri fanno gli infermieri, e via dicendo. Ciascuno, nell’imprescindibile lavoro di equipe, rispetta dignità e ruolo degli altri, in tal modo garantendo il buon funzionamento della sanità.

Se, poi, c’è chi aspira a diventare medico, allora il percorso formativo clinico-abilitante esiste ed è quello codificato nel corso di laurea in medicina e chirurgia.
Cordiali saluti.

Lorenzo Droandi
Presidente Omceo Arezzo

04 Dicembre 2023

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