Liste di attesa, con la invenzione del capro espiatorio (il Ruas) siamo alla farsa

Liste di attesa, con la invenzione del capro espiatorio (il Ruas) siamo alla farsa

Liste di attesa, con la invenzione del capro espiatorio (il Ruas) siamo alla farsa

Gentile direttore,
leggo nella edizione di ieri di Qs che starebbe per passare un emendamento salvadecreto, dove il Decreto di questi tempi può essere solo quello sulle liste di attesa. Leggo dalla bella ricostruzione fatta da Rodriguez che l’articolo 2 continua a prevedere l’istituzione presso il Ministero della salute dell’Organismo di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria, ma che viene soppresso il comma 2 che dava la facoltà all’Organismo di svolgere verifiche presso le aziende sanitarie per verificare il rispetto dei criteri di efficienza e di appropriatezza nella erogazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie e sul corretto funzionamento del sistema di gestione delle liste di attesa e dei piani operativi per il recupero delle liste medesime. Nella nuova versione del Decreto si prevede che le Regioni entro sessanta giorni istituiscano l’Unità centrale di gestione dell’assistenza sanitaria e dei tempi e delle liste di attesa che a sua volta provvederà a individuare il Responsabile unico regionale dell’assistenza sanitaria (Ruas), definito come il “responsabile in ordine al rispetto dei criteri di efficienza nella erogazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie e sul corretto funzionamento del sistema di gestione delle liste di attesa e dei piani operativi per il recupero delle liste medesime nonché dell’attuazione e del raggiungimento degli obiettivi contenuti nel Piano regionale sulle liste d’attesa e provvede al controllo sull’avvenuto adempimento.” Se il Ruas e l’Unità centrale non faranno quanto previsto allora subentrerà l’Organismo centrale di verifica e controllo.

Per i dettagli rimando all’articolo di Rodriguez, ma qui mi limito ad alcune addolorate considerazioni. Addolorate perché mi sembra che un tema come quello delle liste di attesa, sentito in modo drammatico dai cittadini, abbia portato alla approvazione di un Decreto che, già povero di idee e “senza portafoglio”, ha portato come soluzione pacificatoria e farsesca alla individuazione di un capro espiatorio, il Ruas, un nuovo acronimo di cui avrei fatto volentieri a meno. Un capro espiatorio “unico” che agirà oltretutto (se ho capito bene) in assenza di compensi, gettoni di presenza, rimborsi di spesa o altri emolumenti comunque denominati. Per coerenza, senza portafoglio lui come il Decreto.

Chiunque abbia una minima conoscenza dello stato e delle regole del Ssn sa che quello delle liste di attesa è un sintomo di una patologia cronica e complessa del nostro sistema sanitario e non solo di questo. Confluiscono nel condizionarle, carenza di risorse a parte, infiniti aspetti di carattere programmatorio, gestionale, tecnologico, amministrativo, professionale e culturale (sia per quanto riguarda gli operatori che i cittadini). Si pensa ragionevole che a farsene carico sia una figura unica i cui poteri saranno ovviamente limitati? Prendiamo il caso che qualcuno si svegliasse (sarebbe ora) e dicesse che è inutile contenere le liste di attesa delle prestazioni diagnostiche se non si contengono anche quelle chirurgiche, che farà il Ruas: ridisegnerà lui le reti cliniche di area chirurgico-interventistica che le Regioni non stanno adeguando al Dm 70? La responsabilità “unica” del contenimento delle liste di attesa è politica sia a livello centrale che regionale. Trasferirla ad un professionista è uno scarico di responsabilità e una comoda ricerca di un capro espiatorio.

La soluzione? Il Ruas sia l’Assessore alla sanità. Non risolverà i problemi, ma almeno se ne assumerà le responsabilità.

Claudio Maria Maffei
Coordinatore Tavolo Salute Pd Marche

17 Luglio 2024

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