Cyberbullismo. Con la realtà virtuale gli studenti sperimentano cosa significa “essere”

Cyberbullismo. Con la realtà virtuale gli studenti sperimentano cosa significa “essere”

Cyberbullismo. Con la realtà virtuale gli studenti sperimentano cosa significa “essere”

Un progetto pilota coordinato da Asl Roma 1 con Istituto Superiore di Sanità e Sapienza punta sulla formazione di operatori sanitari, insegnanti e famiglie e sull’uso della realtà virtuale nelle scuole per prevenire il cyberbullismo e promuovere il benessere digitale dei più giovani.

Il contrasto al cyberbullismo entra a pieno titolo nelle strategie di prevenzione e promozione della salute. Con Educatamente 2.0, progetto finanziato dal programma Ccm del Ministero della Salute, Asl Roma 1, Istituto Superiore di Sanità e Sapienza Università di Roma avviano un modello integrato che combina formazione a distanza per operatori sanitari, insegnanti e genitori ed esperienze immersive nelle scuole attraverso la realtà virtuale. L’obiettivo è intercettare precocemente il disagio adolescenziale, rafforzare le competenze degli adulti di riferimento e ridurre l’impatto sanitario e sociale della violenza online. Il progetto è stato presentato all’Istituto Superiore di Sanità in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, celebrata il 7 febbraio, durante il convegno “Oltre lo schermo. Insieme per un web sicuro”.

Cyberbullismo e salute pubblica

Il fenomeno del cyberbullismo rappresenta una criticità emergente per la sanità pubblica, con effetti significativi sul benessere psicologico e relazionale degli adolescenti, in particolare nella fascia di età compresa tra gli 11 e i 15 anni. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la prevenzione passa dalla capacità di riconoscere precocemente i segnali di disagio e di contrastare l’isolamento delle vittime, attraverso un’alleanza strutturata tra sistema sanitario, scuola e famiglie. “La salute dei più giovani è anche benessere digitale”, sottolinea il presidente dell’Iss Rocco Bellantone, evidenziando l’importanza di formare genitori, insegnanti e operatori sanitari con strumenti basati su evidenze scientifiche per intercettare tempestivamente situazioni di rischio.

Il modello Educatamente 2.0

Educatamente 2.0 si configura come un modello integrato di prevenzione, che mette in rete sanità territoriale, istituzioni scolastiche e ambito accademico. Il progetto è coordinato dal Dipartimento di Prevenzione della Asl Roma 1, in collaborazione con il Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità e il Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma. Per la Asl Roma 1, l’iniziativa rappresenta un esempio di utilizzo dell’innovazione tecnologica a supporto della tutela della salute degli adolescenti. “Proteggere i ragazzi dai rischi del web significa proteggere il loro futuro e la loro integrità psichica”, afferma il direttore generale Giuseppe Quintavalle, richiamando il ruolo centrale della sanità territoriale nei percorsi di prevenzione.

La formazione di operatori, insegnanti e famiglie

Una componente centrale del progetto riguarda la formazione. L’Istituto Superiore di Sanità curerà percorsi di formazione a distanza rivolti agli operatori sanitari e webinar tematici per insegnanti e genitori, con l’obiettivo di formare almeno 5mila professionisti e realizzare dieci incontri online. I contenuti formativi saranno orientati all’identificazione precoce dei comportamenti problematici, alla promozione dei fattori di protezione – come l’autostima e l’uso consapevole delle tecnologie digitali – e alla gestione integrata dei casi di cyberbullismo, intervenendo sia sulle vittime sia sugli autori delle condotte.

La realtà virtuale come strumento educativo

Accanto alla formazione, Educatamente 2.0 prevede la sperimentazione di interventi psicoeducativi nelle scuole basati sull’utilizzo della realtà virtuale. Il Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma svilupperà un modello evidence based che sarà applicato, a partire dal prossimo anno scolastico, in alcune scuole secondarie del territorio della Asl Roma 1. Attraverso l’uso di visori, gli studenti verranno immersi in scenari di cyberbullismo realmente accaduti, ricostruiti con il supporto della Polizia Postale, con l’obiettivo di favorire una comprensione più profonda delle conseguenze emotive e relazionali delle condotte online.

Dall’esperienza alla consapevolezza

Le esperienze immersive saranno accompagnate da momenti di confronto e riflessione guidata, condotti dagli operatori del progetto. Questo passaggio è ritenuto fondamentale per trasformare l’impatto emotivo dell’esperienza in consapevolezza e responsabilità, promuovendo comportamenti digitali più attenti e rispettosi. Sono inoltre previsti interventi selettivi rivolti a ragazzi e giovani adulti già segnalati o coinvolti in comportamenti illeciti online, con l’obiettivo di rafforzare l’efficacia preventiva del modello.

Valutazione e prospettive

Il progetto è dotato di un sistema di monitoraggio e valutazione che consentirà di misurare l’impatto delle attività formative e degli interventi nelle scuole. I risultati potranno costituire la base per una possibile estensione del modello ad altri contesti territoriali, contribuendo al rafforzamento delle politiche di prevenzione del cyberbullismo a livello nazionale. Nel corso del convegno è stato presentato anche un video realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l’Associazione “Paolo Ettorre – Socially Correct”, con l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi sui danni psicologici del cyberbullismo e sull’importanza di rivolgersi alle istituzioni competenti, a partire dalla Polizia Postale.

I.F.

06 Febbraio 2026

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