TOBIA-DAMA, avanti con la formazione di équipe dedicate

TOBIA-DAMA, avanti con la formazione di équipe dedicate

TOBIA-DAMA, avanti con la formazione di équipe dedicate

Dopo la copertura della rete ospedaliera pubblica regionale, il Lazio lavora al rafforzamento del progetto con personale formato, nuovi moduli e l’obiettivo di estendere il modello.

Presentato lo scorso marzo all’Inmi Lazzaro Spallanzani Irccs, il progetto formativo sul Servizio TOBIA, modello organizzativo ospedaliero già attivo nella rete sanitaria del Lazio e rivolto alle persone con disabilità complessa non collaborante (di pazienti con gravi difficoltà cognitive e comportamentali che non riescono a seguire i percorsi sanitari tradizionali e che, proprio per questo, rischiano di essere esclusi dall’assistenza o di ricevere cure non adeguate ai propri bisogni), prosegue con gran successo.

Il Servizio TOBIA prevede una presa in carico dedicata, l’integrazione tra ambito sanitario e sociale e un forte coordinamento tra ospedale, territorio e famiglia. Il percorso assistenziale si articola in più fasi, dalla segnalazione alla valutazione multidisciplinare fino al follow-up, e coinvolge un team composto da medici, infermieri, operatori socio-sanitari, psicologi e assistenti sociali. L’obiettivo è costruire per ogni paziente un percorso personalizzato, capace di accompagnarlo durante visite, diagnostica, ricoveri e interventi.

Fondamentale è l’aspetto formativo. Il progetto punta infatti a costruire una rete di professionisti capaci di accogliere, comprendere e assistere pazienti che non riescono ad accedere ai percorsi sanitari tradizionali, attraverso modelli organizzativi più flessibili e personalizzati. Il progetto formativo TOBIA-DAMA rappresenta uno degli elementi più strutturati dell’intero modello organizzativo e ha l’obiettivo di diffondere competenze specifiche in tutto il Servizio sanitario regionale. Il percorso è articolato in quattro moduli e coinvolge migliaia di professionisti, dagli operatori ospedalieri ai medici di medicina generale, fino agli specialisti ambulatoriali.

Capparucci: “Formare équipe dedicate ai percorsi clinico-diagnostici”

Stefano Capparucci, Responsabile scientifico del Progetto formativo TOBIA-DAMA e Coordinatore della Cabina di regia dei Servizi TOBIA della Regione Lazio, ha tracciato un primo bilancio del percorso formativo, sottolineando come le attività siano già entrate nella fase operativa. “Il progetto sta andando davvero bene. La prima edizione formativa è partita ad aprile, rivolta al territorio della Asl Roma 2, e in aula abbiamo messo insieme cinquanta discenti tra operatori sanitari, medici e professionisti delle diverse realtà territoriali”. L’obiettivo, ha spiegato, è costruire gruppi di lavoro realmente dedicati: “Il concetto è formare équipe professionalmente orientate al Servizio TOBIA-DAMA, quindi ai percorsi clinico-diagnostici per persone con grave disabilità. Questa è stata la prima di undici edizioni che svolgeremo in tutto il Lazio”. Capparucci ha ricordato anche le tappe successive: “La seconda edizione si è svolta a maggio presso la Asl Roma 3, all’interno dell’Istituto Spallanzani, con professionisti del San Camillo e dello Spallanzani. La terza edizione ha coinvolto il personale del Policlinico Umberto I e degli Istituti fisioterapici ospedalieri, con una particolare attenzione ai pazienti oncologici con gravi disabilità”.

Proprio l’oncologia, ha aggiunto, rappresenta uno dei nodi più delicati: “C’è il grande tema dei vent’anni di vita rubata alle persone con disabilità per il mancato accesso alle prestazioni sanitarie. Molte persone non accedono alla prevenzione dei tumori e, spesso, neppure alle cure dopo la diagnosi. In alcuni casi si ritiene impossibile, per esempio, l’accesso alla radioterapia per persone con grave disabilità o autismo perché non collaboranti. Anche questo contribuisce a ridurre l’aspettativa di vita”. Parallelamente, ha spiegato Capparucci, è in corso anche la costruzione della formazione a distanza: “Stiamo registrando gli interventi dei docenti, tutti molto qualificati e provenienti anche da altre parti d’Italia. Queste lezioni andranno a comporre una FAD di quattro ore, che sarà resa fruibile tra ottobre e dicembre e sarà rivolta ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta della Regione Lazio”. A questa attività si affiancherà un nuovo modulo per l’emergenza: “Seguirà l’organizzazione di un secondo modulo formativo rivolto al personale dei pronto soccorso, non solo dei presidi minori, ma anche di quelli di primo e secondo livello, in collaborazione con il 118. Anche il personale delle ambulanze deve essere formato sulla prima emergenza, compresa quella su strada, per le persone con disabilità”.

“Una sanità pubblica che sostiene anche il sociale”

Capparucci ha poi richiamato il valore istituzionale e sociale del progetto, ricordando l’intervento introduttivo del direttore generale del Policlinico Umberto I, Fabrizio d’Alba, durante la terza edizione del percorso. “È stato un intervento di particolare rilievo, perché ha rimarcato come la formazione sui Servizi TOBIA, che si stanno diffondendo in tutte le realtà ospedaliere del Lazio, sia una delle ragioni di una sanità pubblica di qualità”. Secondo Capparucci, il modello non riguarda solo l’ospedale, ma l’intero sistema di supporto alla persona. “Una sanità pubblica di qualità deve sapere essere anche sostegno al sociale. Sostenere le famiglie, le realtà più piccole, le case alloggio e chi si prende cura delle persone ospiti in casa permette di realizzare il progetto di vita individualizzato previsto per ciascuna persona con disabilità”. Il riferimento è a una presa in carico che consenta alla persona di restare il più possibile nel proprio contesto di vita. “Dare la possibilità di rimanere in casa o in una struttura familiare è, alla fine, il desiderio di ciascuno. Una sanità che sa essere una grande stampella del sociale va esattamente in questa direzione ed è coerente con l’orientamento che stiamo portando avanti negli ultimi anni”.

Maselli: “La rete ospedaliera pubblica del Lazio è coperta”

Massimiliano Maselli, assessore all’Inclusione sociale e ai Servizi alla persona della Regione Lazio, ha definito TOBIA un progetto di vera integrazione sociosanitaria, costruito insieme al presidente della Regione. “Il bilancio si può fare ed è positivo. È un progetto su cui abbiamo lavorato per due anni e che oggi si è realizzato. Realizzato significa che tutta la rete ospedaliera pubblica è coperta: ogni azienda sanitaria o ospedaliera ha un Centro TOBIA, che può essere hub o spoke”. Maselli ha ricordato che i centri attivati sono 26. “Non vuol dire che TOBIA sia presente in tutti gli ospedali del Lazio, ma che è presente in tutte le aziende sanitarie. Questo è fondamentale, perché consente di dire che la rete ospedaliera pubblica è coperta”.

Un ruolo centrale è affidato anche alla piattaforma informatica regionale. “Sul sito Salute Lazio c’è una finestra dedicata a TOBIA, dove sono indicati tutti i 26 centri realizzati nei diversi ospedali. La piattaforma serve a rendere tutto interoperabile: gli operatori formati possono scambiarsi idee, confronti e buone pratiche”. Ma lo strumento è utile anche per i cittadini. “L’utente può capire qual è il Centro TOBIA più vicino alla propria abitazione e trovare tutta la procedura per la presa in carico. Di solito l’attivazione passa dal medico di base o dallo specialista che ha in carico la persona con disabilità, ma nella piattaforma è spiegato chiaramente che cosa bisogna fare per prenotarsi e accedere all’assistenza”. Maselli ha poi sottolineato la composizione multidisciplinare delle équipe. “Il progetto TOBIA è straordinario e il Lazio può vantare di averlo realizzato. Le équipe presenti nei centri sono composte da medici, infermieri, OSS, psicologi, assistenti sociali e altre figure, tutte altamente formate”.

“La formazione serve a irrobustire un progetto giovane”

L’assessore ha insistito sul valore della formazione come leva per consolidare il modello e allargare progressivamente la rete di professionisti coinvolti. “Lo Spallanzani ha già avviato un corso finanziato dalla Regione Lazio, attraverso il mio Assessorato, per formare personale del sistema sanitario regionale che voglia avvicinarsi a TOBIA e fare un passo in più, mettendo davanti sensibilità, responsabilità e passione”. La partecipazione, ha spiegato, è stata significativa. “C’è stata una grande adesione e questo mi conforta moltissimo. La fase di startup è sempre difficile, ma poi si crea una contaminazione naturale: cresce il desiderio di formarsi e di partecipare”. Il percorso non riguarda soltanto chi è già impegnato nei centri. “Non sono state formate solo le équipe multidimensionali che oggi coordinano i Centri TOBIA. Abbiamo pensato anche al dopo, ai professionisti del sistema sanitario che vogliono avvicinarsi al progetto e anche ai neoassunti: giovani medici, giovani infermieri, OSS, assistenti sociali, psicologi”. L’obiettivo, ha aggiunto Maselli, è rafforzare un sistema appena nato ma già operativo. “TOBIA è un progetto giovanissimo, partito da poco. Abbiamo iniziato due anni fa e piano piano abbiamo aperto i centri. Oggi è un progetto realizzato, ma come tutti i progetti deve essere implementato sempre di più”. La prospettiva è quella di un ulteriore ampliamento. “L’obiettivo è aprirlo in ogni ospedale. In alcune Asl ci sono già presidi a nord e a sud del territorio, quindi i cittadini sono comunque coperti, ma il lavoro deve proseguire”. Maselli ha infine ribadito il carattere profondamente integrato dell’iniziativa. “Si parla spesso dell’importanza dell’integrazione sociosanitaria: ecco, questo è un progetto che l’ha realizzata davvero. Si tratta di assistere e prima di tutto saper accogliere con empatia e serenità persone con disabilità gravi o gravissime non collaboranti. C’è la parte sociale e c’è la parte sanitaria: per questo TOBIA è un vero progetto di integrazione”.

Arnaldo Iodice

30 Giugno 2026

© Riproduzione riservata

Medicina generale, bando 2026-2029: domande entro il 27 luglio
Medicina generale, bando 2026-2029: domande entro il 27 luglio

È stato pubblicato l’avviso per il concorso di ammissione ai corsi di formazione specifica in medicina generale per il triennio 2026-2029. Le Regioni e la Provincia autonoma di Trento hanno...

Emergenza caldo e Pronto Soccorso. Simeu: “Il sistema regge, ma la tenuta dipenderà dalla durata dell’ondata”
Emergenza caldo e Pronto Soccorso. Simeu: “Il sistema regge, ma la tenuta dipenderà dalla durata dell’ondata”

Il sistema dell'emergenza-urgenza sta tenendo di fronte all'ondata di calore. Lo conferma Simeu, la Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza, che invita però a non abbassare la guardia nelle prossime...

Ddl Professioni sanitarie. Antitrust al Ministero: bene la riforma ma attenzione a nuovi vincoli e al ruolo degli Ordini
Ddl Professioni sanitarie. Antitrust al Ministero: bene la riforma ma attenzione a nuovi vincoli e al ruolo degli Ordini

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato accende un faro sul disegno di legge delega in materia di professioni sanitarie e responsabilità professionale. Il giudizio complessivo sull’impianto della riforma è...

Sanità privata e Rsa. Sindacati a Schillaci e Fedriga: “Incontro urgente sui contratti o rafforzeremo la mobilitazione”
Sanità privata e Rsa. Sindacati a Schillaci e Fedriga: “Incontro urgente sui contratti o rafforzeremo la mobilitazione”

Le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata e delle Rsa attendono da anni il rinnovo dei contratti e il riconoscimento dei propri diritti salariali. Per Fp Cgil, Cisl Fp...