Anestesia-Rianimazione, preoccupa norma su assunzioni specializzandi in strutture fuori dalla rete formativa  

Anestesia-Rianimazione, preoccupa norma su assunzioni specializzandi in strutture fuori dalla rete formativa  

Anestesia-Rianimazione, preoccupa norma su assunzioni specializzandi in strutture fuori dalla rete formativa  

Gentile Direttore,
dal 1° gennaio 2025, con l’entrata in vigore della legge 207/24 (Legge di Bilancio), è stata introdotta la possibilità per le aziende e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale, nonché per le strutture sanitarie private accreditate, di procedere all’assunzione di medici specializzandi anche in assenza di appartenenza alla rete formativa della disciplina oggetto di concorso. Tali assunzioni, secondo la legge, potranno avvenire previa certificazione della sussistenza degli standard generali e specifici richiesti per l’accreditamento delle strutture facenti parte delle reti formative, in base alla normativa vigente.

La Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) e il Collegio dei Professori di Anestesia e Rianimazione delle Università Italiane (CPAR) esprimono forte preoccupazione per l’applicazione di tale normativa in riferimento agli specializzandi in anestesia, rianimazione, terapia intensiva e del dolore (ARTID). In base a quanto previsto, già dal secondo anno di specialità potranno essere assunti, ancora in formazione, presso strutture sanitarie che potrebbero mancare della completezza specialistica (ovvero della casistica) e tecnologica (ad esempio supporti delle funzioni d’organo esclusivi di determinate sedi) presenti nelle strutture ad oggi accreditate dal Ministero (al momento grandi Aziende Ospedaliero-Universitarie e punti di rete formativa legati a una Scuola di Specializzazione ARTID). L’eventuale carenza di determinate discipline specialistiche (ad esempio, cardiochirurgia, neurochirurgia, trauma-center, centri ECMO) potrebbe, seppure in parte, compromettere il percorso di formazione in Anestesia e Rianimazione come oggi definito.

Una formazione incompleta potrebbe tradursi in un’assistenza anestesiologico-rianimatoria non ottimale per i pazienti, con possibili ripercussioni sulla sicurezza e sulla qualità delle cure erogate.

Chiediamo e auspichiamo, pertanto, un’attenta riflessione sull’attuazione della norma e auspichiamo un confronto costruttivo con le istituzioni per salvaguardare la qualità della formazione dei futuri specialisti in Anestesia, Rianimazione, Terapia intensiva e del Dolore e la sicurezza delle cure offerte ai cittadini.

Cordiali saluti,

Prof. Elena Giovanna Bignami
Presidente SIAARTI

Prof. Giuseppe Servillo
Presidente del CPAR

23 Gennaio 2025

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