Schillaci: “Con riforma Ssn pensiamo a visione unica tra medicina territoriale e ospedaliera”

Schillaci: “Con riforma Ssn pensiamo a visione unica tra medicina territoriale e ospedaliera”

Schillaci: “Con riforma Ssn pensiamo a visione unica tra medicina territoriale e ospedaliera”

Il Ministro della Salute all’evento “La salute al primo posto” organizzato dal senatore Zaffini. Parla dell’agenda sanitaria italiana, della riforma del Ssn e della sinergia con i governi europei da trovare senza ideologie.

“Questa è un’iniziativa utile per riflettere sulle ulteriori strategie da mettere in atto per affrontare sfide che impegnano tutta la Regione europea per quelli che sono i cambiamenti demografici, epidemiologici, tecnologici che sono avvenuti in questi anni”, il ministro della Salute Orazio Schillaci commenta così l’iniziativa “La salute al primo posto: un futuro che costruiamo insieme. Il ruolo dei parlamenti nazionali nella promozione della salute e del benessere dei cittadini in Italia e in Europa”, organizzata a Palazzo Giustiniani su iniziativa del senatore Francesco Zaffini e alla presenza del direttore Oms Europa Hans Henri Kluge. 

Le nuove sfide della cura in Italia: invecchiamento e cronicità

“Poi c’è un altro importante comune cambiamento che vorrei sottolineare – ha proseguito – è cresciuta la consapevolezza della necessità di compiere ogni sforzo per rafforzare la capacità di risposta dei sistemi sanitari nazionali ai bisogni di salute e quella di continuare a garantire concretamente ai cittadini europei ed italiani il diritto alla salute. A partire da questa demografia che ha determinato nuovi bisogni di salute legati all’invecchiamento della popolazione e quindi al conseguente aumento di patologie croniche che drenano le risorse in maniera molto significativa”.

“In questo scenario è necessario un urgente cambio di paradigma: non basta più un servizio sanitario che c’è nelle cure, bisogna con coraggio investire nelle politiche di invecchiamento attivo, nella prevenzione: questo significa persone indirizzate verso stili di vita corretti, campagne di sensibilizzazione che rendono il cittadino protagonista della salute. Il Ministero che guido si occupa ad oggi di curare gli italiani, ma vorrei che il prima possibile si occupasse essenzialmente di evitare che gli italiani si ammalino.  Se poi consideriamo che il 60% delle malattie in Italia e in Europa è riconducibile a fattori di rischio modificabili con interventi di prevenzione primaria, in primis sana alimentazione e attività fisica, capiamo che questa è la strada”

Il lavoro del governo

“In questa ottica – prosegue Schillaci – la prevenzione è diventata una bussola: la stiamo seguendo dall’inizio della legislatura e possiamo affermare che, grazie al lavoro sinergico e fruttuoso che è stato portato avanti dal governo in Parlamento, abbiamo compiuto grandi passi avanti in questo settore. I parlamenti senza dubbio giocano un ruolo cruciale nella scelta dei bisogni delle istanze che arrivano dalla società civile: a questo proposito la manovra finanziaria che è stata da poco approvata, oltre a destinare importanti finanziamenti al fondo sanitario, indica una chiave strategica della politica sanitaria come diceva il senatore Zaffini la città di monitorare risorse dedicate alla dimensione del segue una precisa finalità è quella di realizzazione fa sempre più proattiva e non più semplicemente realista.

Salute mentale: una priorità dell’agenda Schillaci

“La grande attenzione – continua il ministro – che abbiamo rivolto alla salute mentale. Basta pensare all’aumento del disagio mentale, soprattutto per i giovani che più di tutti hanno sofferto durante la fase pandemica l’assenza della socialità, necessaria alla formazione della personalità. A questi bisogni abbiamo dato risposte aggiornando, dopo 13 anni di silenzio, il piano nazionale per la Salute mentale e garantendo risorse finanziarie per la sua attuazione. Parliamo di un documento programmatico che punta a rafforzare le politiche di prevenzione, diagnosi, cura e assistenza e poi l’istituzione e lo sfruttamento del fondo di sostegno psicologico agli studenti che è un altro esempio concreto di una sanità di prossimità nelle scuole, per definire velocemente le cause del disagio che maggiormente colpiscono i nostri adolescenti”.

Il Ddl delega e la riforma del Ssn

Il ministro Schillaci ha poi parlato del Ddl Delega, approvato lunedì dal Consiglio dei Ministri. “Il ddl intende riformare il nostro servizio sanitario nazionale che ha 47 anni, è un orgoglio della nostra nazione che ogni volta che sono all’estero riceve solo complimenti. Per questo vogliamo fortemente, nella traccia e nel mantenimento di quelle che sono le basi su cui si pone il nostro servizio sanitario nazionale: l’eguaglianza, la gratuità di accesso alle cure, l’attenzione al paziente. Dopo 47 anni, con una demografia che è cambiata, è necessario renderlo più moderno, vicino ai bisogni del cittadino e vogliamo soprattutto unire la medicina territoriale e la medicina ospedaliera che non sono due situazioni contrapposte. Finora gestite da due decreti che, da 15 anni l’uno e da 3 anni l’altro, hanno dettato le regole devono confluire in una visione unica. Questo ci permette di avere anche un momento particolarmente importante perché ci sono tante cure nuove, tante innovazioni tecnologiche europee e c’è oltretutto un patrimonio di dati sanitari che sono alleati fondamentali della programmazione, della ricerca e dell’individuazione di nuove terapie e penso anche alle possibilità offerte alla sanità dall’intelligenza artificiale nella medicina di precisione e medicina personalizzata. Dobbiamo curare le persone non le malattie”.

Il ruolo dei parlamenti nelle sfide sanitarie

“Tornando poi al titolo di questa giornata – conclude Schillaci – in questa legislatura abbiamo toccato con mano come le istituzioni parlamentari possono incidere in un settore strategico di livello nazionale, lo abbiamo visto per esempio con l’approvazione della legge sull’oblio oncologico che garantisce che una persona non può essere segnata dalla sua malattia, che oggi per fortuna nella stragrande maggioranza dei casi è curabile e viene curata in maniera efficace. Voglio poi, in questa sede, ricordare che l’Italia proprio con questa legge si mette all’avanguardia in ambito europeo con una normativa molto più avanzata di quella europea. Così come voglio riportare che l’Italia è stata la prima nazione ha approvato una legge che riconosce l’obesità come patologia cronica e pone le basi per garantire una adeguata presa in carico. Poi anche vorrei ricordare i programmi generali di screening per la celiachia, per il diabete di tipo uno rivolti alla popolazione pediatrica e, concludendo, credo che il diritto alla salute sia più forte in presenza di parlamenti che ascoltano le istanze che provengono dai territori. Abbiamo bisogno di istituzioni parlamentari che, con rigore senza ideologie, svolgano il ruolo di controllore dell’uso delle risorse affinché queste siano effettivamente utilizzate per migliorare la qualità della vita delle loro città. Abbiamo dinanzi a noi ancora tanto lavoro, sono certo però che insieme continuando a collaborare con senso di responsabilità e compassione, taglieremo nuovi traguardi”.

G.F.

14 Gennaio 2026

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