Il bollettino settimanale dell’Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control) dipinge un quadro sanitario mondiale complesso e articolato. Mentre la Repubblica Democratica del Congo e l’Uganda combattono contro un’epidemia di Ebola fuori controllo e l’Europa registra un preoccupante aumento dei contagi da morbillo, l’hantavirus sembra invece essere stato messo in ginocchio, con il focolaio sulla nave da crociera ormai spento.
Ebola, l’allarme rosso dell’Ecdc
Secondo l’analisi approfondita dell’Ecdc, la situazione nella regione dei grandi laghi africani è critica. I dati parlano di oltre 650 casi sospetti e 160 decessi, concentrati principalmente nelle province congolesi di Ituri e Nord Kivu. Ma il vero grido d’allarme dell’agenzia europea riguarda la reale portata del fenomeno. Allo stato attuale, l’Ecdc ritiene “probabile che l’epidemia sia molto più grande di quanto riportato”, sia in termini di numero di casi che di estensione geografica.
Ciò che rende l’epidemia particolarmente difficile da arginare è la natura del virus. Il ceppo individuato è il Bundibugyo, una variante rara e pericolosa contro la quale, a differenza del più noto Zaire ebolavirus, non esistono né vaccini approvati né cure specifiche. Un vuoto terapeutico che espone le popolazioni locali a un rischio elevatissimo.
A complicare ulteriormente il quadro, l’instabilità politica e le emergenze umanitarie che da anni affliggono l’area. L’Ecdc sottolinea la difficoltà di raccogliere dati certi e di attuare misure di contenimento efficaci. Le analisi genomiche preliminari hanno inoltre rivelato che le sequenze virali attuali sono “distinte” da quelle che causarono le precedenti epidemie di Bundibugyo (2007 e 2012), un elemento di novità che gli scienziati stanno studiando per tracciare l’evoluzione del patogeno. Nonostante il quadro allarmante, per l’Europa il rischio di importazione del virus resta “molto basso”. La valutazione, precisa l’Ecdc, si basa su informazioni ancora parziali ed è destinata a essere aggiornata man mano che nuovi dati diventeranno disponibili. Per supportare le operazioni di contrasto, l’Unione Europea ha già mobilitato una task force sanitaria, con l’invio di un esperto dell’Ecdc al quartier generale dell’Africa Cdc.
Hantavirus, l’incubo è finito
Completamente opposta la situazione relativa all’hantavirus, il patogeno che aveva gettato nel panico i passeggeri e l’equipaggio della nave da crociera M/V Hondius, nell’Oceano Atlantico meridionale. L’Ecdc annuncia che non si registrano nuovi casi e che il focolaio è stato spento.
L’operazione di rimpatrio, gestita su due fronti (Tenerife e Rotterdam), ha permesso di mettere in sicurezza tutte le persone coinvolte. Il bilancio finale è di 11 contagi totali (nove confermati e due probabili) e purtroppo tre decessi.
Le analisi genetiche hanno confermato l’ipotesi iniziale: il contagio sarebbe stato innescato da uno spillover zoonotico (il salto di specie da un animale all’uomo), avvenuto probabilmente prima dell’imbarco in Sud America, dove il virus è endemico. In seguito, il patogeno avrebbe continuato a circolare per via interumana nell’ambiente ristretto della nave. Ora che la nave è in quarantena e l’equipaggio è stato isolato, l’Ecdc può confermare che il rischio per la popolazione generale europea è e rimane “molto basso”, anche perché il reservoir naturale dell’Andes virus non è presente nel nostro continente.
Morbillo, l’Europa è a rischio
Il terzo fronte caldo monitorato dall’Ecdc è quello del morbillo. Nel vecchio continente, l’allarme è moderato ma concreto. A marzo 2026, 12 paesi Ue hanno notificato all’agenzia 172 casi, con un’incidenza particolarmente elevata in Bulgaria (52), Italia (44) e Spagna (24). Bulgaria e Portogallo sono in stato di allerta per focolai attivi, mentre in Francia e Germania si registrano focolai circoscritti e casi sporadici.
A preoccupare l’Ecdc è la causa di questa recrudescenza: una copertura vaccinale “sub-ottimale” in diversi Stati membri, che non raggiunge la soglia di sicurezza del 95% raccomandata dall’Oms per la seconda dose del vaccino trivalente. Un rischio concreto in vista dell’estate, quando l’aumento della mobilità delle persone potrebbe favorire l’importazione e la diffusione del virus in aree indenni.
L’appello dell’Ecdc è chiaro: “Chiudere le lacune immunitarie” attraverso campagne di vaccinazione mirate, soprattutto tra i bambini e gli adolescenti, e sensibilizzare i viaggiatori affinché verifichino il proprio stato vaccinale prima di mettersi in viaggio.