Payback dispositivi. Fifo scrive al Mef: “Urgente una proroga per i pagamenti, per aziende impossibile accedere al credito” 

Payback dispositivi. Fifo scrive al Mef: “Urgente una proroga per i pagamenti, per aziende impossibile accedere al credito” 

Payback dispositivi. Fifo scrive al Mef: “Urgente una proroga per i pagamenti, per aziende impossibile accedere al credito” 
La scadenza dei termini di pagamento è fissata per il 9 settembre ma “la norma che consente l'accesso ai finanziamenti garantiti – ricorda la presidente Belviso è entrata in vigore solo il 10 agosto”, mese di chiusura al pubblico di molti istituti di credito. E sulle eventuali compensazioni; “il Mef chiarisce alla Regione che l’onere a carico delle imprese è comunque ridotto alla misura del 25%, come stabilito dalla Consulta”. LE LETTERE AL MEF

Scatta domani, per le aziende fornitrici di dispositivi medici, il termine ultimo per i versamenti alle Regioni del payback sui dispositivi medici relativi agli anni 2015-2018, ma centinaia di aziende non sono ancora pronte. Pr questo la Fifo ha scritto al MEF per chiedere “un intervento urgente per rinviare la scadenza del 9 settembre”. A renderlo noto Sveva Belviso, presidente Fifo Sanità Confcommercio.

Belviso sottolinea come la richiesta non arrivi per la mancata volontà delle aziende di rispettare il termine. Tuttavia “le pmi che hanno manifestato l’intenzione di procedere al pagamento nella misura ridotta sono attualmente impossibilitate per problemi di liquidità per cause a loro non imputabili. Infatti, la norma che consente l’accesso ai finanziamenti garantiti è entrata in vigore solo il 10 agosto, con scadenza dei termini di pagamento fissata per il 9 settembre, con relativo aggravarsi della situazione a causa della chiusura al pubblico di molti istituti di credito”, spiega la presidente di Fifo Sanità. “Abbiamo richiesto un tempestivo intervento governativo al fine di rinviare l’attuale termine del 9 settembre ad una successiva data, consentendo alle suddette imprese di ultimare le pratiche per l’ottenimento dei finanziamenti necessari”.

Belviso chiede al Mef anche di fare chiarezza sugli importi: “Per chi, invece, sarà costretto a subire le compensazioni, è importante che il Mef indichi chiaramente alle Regioni che possano operare esclusivamente sul 25% degli importi indicati nei provvedimenti, così come stabilito dalla Corte Costituzionale. Una diversa applicazione – conclude Belviso – si tradurrebbe in un’ulteriore ingiustificata penalizzazione per il nostro settore, con gravissimo pregiudizio per la continuità aziendale”.

08 Settembre 2025

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