Dietisti e Ssn. Perché integrare la nutrizione nei Lea è una scelta obbligata

Dietisti e Ssn. Perché integrare la nutrizione nei Lea è una scelta obbligata

Dietisti e Ssn. Perché integrare la nutrizione nei Lea è una scelta obbligata

Oltre 300 professionisti riuniti a Parma per il Congresso nazionale rilanciano il ruolo del Dietista nella sanità che cambia: più competenze specialistiche, nuove tecnologie e un contributo decisivo per ridurre complicanze, ricoveri e costi delle malattie croniche.

Dietista: figura professionale rinnovata, che grazie alle proprie competenze tecniche e specialistiche, integrate con le più recenti innovazioni dell’era digitale, pone al centro la persona assistita e contribuisce a garantire la continuità delle cure nel passaggio tra ospedale e territorio. È la definizione emersa dal Congresso nazionale dei Dietisti, svoltosi a Parma dal 19 al 21 marzo scorso.

Organizzato dalla Commissione di albo nazionale dei Dietisti della Fno Tsrm e Pstrp e dall’Associazione scientifica alimentazione, nutrizione e Dietetica (Asand), ha chiamato a raccolta oltre 300 professionisti provenienti da tutta Italia per discutere di nutrizione, di dietetica e delle trasformazioni che hanno definito la professione di questo professionista sia in Italia che nel panorama mondiale.

In un panorama epidemiologico dove le patologie cronico-degenerative assorbono la quasi totalità delle risorse del Ssn, l’integrazione nei percorsi di cura dell’assistenza nutrizionale erogata dai Dietisti non è un costo opzionale, ma un investimento strategico capace di abbattere la spesa sanitaria totale del 10%. Considerando che il sovrappeso e l’obesità interessano ormai il 46% degli adulti e che circa il 30% delle neoplasie è correlato a fattori dietetici, l’intervento nutrizionale diventa lo strumento principale per ridurre drasticamente la morbilità e la mortalità. I dati dimostrano che le regioni italiane che avevano già inserito queste prestazioni nei propri nomenclatori hanno ottenuto una netta contrazione dei tempi di degenza, una diminuzione delle complicanze post-operatorie e una riduzione delle riammissioni ospedaliere, trasformando la prevenzione e la cura dietetica in un volano di sostenibilità economica e qualità della vita.

“Durante il congresso abbiamo affrontato concretamente l’attualizzazione della nostra professione in un contesto sanitario ormai profondamente mutato, tenendo conto di ciò che accade nel resto del mondo dove il ruolo del Dietista è parte integrante di processi clinici avanzati con livelli di autonomia, responsabilità e leadership che non possono più essere ancora e soltanto oggetto di dibattito. Abbiamo affrontato il tema molto delle evoluzioni in termini di formazione, di libera professione e di nuovi strumenti e opportunità per la pratica professionale” ha commentato Marco Tonelli, Presidente della Commissione di albo nazionale dei Dietisti della Fno Tsrm e Pstrp.

Tra i temi discussi l’attualizzazione delle competenze del Dietista e del ruolo della formazione universitaria, sostenuto dall’intervento di Diego Catania, Presidente della Fno Tsrm e Pstrp: “Come Presidente della Federazione nazionale, ho partecipato con grande interesse al Congresso, che ha permesso di intavolare un dibattito vivo, riflessivo e di condivisione sui cambiamenti attesi e sugli obiettivi che vogliono raggiungere i Dietisti e che la Federazione nazionale è pronta a sostenere in un’ottica di riordino”.

Ersilia Troiano, Presidente Aand, ha dichiarato: “Questo congresso non è soltanto un appuntamento scientifico: è il cuore pulsante della nostra comunità professionale. È il luogo in cui ci riconosciamo, con la nostra identità, la nostra storia e quella forza silenziosa che ci sostiene ogni giorno nel prenderci cura delle persone. Siamo arrivati qui con passione, entusiasmo e una dedizione profonda, che ci spinge a guardare lontano, verso un futuro in cui il ruolo del Dietista diventa sempre più determinante. Insieme vogliamo immaginare nuove visioni, tracciare nuovi percorsi e ribadire il valore della dietetica e della scienza della nutrizione in un mondo che cambia e che ci chiede coraggio, competenza e umanità”. 

Il Congresso si è occupato di vari ambiti specialistici e clinici ad alta complessità: delle interazioni tra terapie farmacologiche e dietetiche ai rischi emergenti, in ambito di sicurezza alimentare e cambiamento climatico, e si completerà con un focus sulla nutrizione sportiva, includendo una tavola rotonda dedicata alle sinergie tra istituzioni a tutela del benessere, della salute e della corretta informazione in ambito nutrizionale.

La trattazione scientifica ha esplorato la complessità clinica della nutrizione clinica e pediatrica, le interazioni farmaco-dietetiche, l’integrazione e l’alimentazione nello sportivo, i rischi emergenti per la sicurezza alimentare legati a contaminanti, Moca, patogeni, Amr e cambiamenti climatici. Il congresso si è concluso affrontando le nuove sfide nel trattamento dell’obesità, la continuità assistenziale e la valutazione nutrizionale, ponendo un accento decisivo sulla nutrizione di precisione e sull’impiego di tecnologie avanzate come strumenti per una personalizzazione sempre più efficace degli interventi.

“L’attualizzazione delle competenze e l’integrazione strutturale del Dietista nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) non sono più opzionali, – ha ribadito la Commissione di albo nazionale dei Dietisti – ma rappresentano una scelta pragmatica per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, in linea con il quadro demografico ed epidemiologico attuale. Garantire al cittadino un accesso diretto e codificato alle prestazioni dietetiche significa investire in prevenzione e appropriatezza delle cure, riducendo gli oneri derivanti dalle complicanze delle malattie croniche. Chiediamo alle Istituzioni un impegno concreto affinché la nutrizione specialistica sia riconosciuta come diritto alla salute su tutto il territorio nazionale”.

23 Marzo 2026

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