La solitudine, la malattia e i limiti di un sistema che deve imparare a prevedere lo sconforto

La solitudine, la malattia e i limiti di un sistema che deve imparare a prevedere lo sconforto

La solitudine, la malattia e i limiti di un sistema che deve imparare a prevedere lo sconforto

Gentile Direttore, le notizie sulla scomparsa dell'attore e regista Pippo Di Marca ci pongono di fronte a un dolore e a una voragine che troppo spesso non riusciamo a colmare.


Gentile Direttore,

le notizie sulla scomparsa dell’attore e regista Pippo Di Marca ci pongono di fronte a un dolore e a una voragine che troppo spesso non riusciamo a colmare. Se le indiscrezioni di queste ore verranno confermate, ci troviamo ancora una volta a riflettere su come forme depressive e solitudini profonde siano complesse da intercettare, persino per un sistema sanitario articolato e diffuso sul territorio. Ognuno di noi coltiva la propria vita come un orto: c’è chi lo tiene aperto e chi lo chiude dietro muri altissimi. Ma la vera sfida delle cure e della medicina palliativa non è soltanto clinica.

È la capacità di comprendere, prevedere e accogliere quei momenti di sconforto che, amplificati dalla patologia e dall’isolamento, possono portare a gesti estremi. Chi vince e chi perde in questi casi? Perde la società. Perde una collettività che ci sta abituando a: una comunicazione sempre più fredda e mediata da uno schermo, una socialità innaturale e superficiale, una progressiva perdita di empatia verso chi ci sta accanto o sta attraversando un periodo di fatica. Quando ci abituiamo a pensare solo al nostro benessere e a “schermare” gli occhi di fronte al dolore altrui, falliamo come comunità.

La medicina palliativa e la rete di supporto sociale devono costruire ponti e dialoghi costanti. E oggi, in questo contesto culturale, questa missione è più difficile — ma anche più urgente — che mai. Un pensiero d’affetto va a chi resta e a chi, in silenzio, combatte ogni giorno la stessa battaglia.

Bruno Nicora, Medico Palliativista

27 Luglio 2026

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