Aggressioni ai sanitari. Verso inserimento nel Dl Omnibus dell’arresto in flagranza di reato anche differito

Aggressioni ai sanitari. Verso inserimento nel Dl Omnibus dell’arresto in flagranza di reato anche differito

Aggressioni ai sanitari. Verso inserimento nel Dl Omnibus dell’arresto in flagranza di reato anche differito
È quanto emerso dal vertice che si è tenuto oggi a Palazzo Chigi al quale hanno preso parte i ministri per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani; della Giustizia, Carlo Nordio; dell'Interno, Matteo Piantedosi; della Salute, Orazio Schillaci.

L’arresto in flagranza di reato anche differito per chi aggredisce il personale sanitario potrebbe entrare come emendamento al Dl Omnibus pubblicato in GU lo scorso 9 agosto. È quanto emerso dal vertice che si è svolto oggi a Palazzo Chigi e che è stato presieduto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, al quale hanno preso parte i ministri per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani; della Giustizia, Carlo Nordio; dell’Interno, Matteo Piantedosi; della Salute, Orazio Schillaci.

Il vertice, riferiscono fonti di Palazzo Chigi, ha avuto come oggetto “l’adozione di urgenti misure di contrasto alle azioni violente perpetrate contro strutture e personale sanitari”.

Attualmente, si legge ancora nella nota, “sono 198 i presidi di polizia attivi nelle strutture ospedaliere del territorio nazionale, a fronte dei 126 preesistenti. In particolare, dall’inizio del 2023 si è registrato un incremento di 72 presidi, pari al +57,1%. Parallelamente è aumentato anche il numero degli operatori della Polizia di Stato impiegati, passati dai 299 iniziali agli attuali 432, pari al +69,2%. E’ stato assicurato, altresì, l’ampliamento delle fasce orarie giornaliere di apertura dei suddetti presidi”.

“Oltre alla norma per l’arresto in flagranza di reato differito per coloro che commettono violenza ai danni degli operatori, c’è la necessità di trovare altre soluzioni”, come “filtrare l’ingresso negli ospedali e aumentare l’uso delle telecamere”. Così il ministro della salute, Orazio Schillaci, nella comunicazione in Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato sulle tematiche afferenti ad assistenza sanitaria territoriale, emergenza-urgenza, nonché sui recenti episodi di violenza ai danni del personale sanitario.

“Con i colleghi della Giustizia e dell’Interno – ha spiegato – stiamo elaborando la norma per l’arresto in flagranza differito. E’ un istituto già sperimentato negli stadi di calcio con l’arresto anche nelle 48 ore successive al fatto, grazie alla documentazione videofotografica. E’ un valido strumento per rendere efficace il contrasto alle aggressioni. Ma – ha rimarcato il ministro – c’è anche un problema culturale che è evidente: nel tempo si è degradato il rapporto medico-paziente e serve agire sulla formazione. Chi ha il camice bianco e presta le cure non deve essere aggredito”, è “impensabile” che lo sia e “ancora più grave se il 70% delle aggressioni è ai danni di donne”.

“Oggi nel primo pomeriggio, finito il Consiglio dei ministri – ha riferito Schillaci – abbiamo avuto a Palazzo Chigi una riunione con il sottosegretario Mantovano, il ministro della Giustizia Nordio e il ministro dell’Interno Piantedosi per arrivare rapidamente a una definizione del provvedimento” sulla flagranza differita. “Inoltre – ha concluso – per garantire l’ordine e la sicurezza negli ospedali, stiamo vagliando la possibilità di prevedere misure appropriate per filtrare l’accesso dei visitatori e per implementare il numero di videocamere di videosorveglianza disponibili”.

Inoltre il Ministro ha detto che “sono allo studio, in intesa con il ministero della Giustizia, ulteriori misure per rendere strutturale la limitazione della responsabilità penale dei professionisti sanitari solo ai casi di colpa grave”.

17 Settembre 2024

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