Un’ex passeggera della nave da crociera MV Hondius ha sviluppato sintomi acuti durante il volo di rientro in Francia ed è attualmente ricoverata in terapia intensiva. Si tratta di un nuovo caso confermato di Hantavirus delle Ande, comunicato oggi dall’Agenzia europea per la prevenzione e il controllo delle malattie.
Secondo l’aggiornamento dell’Ecdc dell’11 maggio, i casi totali segnalati a bordo della nave sono ora nove, di cui sette confermati e due probabili. Tre i decessi registrati finora. L’Agenzia era stata notificata il 2 maggio di un cluster di gravi malattie respiratorie sulla MV Hondius, una nave da crociera battente bandiera olandese con passeggeri ed equipaggio provenienti da 23 Paesi, inclusi nove Stati membri dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo.
Sbarco a Tenerife e rimpatri
La nave è arrivata nel porto di Granadilla, a Tenerife, nelle Isole Canarie, il 10 maggio. Successivamente all’arrivo, sono state completate le operazioni di sbarco e i voli di rimpatrio dei passeggeri. Secondo quanto riferito dall’Ecdc, al momento dello sbarco tutte le persone a bordo sono considerate ad alto rischio e vengono rimpatriate – siano esse sintomatiche o meno – attraverso voli non commerciali.
Sempre secondo le indicazioni scientifiche dell’Agenzia, i passeggeri e i membri dell’equipaggio che presentano sintomi necessitano di isolamento medico immediato, test e cure. Per coloro che invece non hanno sintomi, è richiesta la quarantena e il monitoraggio dei sintomi per un periodo fino a sei settimane.
“Possibili altri casi nelle prossime settimane”
“A causa delle incertezze residue e del lungo periodo di incubazione, è possibile che nelle prossime settimane si verifichino ulteriori casi tra gli ex passeggeri e l’equipaggio – ha dichiarato Pamela Rendi-Wagner, direttrice dell’Ecdc -. È per questo che l’approccio precauzionale adottato dall’Ecdc sin dall’inizio è stato molto importante”.
Il sequenziamento genetico: virus simile a quelli già noti
Le recenti analisi di sequenziamento genetico del virus suggeriscono fortemente che i campioni dei passeggeri risultati positivi siano collegati alla stessa fonte originale di infezione. Le informazioni genomiche mostrano inoltre che il virus coinvolto nel focolaio è simile agli Hantavirus delle Ande già noti per circolare in Sudamerica e non si tratta di una nuova variante. Al momento non esiste alcuna prova che questa variante si diffonda più facilmente o causi una malattia più grave rispetto ad altri Hantavirus delle Ande.
Il supporto dell’Ecdc alle autorità spagnole
Oltre all’esperto dell’Ecdc presente a bordo della nave dal 6 maggio, l’Agenzia ha ulteriormente dispiegato esperti attraverso la Task Force sanitaria dell’Unione Europea sabato 9 maggio, per fornire supporto tecnico e operativo alle autorità spagnole, secondo le necessità.
L’Ecdc continua a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri, la Commissione Europea, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e altri partner per sostenere una risposta coordinata e la condivisione delle informazioni. In relazione a questo focolaio, l’Agenzia ha coinvolto rapidamente il Laboratorio di Riferimento dell’Unione Europea per la Sanità Pubblica per patogeni virali emergenti, a trasmissione zoonotica e da roditori, per fornire supporto agli Stati membri e garantire una diagnostica rapida e di alta qualità.
Le definizioni dei casi
Il comunicato Ecdc fornisce inoltre le definizioni dei casi utilizzate per la sorveglianza epidemiologica. Un caso sospetto è definito come una persona che è stata sulla nave o ha visitato lo stesso mezzo di trasporto (nave o aereo) dove era presente un caso confermato o probabile, oppure che è stata in contatto con un passeggero o membro dell’equipaggio della MV Hondius dal 5 aprile, e che presenta febbre (attuale o recente) accompagnata da almeno uno dei seguenti sintomi: dolori muscolari, brividi, mal di testa, problemi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea, dolore addominale) o problemi respiratori (tosse, mancanza di respiro, dolore toracico, difficoltà respiratoria).
Un caso probabile è una persona che presenta i sintomi sopra elencati e ha un contatto noto con un caso confermato o probabile. Un caso confermato è una persona che soddisfa la definizione di caso sospetto o probabile e risulta positiva a un test di laboratorio (PCR o test anticorpale). Viene infine definito “non caso” colui che, inizialmente considerato un caso sospetto o probabile, risulta negativo ai test.
Valutazione del rischio
L’Ecdc ha infine precisato che gli sviluppi più recenti non modificano la sua valutazione: il rischio per la popolazione generale dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo rimane “molto basso”. L’Agenzia continuerà a fornire aggiornamenti man mano che saranno disponibili ulteriori informazioni.