Un focolaio di hantavirus (ceppo Andes) sviluppatosi a bordo di una nave da crociera ha finora causato 13 casi e 3 decessi (case fatality ratio del 23%), con contatti sparsi in 32 Paesi del mondo. È l’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) con il quarto aggiornamento epidemiologico sull’epidemia legata alla nave M/V Hondius, battente bandiera olandese.
Dal precedente rapporto del 13 maggio, sono stati segnalati tre nuovi casi confermati – rispettivamente in Canada, Paesi Bassi e Spagna – mentre un caso precedentemente classificato come “inconclusivo” negli Stati Uniti è risultato negativo dopo ulteriori accertamenti ed è stato rimosso dalla conta. Tutti i casi riguardano passeggeri o membri dell’equipaggio della nave.
La dinamica: probabile trasmissione da uomo a uomo
L’ipotesi di lavoro dell’Oms è che il primo caso abbia contratto l’infezione prima dell’imbarco, attraverso un’esposizione a terra. Le indagini con le autorità di Argentina e Cile sono in corso, ma il tempo trascorso tra la visita in Cile e l’insorgenza dei sintomi supera il massimo periodo di incubazione, per cui l’esposizione in Cile è stata finora esclusa.
Le evidenze attuali suggeriscono una successiva trasmissione da uomo a uomo a bordo della nave. Un’analisi preliminare delle sequenze virali mostra sequenze quasi identiche tra diversi casi, a sostegno di questa ipotesi.
L’Oms ricorda che la trasmissione interumana del virus Andes è già stata documentata in passato, ma si verifica in genere in contesti di contatto stretto e prolungato (tipicamente in ambito domestico). Non sono mai stati osservati focolai su larga scala. Il più grande focolaio documentato si è verificato in Argentina nel 2018-2019, associato a cariche virali elevate e a partecipazione a grandi riunioni sociali.
La situazione epidemiologica aggiornata
Al 27 maggio 2026, i dati sono i seguenti:
- 13 casi totali (11 confermati, 2 probabili)
- 3 decessi (2 confermati, 1 probabile)
- Oltre 600 contatti identificati in 32 Paesi, territori e aree
- Il 53% dei contatti è ad alto rischio, il 47% a basso rischio
- Periodo di incubazione medio stimato: 22 giorni
- Numero di riproduzione effettivo (Rt): 0,7 (inferiore a 1, significa che la diffusione è in calo)
Quarantena fino a 42 giorni per i contatti ad alto rischio
L’Oms raccomanda che i contatti ad alto rischio siano sottoposti a monitoraggio attivo e quarantena (domiciliare o in struttura) per 42 giorni dall’ultima esposizione. Questo periodo garantisce una probabilità di “rilascio sicuro” del 96%. Per i contatti a basso rischio è indicato l’automonitoraggio passivo.
L’evidenza attuale non supporta il test di laboratorio di routine né la quarantena per i contatti a basso rischio.
Nessun trattamento antivirale specifico
La sindrome polmonare da hantavirus (HPS) causata dal virus Andes non ha un trattamento antivirale specifico approvato. I pazienti sospetti devono essere trasferiti tempestivamente in strutture di emergenza o terapia intensiva per un monitoraggio attento e una gestione di supporto (ossigenazione, ventilazione meccanica, gestione dei fluidi, ECMO, dialisi nei casi gravi).
La letalità della HPS può raggiungere il 40-50%, in particolare negli anziani e in persone con comorbidità. L’età media dei passeggeri della M/V Hondius era di 65 anni.
La risposta internazionale
Le autorità sanitarie dei Paesi coinvolti stanno attuando misure coordinate di risposta, tra cui:
- Indagini epidemiologiche approfondite
- Isolamento e gestione clinica dei casi
- Evacuazioni mediche
- Test di laboratorio e sequenziamento genetico
- Tracciamento internazionale dei contatti
- Quarantena e monitoraggio
Sono stati attivati i canali del Regolamento sanitario internazionale (RSI) tra gli Stati coinvolti, con quasi 1000 comunicazioni scambiate. L’Oms ha pubblicato specifici documenti di guida tecnica, tra cui indicazioni per la gestione dell’hantavirus a bordo delle navi, lo sbarco e la gestione di passeggeri ed equipaggio, e la gestione dei contatti.
Valutazione del rischio: globale basso, per passeggeri ed equipaggio moderato
L’Oms valuta il rischio per i passeggeri e l’equipaggio che erano a bordo della nave come moderato, poiché le persone esposte prima dell’attuazione delle misure di controllo potrebbero ancora sviluppare la malattia durante il periodo di incubazione.
Il rischio a livello globale è valutato come basso per le seguenti ragioni:
- Il virus Andes ha dimostrato una trasmissione interumana limitata in passati focolai, generalmente richiedendo un’esposizione stretta e prolungata.
- La trasmissione può essere contenuta con la diagnosi precoce, l’isolamento, la gestione clinica e il tracciamento dei contatti.
- Le indagini preliminari di sequenziamento indicano che il focolaio è probabilmente derivato da un singolo evento di spillover zoonotico (o da un numero molto limitato di eventi strettamente correlati).
Per il pubblico generale, non esposto a bordo né attraverso contatti stretti con casi confermati, la probabilità di infezione rimane bassa.
Raccomandazioni per i viaggiatori e avvertenze
L’Oms sconsiglia l’applicazione di restrizioni ai viaggi o al commercio oltre alla limitazione degli spostamenti per i contatti ad alto rischio identificati.
Le persone che erano a bordo della nave interessata o che hanno avuto contatti stretti con un caso confermato devono seguire le indicazioni sanitarie nazionali.
Le misure raccomandate includono:
- Isolamento precoce e tempestivo dei casi sospetti
- Precauzioni standard e precauzioni aggiuntive per la trasmissione (inclusi respiratori, protezione occhi, camici e guanti per gli operatori sanitari)
- Precauzioni per via aerea durante le procedure aerosol-generanti
- Gestione dei rifiuti come materiale infettivo
- Comunicazione trasparente e tempestiva al pubblico
L’Oms continua a monitorare l’evoluzione epidemiologica e aggiornerà la valutazione del rischio secondo necessità.