Sanità privata e Rsa. Sindacati a Schillaci e Fedriga: “Incontro urgente sui contratti o rafforzeremo la mobilitazione”

Sanità privata e Rsa. Sindacati a Schillaci e Fedriga: “Incontro urgente sui contratti o rafforzeremo la mobilitazione”

Sanità privata e Rsa. Sindacati a Schillaci e Fedriga: “Incontro urgente sui contratti o rafforzeremo la mobilitazione”

I sindacati chiedono un incontro urgente al ministro Schillaci e al presidente della Conferenza delle Regioni Fedriga sul rinnovo dei contratti della sanità privata e delle Rsa, fermi rispettivamente da 8 e 14 anni, in caso contrario si prevede un incremento della mobilitazione. 

Le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata e delle Rsa attendono da anni il rinnovo dei contratti e il riconoscimento dei propri diritti salariali. Per Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp la situazione è ormai “insostenibile” e serve un intervento immediato da parte del Ministero della Salute e delle Regioni.

I segretari generali Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi hanno annunciato l’invio di un sollecito urgente al ministro della Salute, Orazio Schillaci, e al presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, chiedendo la convocazione di un incontro sulla vertenza che riguarda il personale della sanità privata e delle strutture residenziali per anziani.

“Le lavoratrici, i lavoratori e i professionisti della sanità privata e delle Rsa attendono da 8 e 14 anni il riconoscimento dei propri diritti contrattuali e salariali, e la situazione è ormai divenuta insostenibile”, dichiarano i sindacati in una nota unitaria. “Il sistema continua a reggersi esclusivamente sulle spalle di professioniste e professionisti che, pur tra difficoltà crescenti, garantiscono ogni giorno servizi essenziali alla cittadinanza: per questo la misura è oramai colma”.

Al centro della denuncia anche il recente decreto lavoro, che secondo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp avrebbe penalizzato ulteriormente il personale del settore socio-sanitario. “L’unico intervento adottato sul settore ha finito per favorire esclusivamente le parti datoriali”, affermano i sindacati, riferendosi all’esclusione delle lavoratrici e dei lavoratori del socio-sanitario dall’indennità di vacanza contrattuale, riconosciuta invece agli altri dipendenti dei settori privati.

Una scelta che le organizzazioni definiscono “incomprensibile”, anche perché motivata dall’asserita “incertezza dei ricavi” dei datori di lavoro. Per i sindacati, tuttavia, questa motivazione non reggerebbe, dal momento che le aziende del settore operano sulla base di budget triennali definiti dalle Regioni.

“Questa esclusione rappresenta uno schiaffo in pieno volto per chi attende il rinnovo del contratto da ben 14 anni nelle Rsa e da 8 anni nella sanità privata”, proseguono Bozzanca, Chierchia e Longobardi. “È inaccettabile che la definizione dell’indennità sia stata rimandata proprio alla contrattazione con chi, da anni, si rifiuta di aprire i tavoli negoziali”.

Da qui la richiesta di un confronto immediato con Ministero e Regioni. In assenza di risposte, i sindacati annunciano nuove iniziative. “Nel rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori che rappresentiamo, qualora dovesse perdurare questo assordante silenzio da parte di tutte le istituzioni coinvolte, saremo costretti a rafforzare ulteriormente le iniziative di mobilitazione già avviate, prevedendo anche presidi di protesta a sostegno dello sciopero nazionale dello scorso 17 aprile”, concludono i tre segretari generali.

30 Giugno 2026

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