Manovra. L’Ordine TSRM e PSTRP di Roma scrive al Presidente Rocca: “No a disparità tra professioni sanitarie”

Manovra. L’Ordine TSRM e PSTRP di Roma scrive al Presidente Rocca: “No a disparità tra professioni sanitarie”

Manovra. L’Ordine TSRM e PSTRP di Roma scrive al Presidente Rocca: “No a disparità tra professioni sanitarie”

L’Ordine TSRM e PSTRP di Roma e provincia chiede alla Regione Lazio di estendere anche ad altre professioni sanitarie l’imposta sostitutiva al 5% sugli straordinari e sulla pronta disponibilità prevista nella manovra 2025 per gli infermieri. Andrea Lenza: “Necessario sanare una disparità tra professioni sanitarie”

L’Ordine dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (TSRM e PSTRP) di Roma e provincia ha inviato una lettera al Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, per chiedere un intervento correttivo in merito alla manovra di bilancio 2026 che ha previsto l’estensione dell’imposta sostitutiva al 5% sugli straordinari e sulla pronta disponibilità esclusivamente alla categoria infermieristica. L’iniziativa, promossa dal Presidente dell’Ordine TSRM e PSTRP di Roma e provincia Andrea Lenza, si inserisce nel solco di quanto già avviato dall’Ordine TSRM e PSTRP dell’Umbria, dal Presidente Federico Pompei, che nei giorni scorsi ha sollecitato la Regione a intervenire per superare una disparità di trattamento tra le diverse professioni sanitarie.

“Una disparità di trattamento verso gli altri professionisti sanitari”

Nella lettera indirizzata al Presidente Rocca, Andrea Lenza esprime piena condivisione delle finalità dell’intervento normativo, ma ne evidenzia con forza le criticità. «Siamo pienamente consapevoli dello spirito sotteso all’intervento in oggetto: riconoscere, valorizzare e, soprattutto, sostenere professioni sanitarie fondamentali per la tenuta del sistema è un concetto che condividiamo radicalmente», scrive Lenza. Tuttavia, aggiunge, «la scelta di limitare questo beneficio fiscale a una sola categoria, segnatamente quella infermieristica, introduce una disparità di trattamento sferzante nei confronti di tutti gli altri professionisti sanitari che, con identiche energie e responsabilità, garantiscono assiduamente la fruizione del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale». Il Presidente dell’Ordine ricorda come a Roma, in provincia e in tutta la Regione Lazio, operino quotidianamente migliaia di professionisti appartenenti all’Ordine TSRM e PSTRP, che assicurano il funzionamento concreto delle strutture sanitarie. Si tratta di un insieme di professioni che costituisce «un vero e proprio esercito sanitario fatto di professionisti che, insieme, compongono un tessuto pluridisciplinare tanto integrato quanto insostituibile», chiamato a sostenere carichi di lavoro elevatissimi e complessità sempre crescenti.

“L’equità sia principio imprescindibile delle politiche sanitarie”

Secondo l’Ordine, l’equità deve rappresentare un principio imprescindibile delle politiche sanitarie: «Sostenere una sola professione significa indebolire il sistema tutto. D’altra parte, il servizio sanitario è per sua natura collettivo ed interdipendente, e solo riconoscendo equamente il contributo ad esso offerto da tutte le professioni coinvolte si può restituire alla collettività un sistema stabile e resiliente». Da qui la richiesta formale alla Regione Lazio di farsi promotrice di un intervento correttivo che estenda l’imposta sostitutiva al 5% sugli straordinari e sulla pronta disponibilità anche alle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Una misura che, sottolinea Andrea Lenza, rappresenterebbe «un segnale concreto di attenzione verso una comunità professionale che da anni sostiene, in un silenzio non più osservabile, le debolissime fondamenta del nostro sistema sanitario», con un impatto economico contenuto ma un forte valore istituzionale e sociale. L’Ordine TSRM e PSTRP di Roma e provincia ribadisce infine la piena disponibilità a un confronto costruttivo con la Regione Lazio, affinché questa occasione possa trasformarsi in un passo concreto verso il riconoscimento equo di tutte le professioni sanitarie che concorrono, insieme, alla tutela della salute dei cittadini.

Redazione

23 Dicembre 2025

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