La determinanti della nuova assistenza sanitaria domiciliare

La determinanti della nuova assistenza sanitaria domiciliare

La determinanti della nuova assistenza sanitaria domiciliare

Gentile Direttore, il crescente aumento delle multi-cronicità e delle patologie cronico-degenerative, sempre più legate a condizioni di non autosufficienza, di disabilità, fragilità o marginalità sociale...

Gentile Direttore,
il crescente aumento delle multi-cronicità e delle patologie cronico-degenerative, sempre più legate a condizioni di non autosufficienza, di disabilità, fragilità o marginalità sociale, in un contesto di inverno demografico, di costante invecchiamento della popolazione e di disuguaglianze territoriali, pone il tema della tenuta del setting assistenziale di tipo domiciliare.

In Italia le persone non autosufficienti ricevono assistenza, cura e tutela in varie forme: con sostegni monetari, con servizi resi da strutture residenziali e semi-residenziali, con l’assistenza domiciliare.

Giova ricordare che il 24,7% della popolazione italiana ha più di 65 anni e il 4,1% ha più di 80 anni. Entro il 2050 gli over 65 anni cresceranno al 37% e gli over 80 addirittura al 15%. Uno scenario che impone un approccio ben diverso da quello tenuto sino ad ora, caratterizzato da una tradizionale – quanto illogica – divisione tra settore sanitario e settore sociale.

La crescente complessità dei bisogni e delle sue determinanti impone la costruzione di un nuovo modello di assistenza integrata che superi la predetta divisione. Un sistema di cure domiciliari che sia in grado di fornire risposte efficienti alla crescente domanda di salute, sempre più complessa.

Un nuovo modello di assistenza domiciliare costruito su una nuova governance multidisciplinare, in grado di governare le attuali criticità: sotto-finanziamento, carenza di personale, inadeguati sistemi informativi, disparità territoriali, digitali e sociali, crescente fabbisogno formativo.

Un nuovo modello di governance che, nella consapevolezza dell’autonomia regionale in materia, sia unificato (nazionale, regionale e locale) allo scopo di realizzare nuovi percorsi assistenziali basati su una stabile integrazione “sanità-servizi sociali”, con progetti assistenziali che pongano la “persona” e la “personalizzazione” al centro delle misure mediche, infermieristiche, riabilitative e sociali.

Un cambio di rotta che dovrà confrontarsi con le risorse finanziarie, poiché si tratta di interventi complessi di lungo periodo che necessitano di sostenibilità e stabilità.

Pertanto, la “ricetta” del cambiamento dovrebbe prevedere 4 aree di intervento: il coordinamento tra le diverse risorse pubbliche (sanitarie e sociali), l’allocazione integrata di tali risorse nella logica della presa in carico del paziente e di PAI di lungo termine, l’armonizzazione delle attività di tutti gli attori del sistema (pubblico, privato, accreditato e terzo settore), l’upgrade formativo specifico.

Il tutto con la dovuta consapevolezza che a problemi complessi non esistono soluzioni semplici.

Antonio Salvatore
Coordinatore del Dipartimento Salute, Sanità e Assistenza di prossimità – ANCI Campania
Vice-presidente della Fondazione Triassi per il management sanitario

15 Dicembre 2025

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