Verso le elezioni. Lazio. Zingaretti lancia “patto per salute” con Bersani 

Verso le elezioni. Lazio. Zingaretti lancia “patto per salute” con Bersani 

Verso le elezioni. Lazio. Zingaretti lancia “patto per salute” con Bersani 
Affermare merito e trasparenza, costruire un sistema di valutazione efficace, riorganizzare i percorsi di cura basandosi sugli studi associati dei Mmg. Questi gli obiettivi del nuovo patto per la salute che Nicola Zingaretti (Pd) ha illustrato con Pier Luigi Bersani in un’assemblea con gli operatori della sanità romana

In un’aula magna piena, quella del Forlanini, questa mattina il candidato alla guida della regione Lazio per il Pd, Nicola Zingaretti (video) nell’ambito della campagna elettorale per le regionali insieme al segretario del suo partito Pier Luigi Bersani, a sua volta candidato a premier del prossimo Governo, ha presentato quello che può essere definito un patto istituzionale per cambiare la sanità del Lazio insieme al Governo nazionale. Questo ovviamente qualora i due candidati vincessero ognuno la propria corsa istituzionale, le proprie elezioni.
 
Il nuovo patto per la salute i cui obiettivi fondamentali sono: affermare il merito e la trasparenza, costruire un sistema di valutazione efficace per intercettare le migliori esperienze in Italia, riorganizzare i percorsi di cura basandosi sugli studi associati di medicina generale. Ma questo non basta però ed è stato chiaro Zingaretti perché il patto “deve passare anche attraverso la ricontrattazione del Piano di rientro in cui la Regione Lazio torni ad assumersi pienamente la responsabilità di riorganizzare le funzioni e gli obiettivi della struttura commissariale”.
 
Zingaretti ha ribadito davanti alla platea di medici ed operati del Forlanini che il patto è “un impegno tra persone serie, basato sulla concretezza per chiudere una pagina oscura” quella della gestione della sanità laziale e “per dimostrare che si può cambiare”. Zingaretti ha poi inviato i medici a “non perdere la speranza” cosa questa che “sta accadendo in molti ospedali della regione”.
 
Alla base del Patto oltre alla chiarezza dei valori, c’è anche quanto recita l’articolo 32 della Costituzione. “Avere l’articolo 32 della Costituzione come riferimento – ha aggiunto il candidato governatore del Pd – vuol dire superare e chiudere con la stagione ragionieristica e  offrire al Governo del Paese un interlocutore serio per una partnership in grado di costruire e cambiare il nostro modello di salute”.
 
il Segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani (il video dell'intervento) ha ricordato di aver posto sul tavolo in questi giorni tre questioni concrete: sanità, scuola e lavoro “perché non si può parlare solo di fisco”. 
“La sanità – ha riferito Bersani – è per il Pd un tema di fondo, abbiamo una passione per questo temo lo abbiamo sempre frequentato e su questo tema presentiamo per il prossimo parlamento un dream team”. Il riferimento è ai candidati del Pd per la prossima legislatura Amedeo Bianco e Annalisa Silvestro i quali seppur presenti all’incontro non sono tuttavia intervenuti. Bersani è poi partito all’attacco di questa crisi, generata da un eccesso di finanza rispetto all’economia, elemento questo che ha “determinato una concentrazione di ricchezza in mani a pochi con conseguente poca redistribuzione del reddito e quindi poco welfare”.
 
“La sostenibilità la sentiamo un problema nostro come Pd – ha detto il candidato premier –. Spendiamo sempre meno e se tariamo la spesa da destinare al Ssn in base al Pil, calando il Pil giocoforza cala anche la cifra da destinare alla sanità”.
Ma la sostenibilità secondo Bersani non è solo questione di soldi ma anche di capacità di governo del sistema e di organizzazione. Infine ha ricordato che alla base del patto per la Salute illustrato da Zingaretti ci sono “l’appropriatezza e gli investimenti”, e l’integrazione socio-sanitaria perché “i risultati si hanno con un sistema di rete organizzato in un percorso con un pubblico intelligente che si fa aiutare da quel privato sociale che conosce le tematiche”.
 
Anche Paolo Fontanelli, responsabile sanità del Pd, è intervenuto per parlare di sostenibilità dicendo che “il malessere che stiamo vivendo in questo momento è legato al futuro incerto del Ssn. Un malessere che è cresciuto negli anni a seguito dei tagli, a volte necessari, per riordinare il sistema. La crisi internazionale ha messo in crisi il concetto di sostenibilità e si è cominciato a dire che l’universalità di accesso alle cure non possiamo più permettercela”. Quest’idea dell’insostenibilità per Fontanelli “ha preso spazio, ma per noi del Pd non è in discussione l’universalità del Ssn. È vero ci sono sprechi, disfunzioni e divari territoriali ma questo non può essere un pretesto per mettere in discussione il sistema”.
Quali le ricette per invertire la tendenza? “La fiscalità generale, la sanità pubblica si può sostenere, ma c’è bisogno anche di un rilancio e di una riorganizzazione e i tagli lineari operati di continuo non permettono questa riorganizzazione”.
 
La ricetta più territorio e meno ospedale secondo Fontanelli “non può funzionare senza risorse” così come “prima della riforma del Titolo V c’è bisogno di correzioni al più presto per una maggiore omogeneizzazione del sistema che a causa dei piani di rientro e dei costi dei servizi è sempre più frammentato”. No dunque a politiche ragionieristiche quando c’è bisogno di politiche di riorganizzazione. Infine il ministero della Salute deve tornare centrale e si deve dotare “di un’infrastruttura tecnica per portare avanti il processo di omogeneizzazione”.
 
Ignazio Marino, senatore del Pd, presidente della Commissione d’Inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Ssn ha ribadito con forza come il Pd abbia “idee chiare che ci differenziano dalle altre forze politiche, il Servizio sanitario nazionale deve garantire l’accesso gratuito alle cure a tutti. A proposte del tipo diminuzione dell’irpef per i più ricchi in cambio di assicurazioni noi diciamo no. Un Ssn è sostenibile nella misura in cui uno Stato lo vuole”.
 
Marino ha ricordato l’operazione trasparenza in sanità messa in atto dal Pd “per cui diciamo no ai tagli lineari, sì alla valutazione dei risultati di cura che devono essere pubblici. Trasparenza nei prezzi d’acquisto di beni e servizi che devono essere messi sui siti delle aziende. Valutare e premiare il merito, i politici devono uscire dalle nomine che essere fatte in base al cv e allo stato di servizio. Operatori sanitari l’obiettivo deve essere la pacificazione tra questi e i pazienti. Legge sul rischio clinico, è il mio impegno per la prossima legislatura. Infine un ringraziamento, grazie per aver mantenuto aperto in momenti difficili lo sportello donna.
 
Salvatore Di Giulio, direttore Dipartimento Trapianti del Forlani, ai politici presenti ha chiesto che “la sanità sia vista come opportunità”, essendo “un settore che muove il 12% del Pil” anche Di Giulio contro i tagli lineari che “non tengono conto delle relazioni che si creano tra la medicina e il paziente”, e inoltre “fanno crollare pezzi di vita quotidiana all’interno degli ospedali”. Infine un appello alla classe politica “Il riassetto va pensato e condiviso con gli operatori, il blocco del turn over è un approccio immorale, l’ospedale non va chiuso ma riorganizzato in quanto resta l’unica forma strutturata nel territorio”.

06 Febbraio 2013

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