“Quando parliamo di longevità e invecchiamento in salute, la prevenzione vaccinale è fondamentale, perché consente di ridurre il rischio di ammalarsi o le complicanze associate e tutte quelle infezioni che interessano soprattutto la popolazione anziana e che hanno un carico gravoso in termini di ospedalizzazioni e di danni per la salute, anche a lungo termine. È importante, quindi, per allungare la vita e migliorarne la qualità”. A dirlo è stata Eleonora Selvi, presidente di Fondazione Longevitas, partecipando ieri a Roma alla tappa di ‘Un Consiglio in salute’, iniziativa promossa dal Consiglio Regionale del Lazio, in collaborazione con Asl Roma 1 e La Banca delle visite, dedicata in particolare alla salute delle persone anziane.
L’evento è stata l’occasione per sensibilizzare, ma anche offrire prestazioni: durante l’incontro i cittadini hanno potuto accedere gratuitamente alla vaccinazione herpes zoster, a screening oncologici, alla rilevazione dei parametri vitali e all’orientamento ai servizi sanitari territoriali.
Consiglio regionale e Fondazione si sono infatti alleate, inserendo nel programma ‘Consiglio in Salute’ anche l’iniziativa ‘Vaccinarsi nel Lazio’: una serie di giornate di sensibilizzazione della popolazione over 65 sull’importanza della prevenzione vaccinale promosse dalla Fondazione in collaborazione con le Asl. Saranno coinvolte anche le associazioni territoriali e i luoghi di aggregazione, ha spiegato Selvi, “proprio per avvicinare la prevenzione vaccinale ai luoghi nei quali le persone passano la maggior parte del loro tempo. I centri ludico-ricreativi diventano così dei veri e propri hub di salute”.
“La prossimità è fondamentale – sottolinea la presidente di Fondazione Longevitas – soprattutto per i cittadini più adulti, più anziani e più fragili. Questo vale anche per tutte le vaccinazioni dell’età adulta. Penso, ad esempio, all’herpes zoster, una delle ultime entrate nel calendario vaccinale che registra ancora coperture molto basse: la disponibilità degli studi dei medici di medicina generale o delle stesse farmacie può essere veramente importante, non solo per avvicinare i cittadini, ma anche per sfruttare l’opportunità della co-somministrazione insieme alla vaccinazione antinfluenzale e a quella anti-pneumococcica”.
Per Selvi questo consentirebbe di vaccinare tutte quelle persone che “non sono frenate tanto dall’esitazione vaccinale, quanto dalla difficoltà di accedere a strutture che spesso vengono percepite come distanti. Immaginiamo quanti anziani, soprattutto nelle aree interne del Paese e in quelle zone meno servite, hanno difficoltà a spostarsi e accedere alle strutture sanitarie. In questo contesto, il medico di medicina generale e la farmacia dei servizi diventano quel punto di riferimento capace di semplificare la vita dei cittadini, con grande vantaggio per la salute della comunità”.
Da Selvi, dunque, l’auspicio che “che tutte le regioni italiane vadano in questa direzione, puntando proprio sulla prossimità. Anche per la Regione Lazio, che ha appena firmato un protocollo d’intesa con le farmacie, sarebbe importante estenderlo alla vaccinazione contro l’herpes zoster. La capillarità di certe prestazioni deve diventare sempre maggiore”.