Sardegna. La Consulta dà ragione alla Regione: legittimo l’aumento del massimale dei mmg

Sardegna. La Consulta dà ragione alla Regione: legittimo l’aumento del massimale dei mmg

Sardegna. La Consulta dà ragione alla Regione: legittimo l’aumento del massimale dei mmg
La norma regionale sull’innalzamento del massimale fino a 1.800 pazienti, su base volontaria, per i mmg che operano in aree disagiate, era stata impugnata dal CdM. Doria: “La Consulta ha ritenuto che la Regione ha tutelato, in primis, il diritto alla salute dei sardi in riferimento ai profili organizzativi dell’assistenza primaria”. Solinas: “Un provvedimento che riconosce l'impegno e l’importanza del lavoro svolto dalla Giunta”. LA SENTENZA

L’articolo 1, comma 1, della legge della Regione Sardegna n. 5/2023 approvata lo scorso maggio dalla Regione Sardegna che prevede tra le disposizioni urgenti in materia di assistenza primaria l’innalzamento del massimale fino al limite di 1.800 pazienti, su base volontaria, per i medici di medicina generale che operano in aree disagiate, e che era stata impugnato dal Consiglio dei Ministri, è pienamente legittimo. A riguardo si pronuncia la Corte Costituzionale che dichiara “non fondate le questioni di legittimità costituzionale” di suddetta disposizione normativa promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento agli artt. 3 e 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, nonché agli artt. 3, 4 e 5 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna), con ricorso depositato il 3 luglio 2023.

“Palazzo Chigi – spiega l’assessore regionale alla Salute, Carlo Doria a Quotidiano Sanità – riteneva che alle Regioni non fosse consentita l’adozione di una normativa che andasse a incidere su un rapporto di lavoro e si sostituisse così alla contrattazione collettiva. Una competenza, sostenevano, che esulava da quelle riconosciute al legislatore regionale dalla normativa statale”.

“Il provvedimento – prosegue il professore – era stato adottato per dare una risposta immediata ai cittadini che vivono nei territori in cui si registra una carenza di medici di medicina generale e garantire così il diritto alla salute richiamato dall’articolo 32 della Costituzione. Avevamo inoltre giustificato l’adozione della norma tenendo anche conto della conformazione territoriale dell’isola, caratterizzata da pochi grandi centri urbani e molteplici paesi sparsi in un vasto territorio, lontani e mal collegati, situati, anche su isole minori e in montagna”.

“Motivazioni – evidenzia l’assessore – ritenute più che valide dalla Consulta che ha accolto le argomentazioni della Regione sottolineando, nella sentenza 26/2024 depositata il 27 febbraio, che il limite del massimale può essere previsto nell’esigenza di organizzare il servizio sanitario regionale in modo da non lasciare i cittadini sprovvisti di assistenza medica di base. In virtù di ciò, la deroga al contratto nazionale che consente l’incremento a 1800 assistiti, così come l’ha stabilita la legge regionale, è stata quindi dichiarata dalla Corte Costituzionale pienamente legittima avendo tutelato, in primis, il diritto alla salute dei Sardi in riferimento ai profili organizzativi dell’assistenza primaria”.

“Questa sentenza rappresenta una pietra miliare che farà giurisprudenza in materia, affermando come sia fondamentale garantire il diritto alla salute sancito dalla Costituzione all’articolo 32, rispetto ad un contratto collettivo nazionale di lavoro, forse non più adeguato, alla luce delle attuali debolezze del sistema sanitario nazionale. L’esempio Sardegna rappresenta, oggi, un modello da seguire per risolvere la carenza dei medici di medicina generale nei territori” – conclude Doria -.

Il Presidente della Regione, Christian Solinas, accogliendo l’esito della sentenza della Consulta, esprime altresì la propria soddisfazione: “Un provvedimento che riconosce l’impegno e l’importanza del lavoro svolto dalla Giunta a tutela del diritto alla salute nei territori della Sardegna”.

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

01 Marzo 2024

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