Ddl prestazioni sanitarie. Zaffini (FdI): “Taglio fondi per Rsa è fake news”

Ddl prestazioni sanitarie. Zaffini (FdI): “Taglio fondi per Rsa è fake news”

Ddl prestazioni sanitarie. Zaffini (FdI): “Taglio fondi per Rsa è fake news”
"Lo scopo di questo emendamento è  tutelare i pazienti che hanno bisogno di una particolare assistenza, come per esempio quelli affetti da Alzheimer, mettendo in sicurezza proprio le strutture a loro dedicate. La nuova norma chiarisce che fino 70% dei costi per le cure di pazienti che rientrano in casistiche di alta complessità assistenziale sono a carico del Ssn, lasciando la restante parte a carico delle risorse della non autosufficienza. Nessun taglio, quindi, ma solo maggiore chiarezza".

“È ora di dire basta alle continue menzogne di questa sinistra sempre più comunista e sempre più disonesta! Bugie in questo caso anche odiose perché speculano sui disagi e sulle fragilità degli italiani, sperando così di fare fatturato politico e approfittando appunto, delle difficoltà peraltro esistenti da anni e per la maggior parte create proprio dalla loro attività di governo. L’ennesima fake news messa in giro oggi sarebbe che il governo taglia i fondi per gli anziani nelle Rsa, in particolare per l’assistenza dei pazienti non autosufficienti affetti da gravi patologie invalidanti”.

Così il senatore di Fratelli d’Italia Francesco Zaffini, presidente della Commissione Sanità e Lavoro a Palazzo Madama.

“Sono costretto, dunque, a ricordare al Pd e al collega Boccia, che questo governo sta restituendo, invece, ai cittadini ciò che loro hanno tolto con decenni di tagli lineari alla sanità. Tanto che l’emendamento al Ddl prestazioni sanitarie a cui fanno riferimento, prima firma della collega Cantù relatore del provvedimento, nasce proprio per mettere in sicurezza il sistema socio-sanitario delle Rsa. In materia di assistenza agli anziani molto abbiamo di recente innovato con la legge 33 del 2023, ma restano in vigore anche leggi incomplete se non vecchie e obsolete, la più ‘recente’, cui si rifanno le sentenze della Cassazione, risale addirittura al 1983 e non chiarisce affatto i confini di applicazione delle cure, fino a dove è sanità e dove invece è sociale o socio assistenziale, rischiando così, per effetto di alcune recenti sentenze, persino di far chiudere alcuni istituti.

Lo scopo di questo emendamento e di questo governo è proprio quello di tutelare i pazienti che hanno bisogno di una particolare assistenza, come per esempio quelli affetti da Alzheimer, mettendo in sicurezza proprio le strutture a loro dedicate. L’emendamento, infatti, è nato dopo aver ascoltato le istanze delle associazioni rappresentative dei pazienti e degli istituti socio-sanitari, con l’obiettivo di garantire a loro e alle loro famiglie cure appropriate, dando pieno riscontro alle richieste di presa in carico. La nuova norma chiarisce che fino 70% dei costi per le cure di pazienti che rientrano in casistiche di alta complessità assistenziale sono a carico del SSN, cioè alla sanità, lasciando la restante parte a carico delle risorse della non autosufficienza. Nessun taglio, quindi, ma solo maggiore chiarezza a tutela proprio di quei cittadini fragili e dei loro parenti costretti prima a rivolgersi ai tribunali per avere garantiti i loro diritti”, conclude Zaffini.

14 Marzo 2025

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