La sanità ha bisogno di una visione, non di una bandiera politica

La sanità ha bisogno di una visione, non di una bandiera politica

La sanità ha bisogno di una visione, non di una bandiera politica

Gentile Direttore, le difficoltà che oggi incontra la riforma proposta dal Ministro della Salute, Orazio Schillaci, richiamano dinamiche già viste in passato con altri tentativi di cambiamento del sistema sanitario, compresi quelli promossi da Rosy Bindi....

Gentile Direttore,
le difficoltà che oggi incontra la riforma proposta dal Ministro della Salute, Orazio Schillaci, richiamano dinamiche già viste in passato con altri tentativi di cambiamento del sistema sanitario, compresi quelli promossi da Rosy Bindi.

Non si tratta di un confronto tra schieramenti politici né di una questione ideologica. Il punto centrale è un altro: quale idea di salute e di Servizio Sanitario Nazionale vogliamo per il futuro del Paese.

La storia della sanità italiana dimostra che le riforme più ambiziose si scontrano spesso con resistenze strutturali, interessi consolidati, frammentazione istituzionale e carenza di risorse. Per questo motivo, attribuire successi o fallimenti esclusivamente al colore politico dei governi rischia di essere una lettura riduttiva.

La vera sfida riguarda la capacità di costruire una visione condivisa della salute come bene pubblico, diritto costituzionale e investimento strategico per lo sviluppo sociale ed economico del Paese. Una visione che metta al centro la prevenzione, la prossimità delle cure, l’integrazione sociosanitaria, la valorizzazione dei professionisti e la riduzione delle disuguaglianze territoriali che continuano a segnare profondamente l’accesso ai servizi.

La sanità italiana non ha bisogno dell’ennesimo confronto tra maggioranza e opposizione. Ha bisogno di una prospettiva di lungo periodo che superi le contingenze elettorali e riconosca che la tutela della salute è un interesse nazionale che riguarda tutti i cittadini.

Quando una riforma si ferma, rallenta o incontra ostacoli, la domanda non dovrebbe essere a chi appartiene politicamente chi la propone. La domanda dovrebbe essere se quella riforma contribuisce davvero a rafforzare il diritto alla salute, a migliorare la qualità dell’assistenza e a rendere più equo ed efficiente il Servizio Sanitario Nazionale.

La sanità non può essere terreno di contrapposizione permanente. Deve tornare a essere un luogo di progettazione condivisa, dove il confronto politico si misura sulla qualità delle soluzioni e non sull’appartenenza di chi le propone.

Solo partendo da una visione chiara e condivisa sarà possibile affrontare le grandi sfide dei prossimi anni: l’invecchiamento della popolazione, la carenza di personale sanitario, l’aumento delle cronicità, l’innovazione tecnologica e la sostenibilità del sistema. Sfide che non hanno colore politico, ma che richiedono responsabilità, competenza e coraggio.

Perché la salute non è una bandiera da sventolare. È un diritto da garantire.

Dr. Ivano Giuliani

09 Giugno 2026

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