Farmaci alla dimissione dal Pronto soccorso, sì alla dispensazione diretta ma non deve gravare sui medici dell’emergenza-urgenza

Farmaci alla dimissione dal Pronto soccorso, sì alla dispensazione diretta ma non deve gravare sui medici dell’emergenza-urgenza

Farmaci alla dimissione dal Pronto soccorso, sì alla dispensazione diretta ma non deve gravare sui medici dell’emergenza-urgenza

Gentile Direttore, in qualità di Presidente della Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza (Simeu), sento il dovere di intervenire su un tema che tocca da vicino la tutela del diritto alla salute e l’efficienza dei nostri Pronto Soccorso: la distribuzione dei farmaci ai pazienti al momento della dimissione

Gentile Direttore, in qualità di Presidente della Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza (Simeu), sento il dovere di intervenire su un tema che tocca da vicino la tutela del diritto alla salute e l’efficienza dei nostri Pronto Soccorso: la distribuzione dei farmaci ai pazienti al momento della dimissione.

Il principio cardine da cui dobbiamo partire è la garanzia della continuità terapeutica. Quando un cittadino viene dimesso dal Pronto Soccorso, il suo percorso clinico di emergenza è concluso; si trova in una condizione che definiremmo “ambulatoriale” e deve essere messo nella condizione di proseguire la terapia prescritta senza incontrare barriere burocratiche. Per questo motivo, la via maestra deve essere la semplificazione: la prescrizione su ricetta dematerializzata (regionale o “bianca” per i farmaci di fascia C) permette al paziente o ai suoi familiari di rivolgersi alla farmacia territoriale più vicina, garantendo un accesso rapido e sicuro al farmaco.

Come società scientifica, ricordiamo con forza che fornire la ricetta al paziente dimesso è un obbligo normativo (ai sensi dell’Art. 15-decies del D.Lgs. 229/1999), un atto che in diverse regioni purtroppo non viene ancora garantito sistematicamente, costringendo il cittadino a ulteriori e inutili passaggi presso il Medico di Medicina Generale solo per la trascrizione della terapia.

In merito a quanto deliberato recentemente dalla Regione Lazio (Delibera G07513 del 12 giugno 2024) sulla dispensazione diretta dei farmaci in Pronto Soccorso, la SIMEU non considera l’opzione “sbagliata” a prescindere.

Tuttavia, affinché questa pratica sia sostenibile, deve prevedere un servizio di farmacia ospedaliera disponibile h24. In assenza di tale supporto, la distribuzione fisica non può e non deve ricadere sul personale del Pronto Soccorso, già pesantemente oberato dalla propria missione clinica e aggravato da criticità sistemiche come il boarding.

Il fenomeno del boarding – ovvero lo stazionamento prolungato dei pazienti in attesa di posto letto – sta letteralmente paralizzando l’attività dei medici d’emergenza: è stato calcolato che ogni paziente in boarding rallenta di circa 12 minuti l’accesso degli altri cittadini in attesa. In questo scenario, aggiungere mansioni burocratiche e logistiche legate alla dispensazione diretta dei farmaci significa allontanare ulteriormente i professionisti dalla loro attività primaria e aumentare il rischio di errore farmacologico.

Ribadiamo dunque il principio generale: il paziente deve ricevere alla dimissione una prescrizione dematerializzata. Si può ipotizzare la dispensazione diretta dal Pronto Soccorso esclusivamente per quelle terapie che necessitano di un inizio immediato e che potrebbero non essere subito reperibili sul territorio.

La tutela della salute passa attraverso riforme strutturali e una reale semplificazione, non attraverso l’imposizione di ulteriori carichi amministrativi a chi è già impegnato a gestire emergenze, urgenze, un numero notevole di pazienti non urgenti e i malati in attesa di un posto letto.

Alessandro Riccardi

Presidente Nazionale SIMEU

20 Marzo 2026

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