Tedros (Oms): “Il 2025 è stato uno degli anni più difficili. Dolorosi tagli al personale, ma l’impatto è stato attutito”

Tedros (Oms): “Il 2025 è stato uno degli anni più difficili. Dolorosi tagli al personale, ma l’impatto è stato attutito”

Tedros (Oms): “Il 2025 è stato uno degli anni più difficili. Dolorosi tagli al personale, ma l’impatto è stato attutito”

Ma per il futuro il direttore generale guarda a un’Oms più snella, focalizzata ed efficiente: “Un’organizzazione con indipendenza e finanziamenti garantiti, meno vulnerabile agli shock dei mutevoli venti geopolitici”

“L’anno appena trascorso è stato uno dei più difficili nella storia dell’Organizzazione mondiale della sanità”.

È andato dritto al punto il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, intervenendo alla riunione del Comitato dell’Executive Board su programma, budget e amministrazione. La crisi dei finanziamenti, aggravata dall’uscita degli Stati Uniti, ha messo a dura prova l’Agenzia, costringendola ad avviare un profondo processo di ristrutturazione.

“Negli ultimi 12 mesi – ha spiegato – abbiamo affrontato un processo doloroso ma necessario di definizione delle priorità e riallineamento. I tagli ai finanziamenti hanno aperto un significativo divario finanziario per il biennio 2024-2025”.

Il budget è stato ridotto “a 4,2 miliardi di dollari” e, pur essendo riusciti a “ridurre al minimo l’impatto dei tagli e a proteggere il lavoro essenziale”, è stato necessario “unire dipartimenti e divisioni e trasferire alcune funzioni”. La riorganizzazione ha interessato anche il team dirigenziale senior, con una quasi riduzione della metà del numero dei direttori.

In questo processo di snellimento, ha precisato Tedros, “abbiamo in larga parte mantenuto l’equilibrio di genere e la rappresentanza regionale, e la nostra forza lavoro globale è oggi leggermente più giovane rispetto al passato”.

“È stato un percorso difficile – ha aggiunto – ma riteniamo che abbia posizionato l’organizzazione verso il successo futuro, rendendola pronta e adeguata alle sfide”. Il direttore generale ha rivolto un pensiero “al personale che ha lasciato o sta per lasciare l’Oms”, ringraziandolo “per il servizio e la dedizione dimostrati”. “Nessun processo è perfetto – ha riconosciuto – e siamo consapevoli delle legittime preoccupazioni espresse da alcuni membri dello staff”. Tuttavia, i cambiamenti avviati negli ultimi otto anni erano necessari e “hanno contribuito ad attutire l’impatto dello shock dell’anno scorso”.

L’Oms, ha ricordato Tedros, lavora per una maggiore stabilità finanziaria dal 2022, quando l’Assemblea mondiale della sanità ha approvato un piano per aumentare progressivamente i contributi fissi (assessed), portandoli “dal 14% al 50% del bilancio di base”. Gli Stati membri hanno approvato il primo aumento nel maggio 2023, il secondo nel 2024, mentre i successivi tre sono previsti per maggio 2027, 2029 e 2031: “Cinque rate in totale, due già versate e tre ancora da versare”.

Parallelamente, è stato avviato un processo per “ampliare la base dei donatori”, che ha incluso “la creazione della Who Foundation, la pubblicazione del primo Investment Case e il primo round di investimenti”.

“Senza queste misure – ha assicurato – ci saremmo trovati in una situazione ben peggiore”. L’aumento dei contributi ha permesso di limitare l’impatto dei tagli e di salvaguardare le funzioni principali dell’organizzazione. “Senza questo approccio – ha spiegato – avremmo dovuto tagliare circa 3mila posti di lavoro nel mondo. Siamo invece riusciti a ridurre il numero a 1.241”. Di questi, “1.162 dipendenti hanno lasciato o lasceranno l’organizzazione attraverso pensionamenti, prepensionamenti volontari o naturale turnover”, consentendo di mantenere circa 600 posizioni grazie all’aumento dei contributi assessed.

“Questo dimostra – ha sottolineato Tedros – che la decisione storica di aumentare i contributi fissi è stata quella giusta e che gli Stati membri devono proseguire su questa strada”. Una scelta strategica di lungo periodo che renderà l’Oms “più indipendente, più sostenibile finanziariamente e meno vulnerabile a shock come quello vissuto lo scorso anno”. Grazie all’aumento dei contributi, al ciclo di investimenti e al lavoro dei team, “abbiamo mobilitato l’85% delle risorse necessarie per il bilancio di base del biennio”.

Resta tuttavia critico il restante 15%. “Poiché la maggior parte dei contributi volontari resta vincolata a scopi specifici – ha avvertito – diversi ambiti rimangono sottofinanziati”, tra cui la preparazione alle emergenze, la resistenza antimicrobica, il finanziamento della sanità, la resilienza climatica e i determinanti della salute. “Mobilitare i restanti 660 milioni di dollari sarà difficile”, ha aggiunto, lanciando un appello ai donatori affinché garantiscano non solo la quantità, ma anche la qualità dei finanziamenti necessari per attuare le priorità del programma Gpw14.

“Le sfide che i Paesi affrontano oggi – dal cambiamento climatico all’intelligenza artificiale – sono molto diverse da quelle del 1948 o del 1998”, ha concluso Tedros. “Anche l’Oms deve continuare a evolversi. Vedo l’Oms del futuro più snella, ancora più focalizzata ed efficiente: un’organizzazione con indipendenza e finanziamenti garantiti, meno vulnerabile agli shock dei mutevoli venti geopolitici”.

29 Gennaio 2026

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