Sanità digitale, l’Ue al rush finale. Gallina (DG Sante): “Italia può essere protagonista”. Zaffini propone un Osservatorio nazionale per le buone pratiche

Sanità digitale, l’Ue al rush finale. Gallina (DG Sante): “Italia può essere protagonista”. Zaffini propone un Osservatorio nazionale per le buone pratiche

Sanità digitale, l’Ue al rush finale. Gallina (DG Sante): “Italia può essere protagonista”. Zaffini propone un Osservatorio nazionale per le buone pratiche

Gemmato: “Grazie ai dati un Ssn più equo, efficace e sostenibile, e si sarà anche possibile riparametrare i prezzi dei farmaci in base alla reale efficacia”. Butti: “L’Italia guida progetti strategici come il cloud europeo dei dati sanitari e il wallet digitale, che consentirà ai cittadini di accedere a referti direttamente dallo smartphone”.

La corsa allo Spazio europeo dei dati sanitari (Ehds) entra nel vivo e l’Italia prova a giocare da protagonista. Dalla Sala Zuccari del Senato, dove, su iniziativa del presidente della Commissione Affari Sociali, Francesco Zaffini, si è svolta la seconda edizione del Data Summit, arriva un messaggio netto: serve coraggio, governance, visione e strumenti operativi per vincere la sfida della sanità digitale e dell’intelligenza artificiale.

Il convegno, che ha visto numeri interventi, tra cui quello di Sandra Gallina, Direttore Generale della Direzione Generale Salute e sicurezza alimentare (DG SANTE) della Commissione Europea, di Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, di Alessio Butti, sottosegretario di Stato con delega all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale, e di Angelo Tanese, Direttore generale Agenas, è stata l’occasione per fare il punto sul grande progetto che punta a rendere i dati sanitari accessibili e interoperabili per oltre 450 milioni di cittadini europei; ma anche per capire come l’Italia ha giocato, fino ad oggi, questa partita e quali strategie mettere in campo per vincerla. Un evento di respiro europeo, grazie agli interventi stranieri, tra cui quelli dei responsabili delle autorità nazionali per l’accesso ai dati sanitari di Finlandia e Belgio, tra i primi Paesi in Europa ad aver sviluppato infrastrutture nazionali per la condivisione dei dati a fini di ricerca e innovazione.

Gallina: “Siamo seduti su un mare di dati, una ricchezza da sfruttare per il bene collettivo”
“L’Italia ha una grande esperienza, che fiorirà con il Fascicolo sanitario elettronico, ha competenze e infrastrutture, un sistema ben rodato e ha lavorato molto bene sulla missione 6 del Pnrr. Quando il Fascicolo sanitario elettronico sarà condiviso con il sistema europeo saremo a cavallo”, ha dichiarato Sandra Gallina nel suo intervento, incoraggiando il nostro Paese a proseguire su questa strada, ma anche sollecitando il Governo italiano ad nominare nel board Ehds, che sarà il fulcro a livello europeo del sistema, una persona in grado di rappresentare davvero l’Italia. Non solo, ha spiegato, un intermediario, ma qualcuno “molto ben collegato a livello politico” e in grado di rappresentare il punto di vista dell’Italia. e dare un contributo alla realizzazione, entro il 2027, i 20 atti esecutivi che nei fatti renderanno operativi questi dati.

“Siamo seduti su un mare di dati”, ha osservato il DG Sante della Commissione Europea, evidenziando come l’Italia, con i suoi 60 milioni di cittadini”, sia uno dei Paesi “più ricchi” di dati. “Quindi diamoci sotto, e arriveremo all’appuntamento con una ricchezza che possiamo sfruttare per il bene collettivo, senza sacrificare la sicurezza” ma trovando “il giusto l’equilibrio tra accesso e tutela” perché “se è vero che quello sanitario è un dato sensibile, è altrettanto verso che non possiamo e non dobbiamo rendere l’accesso al dato un percorso a ostacoli”. Un punto, questo, su cui Gallina ha insistito: “Non possiamo restare quelli che regolano soltanto”, con il rischio “una regolamentazione che uccide la ricerca”. Al tempo stesso, richiama alla necessità di un sistema sicuro, aspetto su cui occorre ancora lavorare molto: “Una verifica di pochi anni fa ha mostrato che solo l’1% degli ospedali pubblici in Europa ha messo in atto sistemi di cybersecurity, un dato molto triste”.

In un contesto globale definito come “una tempesta”, Gallina ha invitato all’unità: “Abbiamo 450 milioni di cittadini e una ricchezza enorme di dati e cervelli”. E ha chiuso con un auspicio: “L’Italia non sia gregaria, ma protagonista”.

Aprendo i lavori del convegno, Francesco Zaffini ha sottolineato come “l’iniziativa muove dalla consapevolezza e dalla necessità di aprire un confronto serio e definire insieme il cammino che porterà l’Italia ad attuare pienamente lo Spazio europeo dei dati sanitari dentro il 2029”. Ha ricordato l’importanza dei dati sanitari, estremamente sensibili, e dell’equilibrio tra tutela della privacy e valorizzazione per ricerca e innovazione. Il regolamento EHDS, ha spiegato, “afferma un principio non negoziabile: la salute è un bene pubblico” e i dati appartengono ai cittadini, “devono essere custoditi e valorizzati nell’interesse di tutti”.

Zaffini: “Occorre fare bene e in fretta”
A proposito, il presidente della commissione Affari Sociali del Senato ha ricordato come il regolamento Edhs preveda che “l’organismo di accesso ai dati sanitari per l’uso secondario risponda a una richiesta di accesso entro tre mesi, peraltro prorogabili in casi particolari di altri tre mesi. Tre mesi – ha evidenziato – sono una infinità in questo campo e su questo settore. Se costruiamo un sistema che trasforma ogni richiesta di accesso in un percorso ad ostacoli burocratici avremo fallito. I ricercatori andranno a lavorare altrove, l’innovazione si farà senza di noi”. Per Zaffini occorre “fare bene, ma anche in fretta”, per “non essere gregari ma protagonisti di questo percorso”.

Tra le proposte del presidente della commissione Affari Sociali, l’Istituzione di un Osservatorio delle buone pratiche. “Un Osservatorio o tavolo permanente che raccolga e valorizzi le migliori esperienze di gestione dei dati sanitari e di sviluppo dell’intelligenza artificiale nelle strutture sanitarie, negli enti di ricerca, nei territori, nelle università. Non è un Osservatorio che produce rapporti che nessuno legge, ma che fa circolare le pratiche che funzionano, le migliori esperienze, e le mette a sistema.

Concludendo, Zaffini ha ricordato che “il 2029 si avvicina e i cittadini italiani ed europei meritano un sistema sanitario che usi i dati per curarli al meglio, per prevenire le malattie, per garantire una longevità in salute”. L’Italia “ha le competenze per farlo, ha le istituzioni per farlo, quello che deve trovare è la volontà collettiva di lavorare insieme per il bene comune, e questo convegno è un atto di quella volontà”.


Gemmato: “Per il Ssn non può esistere sostenibilità senza innovazione”
Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, ha sottolineato che “non può esistere sostenibilità senza innovazione” e che il Sistema Sanitario Nazionale, nato nel 1978, richiede “nuovi modelli organizzativi e strumenti operativi” per preservare l’universalismo e il diritto alla cura, come sancito dall’articolo 32 della Costituzione. Ha citato l’impegno del Governo a finanziare la sanità: “Nel 2019 il Fondo Sanitario si dotava di 114,5 miliardi di euro, oggi arriva a 136,5 miliardi”, ma sottolineando “la necessità di coniugare finanziamento e innovazione”.

Parlando di dati sanitari, ha rilanciato l’importanza del loro ruolo anche su patologie che oggi si fa fatica a curare, come le malattie rare, che colpiscono gruppi ristretti di pazienti. Ha quindi annunciato l’organizzazione degli “stati generali delle malattie rare a giugno in Italia e su stimolo di altri Paesi europei faremo anche gli stati generali europei”.

Riguardo ai farmaci, ha osservato il sottosegretario alla Salute, “grazie alla real world evidence potremo riparametrare i prezzi dei farmaci in base alla loro reale efficacia, abbattendo il prezzo del farmaco che non restituisce quanto previsto in termini di esiti di salute o riconoscerne la giusta remunerazione se dà risultati migliori”.

Gemmato ha infine sottolineato l’importanza della farmacia dei servizi, “a cui plaude, secondo una indagine Censis, il 90% degli italiani, e che con la telemedicina possa diventare un vero presidio sanitario di prossimità. Non sto dicendo che nelle farmacie si dovranno fare interventi chirurgici, ma dare ai cittadini più fragili o più isolati a livello geografico la possibilità di eseguire un test diagnostico di base nella farmacia sotto casa, refertato dallo specialista a distanza”

Butti: “Dati non diventino una miniera a cielo aperto da saccheggiare”
“Non sempre la Commissione Europea è particolarmente generosa sotto profilo di giudizio nei confronti del governo italiano, ma siamo abbondantemente sopra la media europea per quel che riguarda i servizi digitali applicati alla sanità e questo è un grande risultato. A livello europeo stiamo, inoltre, guidando con soddisfazione un progetto importante sul cloud europeo dei dati sanitari, che è l’Edhs, e la rivoluzione del wallet sanitario digitale, che sarà fondamentale per ospitare il fascicolo sanitario elettronico e che, attraverso l’App-IO, permetterà ai cittadini di consultare referti, ricette e diagnosi direttamente sul cellulare”. A sottolinearlo, nel suo intervento al convegno, il sottosegretario di Stato con delega all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale, Alessio Butti.

I dati della sanità, ha infine sottolineato il sottosegretario alla presidente del Consiglio, “non possono diventare una miniera a cielo aperto da saccheggiare. Vorremmo comportassero ricchezza in ambito sanitario e non solo per chi sviluppa algoritmi e piattaforme. Servono garanzie, e dobbiamo darne agli italiani da questo punto di vista, perché i dati non devono essere utilizzati per altre finalità che non siano quelli di ricerca, diagnosi e cure”.

Tanese: “Serve visione, strategia, utilizzo ottimale degli strumenti e un management adeguato”
l servizio sanitario, attraverso la transizione digitale, “non sarà più lo stesso di prima”, ma “abbiamo bisogno di accompagnare la transizione digitale con una transizione, culturale e organizzativa fondamentale”, ha detto il Direttore Generale di Agenas, Angelo Tanese. Un elemento centrale sarà il Fascicolo Sanitario Elettronico: “A partire dal 1° gennaio 2027 Agenas sarà chiamato a gestirlo su tutto il territorio nazionale”, consentendo di alimentare il sistema dei dati sanitari..

Un lavoro impegnativo, per cui serve uno sforzo forte e capillare: “La responsabilità di gestire il sistema non può essere individuale, ma condivisa tra Ministeri, Regioni, imprese, Università e altri soggetti”, ha detto Tanese, secondo il quale “avere 21 realtà regionali non è un limite. Rende molto complessa la gestione del sistema, ma consente anche di responsabilizzare tutti gli attori. A questo dobbiamo lavorare con le Regioni, a far sì che il progetto, la sfida, sia comune. Il Paese ha ancora molta strada da fare per costruire un sistema sanitario solido e capace di rispondere ai cittadini”, ha concluso il Dg Agenas, sottolineando che qualsiasi innovazione tecnologica ha bisogno di quattro elementi fondamentali: “Visione, strategia, utilizzo ottimale degli strumenti e capacità di gestire il cambiamento organizzativo”. E “un management pubblico adeguato a livello locale, regionale e nazionale, capace di conoscere, valutare, guidare i cambiamenti, imparare dagli altri paesi e accompagnare questa trasformazione con consapevolezza e determinazione”.

25 Marzo 2026

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