Servier, l’aderenza terapeutica come leva per innovazione e sostenibilità della sanità pubblica

Servier, l’aderenza terapeutica come leva per innovazione e sostenibilità della sanità pubblica

Servier, l’aderenza terapeutica come leva per innovazione e sostenibilità della sanità pubblica

Rafforzare l’aderenza terapeutica nelle patologie croniche può generare risorse da reinvestire nell’innovazione, soprattutto in oncologia. È questo il messaggio principale emerso dall’incontro “Dalla Fondazione all’Innovazione: come generare valore per la Sanità Pubblica”, che ha riunito oggi a Roma rappresentanti istituzionali, accademici e del Gruppo Servier per discutere il futuro del SSN

Rafforzare l’aderenza terapeutica nelle patologie croniche non è solo una priorità clinica, ma anche una leva strategica per generare valore economico da reinvestire nell’innovazione, soprattutto in oncologia. È questo il messaggio emerso oggi a Roma durante l’incontro “Dalla Fondazione all’Innovazione: come generare valore per la Sanità Pubblica”, che ha visto la partecipazione dei vertici del Gruppo Servier, delle istituzioni, del mondo accademico e della diplomazia francese, per discutere il futuro del Servizio Sanitario Nazionale tra sostenibilità e accesso all’innovazione.

Il modello industriale di Servier
Al centro del dibattito il modello industriale di Servier, guidato da una Fondazione non profit: l’azienda non risponde ad azionisti, ma reinveste il 100% degli utili nello sviluppo e nella ricerca. Questa struttura consente una visione di lungo periodo: il Gruppo francese, già riferimento in cardiologia e ipertensione, punta a rafforzarsi anche in oncologia e neurologia, con attenzione ai setting rari e ad alta complessità.
Servier è presente in oltre 130 Paesi e produce oltre il 95% dei principi attivi in Europa. Nell’ultimo esercizio, con 6,9 miliardi di euro di ricavi, ha registrato una crescita del 16,2%, con il comparto oncologico che rende conto ormai di un terzo delle vendite globali.

La gestione delle patologie cardiometaboliche
In Italia, l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche richiedono una gestione efficace dei pazienti cardiometabolici, in un’ottica di sostenibilità del SSN. Secondo Servier, l’innovazione incrementale — come la semplificazione degli schemi posologici — è la chiave per garantire la continuità terapeutica. Grazie alle terapie di combinazione per ipertensione e dislipidemie, circa un paziente su dieci oggi può gestire meglio i principali fattori di rischio cardiovascolare.

“Favorendo l’appropriatezza e l’aderenza, generiamo benefici tangibili sia sul piano clinico che su quello della sostenibilità economica,” ha affermato Emilio Gagliardi, Managing Director di Servier Italia & Malta,“Questo meccanismo virtuoso libera risorse che possono essere dirottate verso patologie ancora prive di soluzioni terapeutiche, come i tumori rari e le malattie orfane. La nostra innovazione incrementale alimenta l’innovazione disruptive e sostiene la nostra indipendenza al servizio dei pazienti.”

Creare un nuovo paradigma
Un’innovazione capace di introdurre soluzioni completamente nuove e creare nuovi modelli è il driver principale della roadmap strategica di Servier, supportata da un ecosistema di “Open Innovation”, collaborazioni e partnership con biotech, che rafforzano il posizionamento del Gruppo tra i player più dinamici in oncologia e neuroscienze.

Così anche i pazienti italiani possono accedere a terapie innovative di precisione “first-in-class”, capaci di trasformare il trattamento di tumori a prognosi infausta e orfani di terapie, come il colangiocarcinoma e la leucemia mieloide acuta, e, in futuro, gliomi a basso grado e melanoma uveale.

Un ecosistema ricettivo
Il passaggio dal laboratorio al paziente richiede però un ecosistema nazionale ricettivo. Durante il confronto sono emerse proposte concrete: dall’introduzione sistematica di indicatori di aderenza nel Sistema Nazionale di Garanzia, alla necessità di garantire accesso uniforme ai test genetico-molecolari su tutto il territorio.

L’obiettivo è favorire medicina di precisione e appropriatezza terapeutica, assicurando ai pazienti una disponibilità rapida delle terapie innovative. Fondamentale anche sviluppare partnership pubblico-private per produrre dati di Real World Evidence, a supporto di una programmazione sanitaria più efficace.

“Il tema dell’aderenza terapeutica nelle patologie croniche,” ha affermato Marcello Cattani, Presidente di Farmindustria, “si lega oggi a una dimensione più ampia di sostenibilità e competitività del sistema salute. In un contesto internazionale segnato da strumenti come la clausola del Most Favoured Nation, è fondamentale preservare l’attrattività dell’Europa e dell’Italia per gli investimenti farmaceutici. È necessario un quadro regolatorio stabile, competitivo e capace di valorizzare l’innovazione, anche attraverso un approccio value-based che riconosca il valore complessivo delle terapie in termini di esiti di salute, qualità della vita e benefici per il sistema nel suo insieme.”

Il contesto internazionale
L’analisi si è poi estesa al contesto internazionale, dove l’Europa fatica a mantenere il passo di Stati Uniti e Cina nello sviluppo di nuovi farmaci. Rigidità normativa e tempi di accesso al mercato rischiano di dirottare investimenti verso mercati più dinamici, fenomeno già in corso dopo l’introduzione dei dazi americani e della clausola del Most Favoured Nation.

In Italia persistono criticità strutturali, soprattutto nella ricerca clinica, dove barriere burocratiche legate alla privacy e la complessa applicazione del regolamento IVDR (In Vitro Diagnostic Regulation) rallentano la competitività. Per eccellere, servono investimenti mirati in digitalizzazione, infrastrutture e personale specializzato.

“L’Europa non può più permettersi una sanità frammentata, fondata su modelli disomogenei e procedure che rallentano l’innovazione. Oggi più che mai è necessario superare ostacoli burocratici, come i lunghi iter autorizzativi, e costruire una visione comune in cui ricerca e salute siano considerate asset strategici europei, non competenze isolate dei singoli stati. Solo unendo le forze potremo restare competitivi con potenze come Stati Uniti e Cina, garantendo ai cittadini accesso rapido alle cure e alle tecnologie più avanzate,” ha sottolineato l’On. Ylenja Lucaselli, membro della V Commissione della Camera dei Deputati.

Il vantaggio competitivo dell’hub Italia
L’Italia, con il suo solido settore farmaceutico, è in grado di posizionarsi come hub europeo di eccellenza. L’ottimizzazione dell’aderenza e l’integrazione della Value-Based Healthcare — sostenute da collaborazioni pubblico-private come Servier, Agenas e Altems — sono leve fondamentali per affrontare le sfide demografiche future.

“Il nostro Servizio Sanitario Nazionale rappresenta un’eccellenza riconosciuta, ma presenta anche criticità che non possiamo ignorare- ha ricordato l’On. Erik Umberto Pretto, membro della XII Commissione della Camera dei Deputati – Affrontarle significa avere il coraggio di innovare, investire nelle reti locali e valorizzare i professionisti. All’interno di questo processo è fondamentale implementare l’assistenza territoriale, che garantisce anche una maggiore aderenza alle terapie. Solo così potremo assicurare cure efficaci, accessibili e continue per tutti i cittadini,”

M.L.

01 Aprile 2026

© Riproduzione riservata

Epatite C. Otre 3 milioni di persone testate in 5 anni, Italia leader europea per trattamenti
Epatite C. Otre 3 milioni di persone testate in 5 anni, Italia leader europea per trattamenti

Con oltre 3 milioni di persone sottoposte a screening per l’epatite C (HCV) e più di 19mila infezioni identificate in cinque anni l’Italia è sulla buona strada per eliminare l’HCV...

Long Covid. Paziente adulto trattato con successo grazie a una terapia con anticorpi. Studio italiano su The lancet
Long Covid. Paziente adulto trattato con successo grazie a una terapia con anticorpi. Studio italiano su The lancet

Una terapia con anticorpi ha ripristinato il corretto funzionamento del sistema immunitario di un paziente adulto con Long Covid severo dimostrandosi così efficace per il trattamento di questa condizione. Il...

Disturbi del neurosviluppo. Iss: “Scoperto gene alla base delle più frequenti forme recessive, primo passo per diagnosi più rapide e future terapie”
Disturbi del neurosviluppo. Iss: “Scoperto gene alla base delle più frequenti forme recessive, primo passo per diagnosi più rapide e future terapie”

Fino al 10% dei casi di disturbi del neurosviluppo recessivi, che colpiscono i bambini con diversi tipi di sintomi, è riconducibile ad una alterazione di un piccolo gene non codificante...

Malattia cronica da trapianto contro l’ospite: via libera CE a belumosudil
Malattia cronica da trapianto contro l’ospite: via libera CE a belumosudil

La Commissione Europea ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata di belumosudil -  primo inibitore selettivo di ROCK2 (ROCK2i) - per il trattamento della malattia cronica da trapianto contro l’ospite...