Nutrizione clinica e LEA: una lacuna da colmare nel SSN

Nutrizione clinica e LEA: una lacuna da colmare nel SSN

Nutrizione clinica e LEA: una lacuna da colmare nel SSN

Gentile Direttore, l’inserimento delle prestazioni di nutrizione clinica nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) rappresenta un tema ormai non più procrastinabile per il Servizio Sanitario Nazionale. Negli ultimi anni si è consolidata, a tutti i livelli, una forte attenzione verso il ruolo della nutrizione clinica nei percorsi di cura.

Gentile Direttore,

l’inserimento delle prestazioni di nutrizione clinica nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) rappresenta un tema ormai non più procrastinabile per il Servizio Sanitario Nazionale.

Negli ultimi anni si è consolidata, a tutti i livelli, una forte attenzione verso il ruolo della nutrizione clinica nei percorsi di cura. A livello internazionale, il Decennio d’Azione sulla Nutrizione delle Nazioni Unite (2016-2025), esteso fino al 2030, e il Decennio ONU dell’invecchiamento in buona salute (2021-2030) riconoscono la nutrizione come leva fondamentale per mantenere funzionalità e qualità della vita. Anche in Italia, l’introduzione dello screening nutrizionale per i pazienti oncologici nella Legge di Bilancio 2026 va nella stessa direzione.

Eppure, a questa evoluzione non corrisponde ancora un adeguato riconoscimento sul piano applicativo. Le prestazioni di nutrizione clinica sono attualmente escluse dai LEA e nel nomenclatore risultano frammentate tra diverse discipline, mentre mancano del tutto le prestazioni dei dietisti e attività essenziali come counselling nutrizionale e terapia educazionale, pur già previste in PDTA regionali e in linee di indirizzo nazionali.

Ancora più rilevante è l’assenza della Nutrizione Artificiale Domiciliare, terapia ad alta complessità e spesso salvavita, che consente a migliaia di pazienti cronici di ricevere cure a domicilio evitando ricoveri e accessi impropri.

In più, l’assenza di una branca specifica impedisce di disporre di indicatori omogenei, necessari per monitorare attività, esiti e appropriatezza.

La nutrizione clinica è parte integrante della terapia in molte patologie acute e croniche — dal diabete alle malattie cardiovascolari, dall’oncologia alle patologie gastrointestinali — in tutte le fasi della vita: migliora gli esiti, riduce complicanze e degenze, contribuisce alla sostenibilità del sistema. Ed è lo strumento fondamentale per arginare il fenomeno della malnutrizione correlata a malattia, che oggi interessa circa il 50% degli adulti e il 30% dei bambini ospedalizzati, con costi stimati in almeno 2,5 miliardi di euro l’anno. Intervenire in modo sistematico su questo fronte significherebbe migliorare la qualità di vita dei pazienti e ridurre significativamente l’impatto economico sul SSN.

Nel frattempo, cresce la domanda di salute dei pazienti che chiedono percorsi strutturati e prestazioni di qualità. L’oncologia, dove l’impatto dello stato nutrizionale sugli esiti terapeutici è immediato, rappresenta un apripista evidente di questa consapevolezza (vedi lo screening nutrizionale da poco introdotto ma che adesso deve superare lo scoglio dell’effettiva implementazione). E l’auspicio è che la nutrizione clinica e il relativo screening siano presto riconosciuti anche agli altri pazienti ricoverati, a rischio o affetti da malnutrizione correlata a patologia, come già avviene in Lombardia con strumenti standardizzati all’ingresso in ospedale.

Occorre, inoltre, considerare che lo screening nutrizionale da solo non è sufficiente: andrebbe accompagnato dalla possibilità di attivare interventi appropriati, incluso l’impiego degli alimenti a fini medici speciali e della nutrizione artificiale, e da un monitoraggio sistematico di efficacia e sicurezza, al fine di garantire qualità e sostenibilità delle cure.

Ci troviamo, insomma, in una fase matura sul piano culturale e scientifico. È auspicabile che a questa maturità corrispondano scelte normative coerenti, capaci di rendere esigibili su tutto il territorio nazionale prestazioni che sono a pieno titolo parte della cura.

Attualmente è in dirittura d’arrivo l’aggiornamento dei LEA del 2017. Questo risultato richiama un elemento di riflessione sul fattore tempo: sono stati necessari quasi dieci anni per arrivare a un primo aggiornamento che, però, non include ancora le prestazioni di nutrizione clinica. È quindi opportuno interrogarsi su come rendere i futuri aggiornamenti più tempestivi e aderenti all’evoluzione dei bisogni assistenziali, così da evitare che innovazioni già consolidate nella pratica clinica restino a lungo prive di riconoscimento formale.

In questa prospettiva, la Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo rinnova la propria disponibilità a collaborare con le Istituzioni affinché il prossimo aggiornamento dei LEA possa colmare questa lacuna.

Antonella Lezo

Presidente Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo (SINPE)

30 Aprile 2026

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