Pd: “Il ministro Schillaci è ‘commissariato’, riferisca in Parlamento”

“Il governo Meloni non è caduto su una proposta dell’opposizione. È imploso su un provvedimento che aveva costruito da solo, in casa propria, con le mani dei suoi ministri, dei suoi presidenti di Regione, dei suoi assessori”: lo afferma in un comunicato Ilenia Malavasi, deputata Pd e capogruppo in Commissione affari sociali a proposito della riforma della medicina generale. “Schillaci spingeva. Rocca firmava. Bertolaso annunciava. E nel frattempo, a Roma, i parlamentari di FdI e Forza Italia lavoravano nell’ombra per far saltare tutto, con il sottosegretario Gemmato che, secondo quanto emerge, incontrava i sindacati medici per rassicurarli che la riforma non avrebbe visto la luce”, prosegue la nota.

Malavasi chiede perciò che il ministro della Salute Orazio Schillaci riferisca “immediatamemnte” in Parlamento “sullo stato delle Case di Comunità, sui rischi di inadempienza rispetto agli obiettivi Pnrr”. “Il Partito Democratico – aggiunge – aveva espresso riserve serie sul merito e sul metodo di quella riforma, che rischiava di stravolgere il rapporto tra medici di famiglia e Servizio Sanitario Nazionale in modo affrettato e senza le necessarie garanzie. Ma il punto oggi non è questo. Il punto è che questo governo non è in grado di governare. Non riesce a portare a termine nemmeno ciò che decide autonomamente di fare”. Nel frattempo, conclude la nota, “i cittadini aspettano. Le Case di Comunità, pagate con miliardi di euro del Pnrr, cioè con soldi pubblici europei che l’Italia ha il dovere di spendere bene, rischiano di aprire senza personale, senza un modello organizzativo, senza una prospettiva. Di questo il governo deve rispondere”.

Anche il presidente dei senatori del Partito Democratico, Francesco Boccia, attacca il Governo e denuncia il rischio di compromettere lo sviluppo della sanità territoriale finanziata dal PNRR.

“Non bastavano i dati quotidiani sulla sanità, i rapporti Gimbe e le liste d’attesa che non diminuiscono. Oggi apprendiamo che le divisioni nella maggioranza stanno affossando anche quella che doveva essere la riforma Schillaci sui medici di famiglia”, afferma Boccia.

Secondo l’esponente dem, lo stallo della riforma potrebbe avere ripercussioni dirette sulla piena operatività delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Ora a rischio sono le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità finanziati con le risorse del PNRR. Una riforma che aveva ottenuto l’ok delle Regioni viene di fatto bloccata dalle divisioni interne alla destra”, sostiene.

Per Boccia il problema non riguarda soltanto l’organizzazione della medicina territoriale, ma più in generale la capacità del Governo di portare a termine gli interventi annunciati per il Servizio sanitario nazionale. “È l’ennesimo annuncio che questo Governo non realizza e a pagare saranno ancora una volta famiglie e cittadini. Sono al tutti contro tutti sulla pelle degli italiani”, dichiara.

Il presidente dei senatori Pd collega inoltre il rallentamento della riforma al rischio di vanificare gli investimenti previsti per il rafforzamento dell’assistenza territoriale. “Per colpa delle divisioni della maggioranza rischiamo che risorse e investimenti importanti destinati alla sanità territoriale diventino inutili e sprecati. Si conferma un bilancio fatto di molti annunci e pochi risultati, mentre la sanità pubblica continua a indebolirsi”, conclude.

Se le notizie di stampa si confermeranno siamo di fronte all’ennesimo fallimento del ministro Schillaci, che sembra essersi accorto a fine legislatura di avere un problema per l’apertura e il funzionamento delle Case della comunità, perno della nuova architettura della sanità territoriale e di prossimità”. Così Marina Sereni, responsabile Salute e sanità nella segreteria nazionale del Pd.

“Mentre le Regioni cercavano, e in diversi casi firmavano, importanti accordi integrativi con i medici di medicina generale per avere la disponibilità di questi professionisti ad operare nelle Case della comunità nel quadro delle attività definite dai Distretti – afferma Sereni – il ministro ha pensato di poter intervenire per decreto e senza alcun confronto con i diretti interessati. Oggi scopriamo che la destra su quell’impianto è divisa e che non se ne fa nulla. Se davvero si fosse voluta fare la riforma della medicina generale si sarebbe dovuto aprire un dialogo vero con gli attori del sistema, affrontare prioritariamente il nodo della formazione universitaria e delle misure necessarie per rilanciare il rapporto fiduciario tra medico e paziente e per rendere nuovamente attrattiva la professione. Nulla di tutto questo è stato fatto, mentre continuano a mancare migliaia di infermieri e di altre figure professionali per i servizi del territorio”, conclude l’esponente dem. “Il ministro Schillaci – chiede – dia risposte al Parlamento e al Paese, chiarisca cosa il Governo è davvero in grado di fare per far funzionare le Case della comunità secondo i criteri previsti dal decreto ministeriale 77”.

05 Giugno 2026

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