Medicines for Europe: “Regressivi e controproducenti, serve piano in 5 fasi”
Un piano in 5 fasi: 1. Proseguire gli sforzi diplomatici per impedire l’imposizione di dazi sui medicinali e sui principi attivi farmaceutici dell’Ue, attività fondamentale per evitare carenze e danni concreti ai pazienti; 2. Rivedere la legislazione complessa e onerosa che compromette le attività farmaceutiche in Europa e influisce negativamente sull’accesso dei pazienti e sulla sicurezza dell’approvvigionamento, come la direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane e le restrizioni sulle sostanze necessarie per la produzione; 3. Accelerare le politiche industriali contenute in documenti come il Critical Medicines Act e il Biotech Act, poiché saranno necessari aiuti di Stato e differimenti fiscali per contrastare l’effetto dello shock competitivo causato da potenziali dazi; 4) Adottare la legislazione farmaceutica dell’Ue con incentivi normativi equilibrati che i sistemi sanitari possano permettersi e regole chiare, per consentire la concorrenza fin dal primo giorno dopo la scadenza del brevetto e accelerare la trasformazione digitale della regolamentazione e del settore; 5. Basare l’azione dell’Ue sull’autonomia strategica, promuovendo la solidarietà europea rispetto alla divisione e, soprattutto, dando priorità all’accesso e alla sicurezza dei medicinali.
A seguito dell’incontro, Medicines for Europe invita l’Ue e la presidente von der Leyen a “concentrarsi sul rafforzamento della competitività manifatturiera dell’Ue, secondo il nostro piano in 5 punti per i prodotti farmaceutici, pur rimanendo aperti al commercio e alla cooperazione internazionale. Ci impegniamo a proseguire questa partnership e apprezziamo il contributo della Commissione europea su questa importante questione”.
09 Aprile 2025
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