Una sentenza del Tribunale che condanna l’azienda per condotta antisindacale. Poche ore dopo, un bando dell’Università La Sapienza che, secondo il sindacato, replica esattamente il modello organizzativo già oggetto di contestazione. È lo scenario che si è consumato alla Asl di Rieti e che ha spinto l’Anaao Assomed a parlare apertamente di “colonialismo accademico” e a chiedere l’intervento urgente del presidente della Regione Lazio.
La vicenda ha un primo atto giudiziario. “Pochi giorni fa – ricordano Pierino Di Silverio, segretario nazionale dell’Anaao, e Gerardo Anastasio, coordinatore della Commissione Ssn-Università dell’associazione – con sentenza del Tribunale reatino su un ricorso da noi promosso, è stata accertata la condotta antisindacale dell’Azienda, che ha escluso illegittimamente il sindacato dal confronto su atti fondamentali quali lo statuto aziendale e il regolamento sugli incarichi dirigenziali, violando le prerogative sindacali previste dal Ccnl e i principi di correttezza e buona fede”. Una decisione netta, sottolineano i due dirigenti, che ha richiamato l’Asl al rispetto delle regole e dei diritti di rappresentanza.
Ma ciò che lascia “attoniti” Di Silverio e Anastasio è quanto accaduto subito dopo: “A distanza di poche ore, infatti, l’Università La Sapienza di Roma ha emanato un bando per professore associato di chirurgia, con attività assistenziale prevista proprio presso la Asl di Rieti, confermando nei fatti un modello organizzativo già oggetto di forti contestazioni”. Un’iniziativa, denuncia l’Anaao, che appare “in palese contraddizione sia con il pronunciamento del Tribunale che con le criticità già evidenziate rispetto alla cosiddetta ‘clinicizzazione’ delle strutture”.
Il modello contestato è quello dell’attribuzione della direzione della maggioranza delle unità operative a docenti universitari senza il rispetto delle procedure concorsuali previste dalla legge. Proprio su questo aspetto, ricordano i sindacalisti, era stato avviato il procedimento giudiziale. “Il messaggio che ne deriva è inquietante – affermano –: mentre la magistratura richiama al rispetto delle regole, le istituzioni sembrano procedere ugualmente nella direzione già censurata”.
Secondo l’Anaao, la vera soluzione sarebbe un’altra: “una corretta collaborazione tra Ssn e Università per la quale sono necessari rispetto reciproco e pari dignità”. Ma a Rieti, denuncia l’associazione, si assiste invece a un “colonialismo accademico” che trascura i reali bisogni di salute del territorio. “Nel trasferire la gran parte delle leve gestionali all’università – avvertono Di Silverio e Anastasio – è facile prevedere una perdita di controllo sull’utilizzo delle risorse e un aumento della spesa che inevitabilmente ricadrà sul Sistema Sanitario Regionale con conseguente inefficienza anche sul piano assistenziale: un’anarchia organizzativa già sperimentata in passato al Policlinico Umberto I”.
La richiesta finale dell’Anaao Assomed è diretta e senza ambiguità: “Chiediamo un immediato intervento del Presidente della Regione Lazio affinché venga ristabilito il rispetto della legalità e delle corrette relazioni sindacali, evitando che il sistema sanitario nazionale diventi terreno di forzature normative e organizzative”. Nel frattempo, concludono, l’associazione “continuerà a vigilare e a tutelare, in ogni sede, i diritti dei dirigenti medici e sanitari e la qualità del servizio pubblico per i cittadini, che non può essere sacrificata a logiche estranee alle regole e al merito”.