Linea guida sull’arresto cardiaco, un traguardo di coesione multidisciplinare e rigore scientifico

Linea guida sull’arresto cardiaco, un traguardo di coesione multidisciplinare e rigore scientifico

Linea guida sull’arresto cardiaco, un traguardo di coesione multidisciplinare e rigore scientifico

Gentile Direttore, lo scorso 26 gennaio è stata ufficialmente pubblicata sul portale dell’Istituto Superiore di Sanità l’area tematica riguardante il Basic Life Support (BLS) il primo tassello della più ampia Linea guida per la gestione dell’arresto cardiaco in ambito extra e intra ospedaliero

Gentile Direttore,
lo scorso 26 gennaio è stata ufficialmente pubblicata sul portale dell’Istituto Superiore di Sanità l’area tematica riguardante il Basic Life Support (BLS) il primo tassello della più ampia Linea guida per la gestione dell’arresto cardiaco in ambito extra e intra ospedaliero

Questo documento non rappresenta soltanto un aggiornamento procedurale, ma l’esito di un lavoro straordinariamente complesso, rigoroso, esplicito e soprattutto condiviso. È un traguardo che testimonia la capacità delle diverse professioni della sanità italiana di collaborare in sinergia verso un obiettivo comune: migliorare la sopravvivenza attraverso standard di eccellenza.

Il documento è il frutto di un anno e mezzo di intenso lavoro, prodotto nel rispetto dei principi del Manuale Metodologico del Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG), garantendo trasparenza e solidità per ogni singola raccomandazione.

La decisione di sviluppare una Linea guida nazionale sulla gestione dell’arresto cardiaco deriva innanzitutto dalla drammatica dimensione epidemiologica del fenomeno: nonostante i progressi della medicina d’urgenza, riscontriamo ancora oggi una notevole eterogeneità nei processi e nei protocolli, che si traduce inevitabilmente in una variabilità inaccettabile negli esiti assistenziali. Ne deriva la necessità di standardizzare i processi attraverso raccomandazioni evidence-based.

L’obiettivo è definire indicazioni che tengano conto delle migliori evidenze scientifiche in tema di efficienza, sicurezza e appropriatezza. Inoltre, la recente normativa sulla diffusione dei defibrillatori (L. 116/2021) richiede indicazioni attendibili e omogenee su tutto il territorio nazionale, affinché il soccorso sia supportato da standard chiari e validati.

La vera cifra distintiva di questa linea guida risiede nella sua natura corale: il coordinamento affidato a Italian Resuscitation Council (IRC), società scientifica capofila, ha visto il coinvolgimento di 49 professionisti in qualità di Panel degli esperti e oltre 40 stakeholder in rappresentanza di tutte le società scientifiche competenti che hanno aderito, associazioni di volontariato e associazioni di familiari di vittime di arresto cardiaco. Questa partecipazione così ampia e diversificata restituisce al documento finale una profonda autorevolezza, ponendolo lontano dall’essere un’indicazione autoreferenziale o limitata a una singola visione specialistica.

La collaborazione sistematica tra le diverse società scientifiche ha permesso di neutralizzare eventuali influenze geografiche e le differenze nei contesti organizzativi locali. Il risultato è una sintesi scientifica univoca, capace di superare le frammentazioni territoriali per offrire una guida che sia validata e applicabile a livello nazionale, in ogni angolo del paese, indipendentemente dalle peculiarità dei singoli sistemi locali e regionali.

Quella pubblicata è solo la prime delle sei aree tematiche che seguiranno e svilupperanno l’intera “Catena della sopravvivenza” (BLS, ALS, PLS/NLS, modelli organizzativi, etica e sistemi che salvano le vite) e che verranno rilasciate progressivamente. Questa struttura modulare dimostra come la gestione dell’arresto cardiaco sia una sfida di sistema. La pubblicazione si colloca nella cornice delle linee guida Gelli-Bianco[1], diventando il punto di riferimento imprescindibile per la responsabilità professionale e la sicurezza delle cure.

Disporre di standard uniformi e certificati dall’Istituto Superiore di Sanità è la risposta più efficace per garantire equità di trattamento. Riteniamo che tale risultato sia per l’intera comunità sanitaria un motivo di profondo orgoglio, è l’esempio di come la cooperazione scientifica possa produrre strumenti di alto valore sociale.

Katya Ranzato

Presidente Italian Resuscitation Council (IRC)

Andrea Scapigliati

Past President Italian Resuscitation Council (IRC)


[1] L. 24/2017 (Gelli-Bianco): “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie” https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/03/17/17G00041/sg

02 Febbraio 2026

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