Cup Lombardia. Pd: “Privati non aderiscono”. La Regione: “Disponibilità di tutti, procedure già avviate”
In Lombardia il Centro unico di prenotazione fatica a decollare. Il Pd denuncia ritardi e chiede alla Regione di imporre ai privati l’adesione entro giugno, pena la perdita dei contratti. La DG Welfare risponde: “Tutti i principali gruppi ed Enti sanitari privati hanno avviato le attività per l’avvio del Cup nel più breve tempo possibile”.
Il Centro unico di prenotazione è fermo al palo, gli operatori privati della sanità lombarda non stanno aderendo. Lo denuncia il Pd Lombardia citando i numeri ufficiali forniti al Partito Democratico dall’assessorato al welfare della Regione Lombardia, in risposta a un accesso agli atti firmato dal consigliere e vicesegretario regionale Gian Mario Fragomeli. Le prenotazioni effettuate attraverso la nuova piattaforma sono state più di tre milioni (3.352.550), ma di queste meno di 150mila (148.286) sono quelle prenotate nei centri privati. Il Pd denuncia anche ritardi nel cronoprogramma, “cambiato a più riprese”, che “dimostra chiaramente che i privati stanno posticipando il loro ingresso nel Centro unico di prenotazione”.
Precisazioni arrivano dalla Direzione Generale Welfare della Regione Lombardia, che sottolinea come “tutti i principali gruppi ed Enti Sanitari privati hanno avviato le attività di preparazione tecnica ed organizzativa necessari a garantire l’avvio del CUP nel più breve tempo possibile”. “Nonostante in questa fase progettuale – insiste la nota – l’attenzione si sia concentrata sugli Enti Sanitari pubblici che stanno attivando il CUP unico nel pieno rispetto della programmazione regionale al fine di completare l’avvio entro il mese dicembre 2026, la DG Welfare di Regione Lombardia sta riscontrando una costruttiva disponibilità da parte tutti gli Enti Sanitari privati già coinvolti che stanno collaborando pienamente con le loro strutture organizzative e con i loro fornitori tecnologici all’implementazione del CUP regionale”.
La nota del Pd Il Centro unico di prenotazione è fermo al palo, gli operatori privati della sanità lombarda non stanno aderendo. Lo dicono i numeri ufficiali forniti al Partito Democratico dall’assessorato al welfare della Regione Lombardia, in risposta a un accesso agli atti firmato dal consigliere e vicesegretario regionale Gian Mario Fragomeli. All’8 marzo 2026 il Centro unico di prenotazione della sanità lombarda risultava attivo in sole 12 Asst su 27, in soli due IRCCS pubblici su cinque e in otto strutture private su circa 400 strutture a contratto con il servizio sanitario regionale, dalle più piccole alle più grandi. A parte la Poliambulanza di Brescia, tutte le altre realtà private che hanno aderito sono di piccole dimensioni. Le prenotazioni effettuate attraverso la nuova piattaforma sono state più di tre milioni (3.352.550), ma di queste meno di 150mila (148.286) sono quelle prenotate nei centri privati. Come riferimento, in un anno vengono erogate 31 milioni di prestazioni ambulatoriali, escluse quelle di laboratorio e Pronto soccorso. Ad oggi, la partecipazione dei privati al Centro unico di prenotazione di Regione Lombardia vale solo il 4,42% delle prenotazioni complessive. Di queste, la quasi totalità riguardano la Poliambulanza, attivata a marzo 2025, mentre le altre sette strutture vanno dalle 40 della Diagnostica Comunian di Gorle, in provincia di Bergamo, alle 1.646 della Vmedical di Pisogne, Brescia, attivate tra l’inizio di gennaio e l’inizio di febbraio 2026. Secondo il cronoprogramma, in questo mese dovrebbe essere stato attivato anche il Centro diagnostico italiano (CDI).
Anche il cronoprogramma, cambiato a più riprese, dimostra chiaramente che i privati stanno posticipando il loro ingresso nel Centro unico di prenotazione. Rispondendo a un accesso agli atti analogo del maggio 2025, sempre del Pd, la Regione dichiarava che tutti i privati sarebbero stati attivi nel Cup a dicembre 2026. I privati della provincia di Brescia lo sarebbero stati già a giugno. La realtà è molto diversa. Realtà importanti come Humanitas, San Raffaele, Cliniche Zucchi, Galeazzi e Maugeri vedono la scadenza posticipata di un anno, a fine 2026. Di oltre quattrocento realtà private contrattualizzate con il servizio sanitario regionale – escludendo quindi le strutture che non erogano prestazioni ambulatoriali o non necessitano di prenotazione – solo otto risultano attive, e mentre le realtà maggiori sono calendarizzate a questo punto a fine 2026, delle altre non abbiamo notizia.
Nel frattempo le realtà pubbliche stanno lentamente entrando nel nuovo sistema, non senza difficoltà per cittadini e operatori: le Asst Franciacorta, Garda, Civili di Brescia, Brianza, Fatebenefratelli-Sacco, Lecco, Lodi, Bergamo Est, Crema e Bergamo Ovest, oltre agli Irccs Policlinico di Milano e Policlinico San Matteo di Pavia sono attivi nel nuovo Cup. Il problema è il privato.
Il centro unico di prenotazione è uno strumento fondamentale per tenere sotto controllo, da parte della Regione, le prestazioni sanitarie erogate dai privati in regime di servizio sanitario regionale. Soprattutto, è uno strumento per ridurre i tempi di attesa, dunque un elemento fondamentale di governo del servizio sanitario regionale. Il progetto è stato annunciato a più riprese e già dieci anni fa l’allora giunta regionale si era impegnata a escludere gli operatori privati che non avessero aderito entro la fine del 2016 al Cup regionale. Il Pd ha più volte richiamato la Regione ad adempiere a quell’impegno e a marzo 2024 l’assessore Bertolaso, come compare in un servizio della trasmissione Rai Presa Diretta, si era impegnato a rescindere i contratti agli operatori riottosi. Per il gruppo regionale dem il tempo è abbondantemente esaurito: il Pd annuncia una mozione che porterà in Aula nelle prossime settimane con cui chiede alla giunta Fontana di mettere come limite insuperabile la metà del 2026, per poi fare scattare la sanzione già annunciata, ovvero la decadenza dal contratto.
Una mozione per dire alla Regione che il tempo è scaduto e che se i grandi gruppi della sanità privata non aderiranno entro il 30 giugno al centro unico di prenotazione non gli verrà rinnovato il contratto con il servizio sanitario regionale. La annuncia il gruppo regionale del Partito Democratico, che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa in Regione dimostrando, alla luce di due accessi agli atti successivi, uno di maggio 2025 e uno di marzo 2026, come i tempi di adesione degli operatori privati al Centro unico di prenotazione della Regione Lombardia si stiano dilatando continuamente, e che ad oggi solo una piccolissima parte degli oltre 400 enti erogatori privati accreditati che operano in Lombardia e che hanno un contratto con la Regione, cioè erogano prestazioni in regime di sanità pubblica, hanno effettivamente aderito al Cup regionale. Solo otto, e le prestazioni effettivamente prenotate dai cittadini nel privato tramite questo sistema sono solo il 4,4% del totale, sapendo che anche il pubblico sta comunque entrando nel sistema con lentezza.
Come spiega Gian Mario Fragomeli, vicesegretario regionale del Pd, autore dell’accesso agli atti all’assessorato al welfare, “la situazione è che i dati forniti dalla Regione ci dicono che il privato accreditato sta rifuggendo dal CUP. Secondo il cronoprogramma precedente tutti i privati avrebbero dovuto essere integrati nel centro unico di prenotazione entro la fine del 2025, ma non è così, e per molti di loro la scadenza è stata posticipata di un anno, a fine 2026. Lo dicono anche i numeri, che solo il 4,4% delle prestazioni, poco più di 150.000, su oltre tre milioni e mezzo, sono quelle che i cittadini hanno potuto prenotare nelle strutture private tramite il nuovo sistema regionale. Questo vuol dire che solo il pubblico si sta caricando l’onere di adottare la nuova piattaforma. Questo non va bene, perché paradossalmente in questa fase il privato è ancora più libero di proporre ai cittadini che si rivolgono ai suoi sportelli per avere una prenotazione di presentare la propria proposta a pagamento, in regime di solvenza, e nel frattempo non si risolve il problema delle liste d’attesa”.
Aggiunge Carlo Borghetti, capodelegazione in commissione sanità del Pirellone: “Regione Lombardia deve chiedere al privato di collaborare veramente agli obiettivi pubblici di sanità. I cittadini devono ricevere le prestazioni che servono a loro. E allora, se il privato non aderisce al CUP unico, che è uno strumento essenziale per governare l’offerta sanitaria, deve succedere qualcosa. Da anni la Regione dice che il privato deve aderire, ma non succede nulla quando questo non aderisce. E allora, se non aderisce, deve decadere il contratto. Porteremo in Consiglio una mozione, chiedendo ai colleghi della destra di votarla, che imporrà alla Regione di inserire la regola che l’adesione al CUP è un obbligo per il privato e che se entro tre mesi, a fine giugno, non aderiranno, non gli sarà rinnovato il contratto per l’anno successivo”.
Conclude il capogruppo Pierfrancesco Majorino: “In Regione, da parte della destra, c’è sudditanza al privato. Noi vogliamo fermare questa privatizzazione progressiva e questa continua spinta ai cittadini ad andare a farsi curare a pagamento perché le liste d’attesa sono troppo lunghe, quello che definiamo un vero e proprio ricatto. Continuiamo a insistere e lo faremo anche l’11 aprile in piazza, sotto la Regione, con il sindacato, tante associazioni, il comitato La Lombardia SiCura e tante forze democratiche, con una manifestazione che, non a caso, si intitola “La Salute è un diritto”. Con noi ci saranno anche tanti medici, infermieri e professionisti della sanità, che subiscono questo sistema in prima persona. Saremo in tanti a dire che bisogna cambiare, che questo modo di governare la sanità che toglie alle persone il diritto alla salute a noi non sta bene. Le liste d’attesa non saranno mai abbattute fino a che non sarà risolto il problema del sottofinanziamento della sanità, con l’innalzamento del fondo nazionale al 7,5% del Pil come abbiamo chiesto con forza in Parlamento; fino a che non sarà risolto il problema del Centro unico di prenotazione e fino a che non ci sarà un piano straordinario di assunzione di medici e infermieri”.
La risposta della Direzione Generale Welfare della Regione Lombardia “Tutti i principali gruppi ed Enti Sanitari privati hanno avviato le attività di preparazione tecnica ed organizzativa necessari a garantire l’avvio del CUP nel più breve tempo possibile”. Lo fa sapere una nota della Direzione Generale Welfare della Regione Lombardia che replica alle notizie diffuse da alcuni organi di informazione.
“Oltre all’avvio della Fondazione Poliambulanza di Brescia e l’imminente avvio del Centro Diagnostico Italiano – continua la nota – sono stati attivati tempestivamente gruppi di lavoro condivisi con i Gruppi San Donato, Humanitas, Don Gnocchi, Multimedica, Istituto Oncologico Europeo, Maugeri e altri erogatori privati. A maggio 2026 sarà avviato il primo centro del Gruppo San Donato, a luglio il secondo centro dello stesso gruppo con prosecuzione nei mesi successivi. Così il primo centro del Gruppo Don Gnocchi sarà avviato a giugno 2026, il primo centro di Humanitas a luglio 2026 con prosecuzione nei mesi successivi. A seguire l’intero gruppo Multimedica e gli Istituti Maugeri”.
“Nonostante in questa fase progettuale – riferisce la DG Welfare – l’attenzione si sia concentrata sugli Enti Sanitari pubblici che stanno attivando il CUP unico nel pieno rispetto della programmazione regionale al fine di completare l’avvio entro il mese dicembre 2026, la DG Welfare di Regione Lombardia sta riscontrando una costruttiva disponibilità da parte tutti gli Enti Sanitari privati già coinvolti che stanno collaborando pienamente con le loro strutture organizzative e con i loro fornitori tecnologici all’implementazione del CUP regionale”.
“Ribadiamo – conclude la nota – che la partecipazione degli Enti Sanitari privati accreditati al progetto CUP regionale è una priorità assoluta del progetto al fine di garantire la massima trasversalità dell’offerta dei servizi sociosanitari su tutto il territorio e la massima trasparenza e libertà di scelta per i cittadini che accedono ai servizi”.
Attività operativa senza precedenti per la rete trapianti della Lombardia. Nel mese di marzo, il territorio regionale è stato teatro di uno sforzo corale che ha portato alla gestione di...
Offrire un supporto immediato per migliorare e completare il funzionamento delle Case della Comunità in Lombardia, rendendo così più efficaci e concretamente applicabili i percorsi già delineati dal Decreto ministeriale...
La Lombardia SiCura, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana/AVS, Patto Civico, Italia Viva, Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano, Avanti Partito Socialista Italiano, Europa Verde, Osservatorio Salute, CGIL Funzione Pubblica,...
Gentile Direttore,voglio annunciare, a lei e ai suoi lettori e lettrici, che ho presentato un’interrogazione alla Giunta i Regione Lombardia che chiede di passare dagli annunci ai fatti sulla questione...