L’Intelligenza Artificiale (IA) si sta imponendo come uno dei principali motori di innovazione del Servizio sanitario, capace di ridefinire modelli di cura e assistenza. Ma il punto fermo resta uno: l’IA non sostituisce il medico né il personale sanitario. Al contrario, si propone come strumento complementare, in grado di amplificare competenze, semplificare i processi decisionali e migliorare la qualità dell’intervento clinico. Se integrata con visione e responsabilità, l’IA può contribuire concretamente a ridurre le disuguaglianze territoriali e sociali nell’accesso alle cure.
È proprio questo l’obiettivo del progetto MIA, promosso da Agenas e lanciato il mese scorso nell’ambito della Missione 6 “Salute” del PNRR, sub-investimento dedicato all’Intelligenza Artificiale, per sostenere una sanità territoriale, integrata e digitale. MIA, spiega Agenas, è una piattaforma di Intelligenza Artificiale progettata per offrire un supporto concreto ai Professionisti Sanitari in tre ambiti strategici: diagnostica di base, gestione della cronicità, prevenzione e promozione della salute.
“Non è un sistema basato sui dati individuali del singolo paziente. MIA non legge il nome del paziente, ma le sue condizioni e i sintomi” ha spiegato Americo Cicchetti, commissario Agenas al Sole24Ore Salute. Un elemento chiave che distingue la piattaforma da soluzioni generaliste e che ne rafforza l’affidabilità clinica. MIA attinge infatti “alle linee guida internazionali e certificate dall’Istituto Superiore di Sanità, alle note dell’Aifa, ai percorsi diagnostico-terapeutici – aggiunge Cicchetti – quindi si tratta di evidenze scientifiche codificate, lo scibile del mondo medico certificato”.
Una differenza sostanziale rispetto ai modelli di intelligenza artificiale generalisti: “ChatGPT pesca dall’oceano del web con tutti i possibili errori. La differenza è tutta qui”, sottolinea il commissario Agenas .
Diagnosi, cronicità e prevenzione: come supporta il medico
Nel campo delle attività diagnostiche di base, MIA fornisce suggerimenti su possibili diagnosi, esami da effettuare e indicazioni sui primi percorsi terapeutici. Nella gestione della cronicità, mette a disposizione strumenti per il monitoraggio personalizzato dei pazienti affetti da patologie croniche, favorendo un approccio più continuo e proattivo. Sul fronte della prevenzione e promozione della salute, consente di visualizzare le campagne di sensibilizzazione attive a livello nazionale e regionale, supporta l’individuazione dei pazienti idonei a programmi di screening e vaccinazione e propone suggerimenti personalizzati sulla base dei fattori di rischio individuali.
Ma come funziona? Attraverso un’interfaccia intuitiva, spiega Agenas i Professionisti Sanitari possono interagire con MIA ponendo domande e ottenendo risposte clinicamente accurate, basate su evidenze scientifiche e corredate da fonti verificabili. Un supporto affidabile, pensato per affiancare le decisioni cliniche e rendere più efficiente l’attività quotidiana.
I vantaggi: più tempo, più appropriatezza, più prevenzione
L’utilizzo di MIA si traduce in benefici concreti per il sistema sanitario e per i pazienti. Tra i principali vantaggi figurano la riduzione del tempo medio dedicato alle attività diagnostiche di routine, il miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva e dell’aderenza terapeutica, la diminuzione delle ospedalizzazioni evitabili e una gestione più proattiva delle comorbidità.
Sul versante della sanità pubblica, MIA contribuisce ad aumentare l’adesione ai programmi di screening, a migliorare la copertura vaccinale e a ottimizzare l’uso delle risorse destinate alla prevenzione, rafforzando così un modello di assistenza orientato alla salute e non solo alla malattia.
MIA Lab: la formazione che accompagna l’innovazione
A supporto dell’adozione della piattaforma nasce poi MIA Lab, il programma formativo dedicato all’apprendimento di MIA. Il percorso combina pillole formative asincrone, aule virtuali in tempo reale, video tutorial e materiali di supporto – dai manuali alle infografiche, fino agli articoli scientifici – per accompagnare i professionisti in un utilizzo consapevole ed efficace dell’Intelligenza Artificiale. “I medici apprenderanno come funziona attraverso una formazione durante la quale affronteranno casi specifici. È un’attività che servirà anche per capire eventuali limiti e margini di aggiustamento”, conclude Cicchetti.