Vendita case enti previdenziali. Il ministro Riccardi precisa: “Nessun esproprio a enti e casse”

Vendita case enti previdenziali. Il ministro Riccardi precisa: “Nessun esproprio a enti e casse”

Vendita case enti previdenziali. Il ministro Riccardi precisa: “Nessun esproprio a enti e casse”
L’ufficio stampa del ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi precisa che la proposta di emendamento al ddl stabilità del ministro è "ancora in fase di approfondimento, non prevede alcun obbligo, come pure è stato detto e scritto, di vendita agli inquilini dell’intero patrimonio  immobiliare”.

La proposta di emendamento al ddl stabilità del ministro per la Cooperazione e l'integrazione Andrea Riccardi per far sì che gli Enti previdenziali dei professionisti vendano i loro immobili più "vecchi" (di almeno 35 anni) agli affittuari a prezzo vantaggioso (non più di 150 volte l'affitto mensile pagato), ha provocato la rivolta di tutte le casse previdenziali. E dopo i giudizi negativi oggi è arrivata una precisazione da parte dell’ufficio stampa:
 
“Rispetto a valutazioni errate e commenti impropri sull’eventuale vendita delle case degli enti pubblici e delle casse previdenziali, l’ufficio stampa del ministro Riccardi precisa quanto segue:
La proposta del ministro, ancora in fase di approfondimento, non prevede alcun obbligo – come pure è stato detto e scritto – di vendita agli inquilini dell’intero patrimonio  immobiliare. Patrimonio, è bene ribadirlo, che resta nella piena disponibilità degli enti e della casse.
L’idea invece riguarda esclusivamente quella parte di patrimonio – da più di 35 anni di proprietà degli enti – già messa in vendita o sul punto di esserlo  (così come  comunicato in Parlamento dai rappresentanti degli enti e delle casse) attraverso l’affidamento o la cessione  a gruppi  o fondi immobiliari. Unicamente in questi casi –  e fatta  ulteriore eccezione per gli immobili di lusso – si prevede la possibilità per l’inquilino di esercitare una sorta di prelazione a un prezzo equo. Prezzo che – a ben vedere –  non si discosta molto, nella stragrande maggioranza dei casi, da quello che l’ente venditore ottiene dai gruppi immobiliari.
Dunque nessun esproprio, nessuna aggressione o impoverimento dei  bilanci degli enti o delle pensioni erogate. Ma solo la volontà di risolvere  in modo moderno, con senso di equità e di giustizia,  una tensione abitativa che in qualche caso sfiora la drammaticità.
L’ufficio stampa ricorda inoltre che l’attenzione per questo problema  è stata sollecitata al ministro da molti sindaci di grandi città e di diverso orientamento politico, da numerosi prefetti nonché da parlamentari di vari gruppi. Alle Camere peraltro da anni si discute dell’argomento senza finora essere giunti ad alcuna conclusione concreta”.

14 Novembre 2012

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