Liste di attesa e cruscotto 2.0: analisi multivariata del dato

Liste di attesa e cruscotto 2.0: analisi multivariata del dato

Liste di attesa e cruscotto 2.0: analisi multivariata del dato

Gentile Direttore, alcuni giorni fa, Agenas ha reso note le risultanti dell’imponente lavoro di monitoraggio svolto sulle liste di attesa. Il cruscotto 2.0 rappresenta, senza dubbio, un’evoluzione del precedente modello. Il monitoraggio rileva un quadro in complessivo miglioramento, seppure eterogeneo...

Gentile Direttore,
alcuni giorni fa, Agenas ha reso note le risultanti dell’imponente lavoro di monitoraggio svolto sulle liste di attesa. Il cruscotto 2.0 rappresenta, senza dubbio, un’evoluzione del precedente modello. Il monitoraggio rileva un quadro in complessivo miglioramento, seppure eterogeneo nei diversi contesti regionali, caratterizzati probabilmente da architetture di erogazione e gestione dei flussi non ancora perfettamente calibrati.

Il modello non consente, al di sopra di ogni ragionevole dubbio, la comparazione assoluta dei singoli dati regionali. In questa sede, cercheremo di analizzare solo alcuni degli elementi più controversi che interrogano gli analisti del settore.

Nel periodo gennaio – aprile 2026, sono state monitorate 12.458.217 prenotazioni (visite ed esami strumentali), cioè 0,2114 prenotazioni per ciascun cittadino residente. L’analisi dei valori assoluti di prenotazione, che di seguito rappresenteremo in tabella, pone alcuni quesiti dirimenti, le cui risposte probabilmente consentiranno al sistema di monitoraggio di approdare ad un ulteriore step di validazione.

Le tabelle n. 1 e n. 2 evidenziano poco comprensibili divari tra le regioni italiane, disallineamenti che contrastano, in taluni casi, con gli esiti dei tempi di attesa e che dipingerebbero un quadro epidemiologico eterogeneo in un contesto essenzialmente lineare.

Insomma, allo stato attuale, sembrerebbe che, rispetto alle prestazioni monitorate dalla Piattaforma nazionale, si rilevino flussi di prenotazioni a dir poco disallineati, con scostamenti talvolta superiori al 200 %. E’ chiaro che la base dati delle prenotazioni monitorate rappresenta il denominatore cui è agganciato il relativo numeratore (offerta in soglia). In altri termini, più è alto il denominatore, più i diversi sistemi regionali devono compiere sforzi erogatori. Un esempio paradigmatico può aiutare a comprendere la questione.
TABELLA 4

L’esemplificazione mostra come in alcuni contesti regionali, contraddistinti da un maggiore afflusso di prenotazioni, alla maggiore e più spiccata capacità di risposta (offerta) possa corrispondere un tasso di garanzia (rispetto dei tempi di attesa) notevolmente inferiore. Nel caso di specie, la Regione Z eroga il doppio delle prestazioni della regione Y, ma il suo tasso di garanzia è inferiore di 33,33 punti percentuali.
Disaggregando il dato ed assumendo a paradigma alcune prestazioni bersaglio, notoriamente critiche, viene fuori un quadro ancora più complesso e di difficile comprensione.
Il Cruscotto 2.0 consente di conoscere il valore assoluto delle prenotazioni effettuate, relativamente a ciascuna prestazione monitorata. Abbiamo effettuato uno scouting su quattro prestazioni: visita cardiologica, colonscopia, gastroduodenoscopia, Tc torace.

Ciò che è necessario comprendere, al fine dell’analisi comparativa, è quindi insito nei diversi flussi prenotativi inclusi nel monitoraggio. Alcune caratterizzazioni appaiono comunque evidenti. In alcune regioni, si prenoterebbero prestazioni ambulatoriali anche nella misura del 400 % rispetto ad altre, anche tra regioni contigue, socialmente, economicamente e culturalmente omologhe.

In conclusione, vogliamo porre alcuni quesiti.

1) Nelle regioni che registrano minori prenotazioni, le condizioni generali di salute sono migliori di quelle nelle quali vi è un massivo ricorso alla prenotazione?
2) In alcune regioni, i prescrittori sono più sensibili alla medicina preventiva e a quella predittiva e, quindi, prescrivono di più?
3) Nelle regioni che registrano minori prenotazioni, i cittadini si rivolgono maggiormente a circuiti erogatori alternativi al SSN?
4) Le regioni aprono le proprio agende per periodi di tempo diversi, talvolta brevi, tanto da non consentire la prenotazione in caso di saturazione delle agende e, quindi, il relativo monitoraggio?
5) In alcuni regioni, operano i noti meccanismi della prenotazione senza rilascio, contestuale, della data di appuntamento, attraverso l’utilizzo di strumenti quali liste di galleggiamento, pre e work list, che rendono difficile il monitoraggio?

Riteniamo siano quesiti utili per comprendere appieno le reali criticità delle liste di attesa, consentendo la comparazione di esito tra le diverse regioni italiane, restituendo ai policy maker informazioni funzionali alla programmazione sanitaria territoriale e, quindi, alla salute delle persone. Il SSN ha comunque, finalmente, imboccato la straga giusta, per affievolire uno dei mali tipici di tutti i sistemi sanitari universalistici.

Gianni Di Giacomantonio
Docente a contratto Università di Teramo
Dirigente ASL Teramo

Gianni Di Giacomantonio

03 Giugno 2026

© Riproduzione riservata

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