Campagna vaccinale anti-covid. Garattini: “Avevamo i medici di famiglia ma abbiamo dovuto ricorrere all’esercito”. Fimmg Bergamo: “Siamo indignati. Noi fondamentali” 

Campagna vaccinale anti-covid. Garattini: “Avevamo i medici di famiglia ma abbiamo dovuto ricorrere all’esercito”. Fimmg Bergamo: “Siamo indignati. Noi fondamentali” 

Campagna vaccinale anti-covid. Garattini: “Avevamo i medici di famiglia ma abbiamo dovuto ricorrere all’esercito”. Fimmg Bergamo: “Siamo indignati. Noi fondamentali” 
In un’intervista Garattini ha affermato che le vaccinazioni sono iniziate a fine marzo 2021 “solo attraverso l’intervento dell’esercito, pur avendo 35mila medici di medicina generale”. Il sindacato controbatte: “Sono state oltre 360mila le somministrazioni in provincia di Bergamo e 1mln in Lombardia grazie ai medici di famiglia. L’esercito a Bergamo non ha avuto un ruolo nella campagna vaccinale”

“Esprimiamo una profonda indignazione per le recenti dichiarazioni del professor Silvio Garattini riguardanti il ruolo dei medici di famiglia nella campagna vaccinale anti-Covid”.

Così Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (Fimmg) di Bergamo che punta il dito verso le affermazioni del rilasciate al quotidiano online “Bergamonews”.
Il professor Garattini ha affermato che le vaccinazioni “sono iniziate a fine marzo (2021) solo attraverso l’esercito, pur avendo 35mila medici di medicina generale”, sostenendo che, “con una organizzazione diversa, avremmo potuto effettuare vaccinazioni in 14 giorni, invece abbiamo dovuto ricorrere all’esercito”.

“A prescindere dalle fantasiose affermazioni sui tempi ipotetici di completamento delle vaccinazioni – ha detto il segretario provinciale di Fimmg Bergamo, Ivan Carrara – non ci risulta che, in provincia di Bergamo, l’esercito abbia avuto un ruolo nella campagna vaccinale. Ciò che è certo invece è che a svolgere un ruolo fondamentale siano stati proprio i medici di medicina generale, grazie alla loro capillare presenza sul territorio, al loro spirito di sacrificio e alla loro capacità di auto-organizzazione, in particolare tramite le loro cooperative, operando sia negli hub vaccinali delle Asst sia a domicilio. È stato un lavoro complesso e delicato, che ha richiesto il supporto ai cittadini nella comprensione del vaccino, la raccolta di un reale consenso informato e un costante aggiornamento scientifico e normativo.

Il tutto affrontato con un impegno gravoso e straordinario, oltre le normali ore lavorative in ambulatorio, reso possibile solo grazie alla dedizione per una professione fondata sull’empatia e la vicinanza agli assistiti. Questo in un periodo in cui era ancora vivido il ricordo delle decine di medici di famiglia caduti all’inizio della pandemia, perché lasciati senza protezioni adeguate e senza supporto”.

Anche Mario Sorlini, medico di famiglia e presidente della cooperativa Iml, che ha organizzato e coordinato hub vaccinali in gran parte della Lombardia, conferma di “non aver mai avuto occasione di avere l’esercito nei nostri hub”. Sorlini esprime nuovamente un ringraziamento ai numerosi medici che, anche gratuitamente, hanno operato in quel difficile periodo, non solo per le vaccinazioni, ma anche nell’effettuazione dei tamponi.

E testimonia con i numeri il loro impegno: solo la cooperativa Iml ha organizzato 9 hub vaccinali nella provincia di Bergamo (Albino, Mapello, Treviglio, Bolgare, Clusone, Rogno, Gazzaniga, Dalmine e Trescore), somministrando 360.000 dosi di vaccino. Su tutto il territorio lombardo, gli hub coordinati da questa singola cooperativa hanno consentito circa 1 milione di somministrazioni, con attività estesa anche a Basiano, Cernusco, S. Angelo Lodigiano, Magenta, Rubattino, Vimodrone, Mantova, Castel Goffredo, Viadana, Gonzaga, Monza e Besana Brianza. A questi numeri si aggiungono le vaccinazioni effettuate direttamente dai medici di famiglia negli hub delle Asst e a domicilio per i pazienti fragili e allettati.

“Non si comprende il costante disconoscimento dell’attività dei medici di famiglia – conclude Carrara – in questi giorni in particolare, sminuire il loro impegno e la loro operatività, in spregio ai numeri concreti del lavoro svolto, appare sempre più un atteggiamento ideologico, distante dalla realtà e dal metodo scientifico. Dietro ogni affermazione dovrebbero esserci dati solidi e una conoscenza diretta della realtà di cui si parla”.

25 Febbraio 2025

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