Un mercato delle droghe sempre più dinamico, diversificato e pericoloso, caratterizzato da sostanze più potenti, nuovi prodotti sintetici e un aumento dei rischi per la salute pubblica.
È il quadro delineato dal Rapporto europeo sulle droghe 2026, presentato oggi dalla Commissione europea e dall’Agenzia europea per le droghe (EUDA), che analizza la situazione in 29 Paesi – i 27 Stati membri dell’Ue, oltre a Norvegia e Turchia – e mette in guardia sulle conseguenze sanitarie e di sicurezza di un fenomeno in continua evoluzione.
Secondo il rapporto, le droghe sono oggi più disponibili che in passato e il mercato illegale continua a trasformarsi rapidamente, alimentato dall’arrivo di nuove sostanze psicoattive, cannabinoidi sintetici, oppioidi sintetici e stimolanti sempre più potenti. Una realtà che sta aumentando la pressione sui sistemi sanitari europei e rendendo più complessa la risposta delle autorità.
Oppioidi e policonsumo: il nodo delle overdose L’EUDA evidenzia come gli oppioidi continuino a rappresentare la principale causa dei decessi correlati alla droga in Europa. Nel 2024 si stima che nell’Unione europea si siano verificati almeno 7.600 decessi per overdose, nella maggior parte dei casi associati al consumo contemporaneo di più sostanze. Proprio il policonsumo emerge come una delle principali criticità segnalate dal rapporto. L’assunzione combinata di oppioidi, alcol, benzodiazepine, cocaina o altre sostanze sintetiche aumenta infatti il rischio di eventi avversi gravi e rende più difficile sia la prevenzione sia il trattamento delle overdose.
La cannabis è la droga illecita più consumata in Europa, con indagini nazionali che mostrano che circa l’8,7% degli adulti europei (25 milioni di persone di età compresa tra i 15 e i 64 anni) ne ha fatto uso nell’ultimo anno. Tuttavia, sia il livello di consumo che le tendenze di consumo nei dati nazionali appaiono eterogenei (vedi Prevalenza e modelli di consumo di cannabis) Poiché alcuni Stati membri dell’UE stanno modificando il loro approccio normativo alla cannabis e poiché i mercati e i modelli di consumo di cannabis continuano ad evolversi, è necessaria vigilanza per comprendere i potenziali cambiamenti nei danni correlati.
L’allarme per le droghe sintetiche ad alta potenza Nuovi prodotti e forme di cannabis sono inoltre disponibili sia sul mercato illegale delle droghe che su quello dei beni di consumo. Stanno comparendo prodotti che contengono bassi livelli di THC, o altre sostanze che possono essere derivate dalla pianta di cannabis, come il cannabidiolo (CBD), o entrambi. Alcuni prodotti venduti sul mercato illegale come cannabis potrebbero essere adulterati con potenti cannabinoidi sintetici. Inoltre, la disponibilità di estratti e prodotti edibili ad alta potenza desta preoccupazione ed è stata collegata a casi di intossicazione acuta da farmaci nei pronto soccorso ospedalieri e a richieste telefoniche ai centri antiveleni. Preoccupa anche la comparsa sul mercato commerciale in alcune parti d’Europa di cannabinoidi semisintetici. Si tratta di sostanze spesso prodotte a partire dal CBD, che può essere estratto da cannabis (canapa) a basso contenuto di THC
Tra gli aspetti che maggiormente preoccupano gli esperti vi è proprio la crescente diffusione di sostanze sintetiche ad alta potenza. Il rapporto richiama l’attenzione in particolare sulla comparsa di nuovi oppioidi sintetici e cannabinoidi sintetici, prodotti che possono provocare gravi intossicazioni anche a dosaggi molto bassi. La continua innovazione del mercato illegale sta inoltre favorendo la comparsa di nuove sostanze psicoattive che sfuggono rapidamente ai tradizionali sistemi di controllo, rendendo necessario un rafforzamento dei meccanismi di monitoraggio e allerta precoce.
Cocaina e stimolanti sempre più diffusi La disponibilità di droghe illecite continua a crescere in tutta Europa. Cocaina, amfetamine, MDMA e altre sostanze sintetiche risultano ampiamente accessibili. L’EUDA sottolinea inoltre come in diversi Paesi si stia registrando una crescente disponibilità di sostanze con elevati livelli di purezza e potenza, fattore che contribuisce all’aumento dei rischi sanitari e delle intossicazioni acute.
La cocaina è, dopo la cannabis, la seconda droga illecita più consumata in Europa, sebbene i livelli di prevalenza e le modalità di consumo differiscano considerevolmente tra i vari paesi (Prevalenza e modalità di consumo di cocaina ). Disponibile più comunemente sotto forma di cocaina in polvere (un sale), la droga può essere reperibile anche come crack (una forma base libera fumabile). Con l’aumento della disponibilità di cocaina, crescono anche le preoccupazioni per il suo significativo incremento dei costi sanitari e sociali.
L’elevata disponibilità di cocaina sta avendo un impatto negativo crescente sulla salute pubblica in Europa e il consumo di questa sostanza rimane un problema importante per la prevenzione, la riduzione del danno e gli interventi in questo ambito. La cocaina è la seconda droga illecita più frequentemente segnalata da chi si rivolge per la prima volta a centri specializzati per la tossicodipendenza e rimane la sostanza più frequentemente riscontrata nei casi di intossicazione acuta da droghe che si presentano nei pronto soccorso degli ospedali sentinella. Nel 2024, la cocaina è stata coinvolta nel 27% dei decessi correlati all’uso di droghe. Poiché l’uso di cocaina può aggravare i problemi cardiovascolari, il suo ruolo nella mortalità in Europa è sottovalutato. I dati sui residui di cocaina nelle acque reflue urbane e in altre fonti suggeriscono che la crescente disponibilità di cocaina sia stata accompagnata da una più ampia distribuzione geografica e sociale. I servizi europei di analisi delle droghe hanno segnalato che la cocaina era la seconda sostanza più comune rilevata nel 2025. Particolarmente preoccupante è l’uso di cocaina, incluso il crack, tra i gruppi più emarginati in alcuni paesi. L’iniezione di cocaina in polvere e crack, da sole o in combinazione con eroina, è segnalata nelle sale di consumo di droga in tutta Europa.
Criminalità organizzata e nuove rotte del traffico Accanto alle conseguenze sanitarie, il rapporto evidenzia il rafforzamento della dimensione criminale del fenomeno. Il traffico di droga continua infatti a rappresentare una delle principali minacce alla sicurezza europea.
Le reti della criminalità organizzata stanno adattando rapidamente le proprie strategie alle attività di contrasto messe in campo dalle forze dell’ordine. Dopo il rafforzamento dei controlli nei principali scali marittimi europei, i gruppi criminali hanno iniziato a utilizzare porti più piccoli, nuove rotte commerciali e sistemi di occultamento sempre più sofisticati per eludere le verifiche.
Resta inoltre elevata la preoccupazione per gli episodi di intimidazione e violenza collegati al narcotraffico, così come per il reclutamento e lo sfruttamento di giovani vulnerabili da parte delle organizzazioni criminali.
La risposta dell’Unione europea Di fronte a uno scenario in cui le minacce alla salute pubblica e alla sicurezza risultano sempre più intrecciate, la Commissione europea ha rafforzato il sostegno agli Stati membri attraverso una nuova Strategia europea sulle droghe e un Piano d’azione contro il traffico di stupefacenti, accompagnati da nuove norme sul monitoraggio e sul controllo dei precursori chimici utilizzati per la produzione di droghe.
Bruxelles sta inoltre collaborando con gli Stati membri, le autorità portuali, le associazioni industriali e le agenzie europee nell’ambito della European Ports Alliance, l’iniziativa nata per contrastare il traffico di droga nei porti del continente. Parallelamente prosegue la cooperazione con i Paesi partner per colpire le filiere produttive all’origine e interrompere le rotte del narcotraffico prima che raggiungano il territorio europeo.