Nas. Ricette Ssn rubate, farmaci oppioidi e peculato: quattro misure cautelari tra Pistoia e Lucca. Ai domiciliari un dipendente Estar

Nas. Ricette Ssn rubate, farmaci oppioidi e peculato: quattro misure cautelari tra Pistoia e Lucca. Ai domiciliari un dipendente Estar

Nas. Ricette Ssn rubate, farmaci oppioidi e peculato: quattro misure cautelari tra Pistoia e Lucca. Ai domiciliari un dipendente Estar

L'indagine del Nas di Firenze, coordinata dalla Procura di Pistoia, è partita nell'ambito dei controlli sul fentanyl. Contestati, a vario titolo, furto aggravato, falso, truffa ai danni dello Stato, corruzione, peculato e spaccio di stupefacenti. Oltre 500 ricette rubate utilizzate per ottenere farmaci per oltre 44 mila euro a carico del Ssn

Quattro misure cautelari sono state eseguite oggi, dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità (Nas) di Firenze, coordinati dalla Procura della Repubblica di Pistoia, al termine di un’indagine che avrebbe portato alla luce un articolato sistema di utilizzo di ricette del Servizio sanitario nazionale di provenienza furtiva per ottenere farmaci, anche ad azione stupefacente, con un danno per il Ssn di oltre 44 mila euro. Tra gli indagati figura anche un dipendente di Estar, accusato di essersi impossessato di farmaci e dispositivi medici sottraendoli dal magazzino di Calenzano.

L’inchiesta, spiegano gli investigatori, è nata nel 2025 nell’ambito della campagna di contrasto all’illecito utilizzo del fentanyl, a seguito di un controllo di routine eseguito presso alcune farmacie della provincia di Pistoia. In quell’occasione i militari hanno individuato numerose ricette rosse del Ssn utilizzate per prescrivere farmaci, anche stupefacenti.

Gli accertamenti, svolti con la collaborazione dell’Azienda USL Toscana Centro, hanno consentito di accertare che le ricette sarebbero state falsificate mediante l’apposizione di timbri riportanti i nominativi di medici diversi da quelli ai quali erano stati assegnati i ricettari. Le indagini hanno inoltre accertato che ricettari e timbri erano stati sottratti dall’ospedale di Pescia. Le prescrizioni riportavano inoltre nominativi di fantasia associati però a codici fiscali realmente esistenti, modalità che, secondo gli investigatori, avrebbe consentito di superare controlli sommari.

L’analisi della documentazione ha permesso di ricostruire l’utilizzo di oltre 500 ricette di provenienza furtiva in diverse farmacie delle province di Pistoia, Firenze e Lucca. Attraverso tali prescrizioni sarebbero stati ottenuti numerosi farmaci, soprattutto ad azione stupefacente, per un valore superiore a 44 mila euro, quasi interamente sostenuto dal Servizio sanitario nazionale.

Le attività investigative, condotte in particolare attraverso l’assunzione di sommarie informazioni da parte dei farmacisti, l’analisi dei tabulati telefonici, dei social network, delle immagini di videosorveglianza e mediante individuazioni fotografiche, hanno portato a identificare i presunti utilizzatori delle ricette in una coppia di fidanzati, di 34 e 32 anni, originari di Pescia e residenti ad Altopascio.

Nel corso di una perquisizione eseguita nel 2025 presso la loro abitazione sono stati rinvenuti farmaci oppioidi, cocaina, marijuana, strumenti per il confezionamento e la pesatura delle sostanze stupefacenti e tre timbri intestati ad altrettanti medici, i cui nominativi risultavano utilizzati nella compilazione delle ricette che avrebbero consentito di ottenere, spesso gratuitamente, confezioni di Oxycontin.

L’analisi dei dispositivi informatici sequestrati ha consentito agli investigatori di individuare il presunto canale di approvvigionamento dei ricettari e dei timbri rubati. Secondo quanto ricostruito, il materiale sarebbe stato fornito da un cinquantenne originario di Ponte Buggianese e domiciliato a Montecatini Terme, all’epoca impiegato da una cooperativa che gestiva alcuni servizi all’interno dell’ospedale di Pescia. La sua posizione lavorativa gli avrebbe consentito di muoversi con facilità all’interno della struttura. In cambio della consegna di ricette e timbri di provenienza furtiva avrebbe ricevuto farmaci ad azione stupefacente in almeno 17 occasioni.

Le indagini hanno inoltre documentato che gli indagati avrebbero utilizzato un veicolo abbandonato, parcheggiato sulla pubblica via, come punto di scambio di ricette e farmaci stupefacenti, evitando così contatti diretti.

Sempre dall’analisi degli smartphone della coppia sarebbe emerso un secondo canale di approvvigionamento. I due erano infatti in contatto con un trentasettenne residente a Monsummano Terme e impiegato presso Estar, l’ente di diritto pubblico che svolge il ruolo di centrale unica per gli acquisti di farmaci e dispositivi medici della Regione Toscana. Secondo l’ipotesi accusatoria, dopo un accordo corruttivo con la coppia, il dipendente si sarebbe impossessato in più occasioni di farmaci ad azione stupefacente e dispositivi medici, sottraendoli dal magazzino Estar di Calenzano.

Gli investigatori contestano, allo stato delle indagini, oltre 70 episodi di peculato, con la cessione alla coppia di oltre cento farmaci e dispositivi, anche ad azione stupefacente, per un valore complessivo stimato in circa 4 mila euro. I farmaci sarebbero stati rivenduti, almeno in parte, a tossicodipendenti della zona, con oltre 40 cessioni documentate.

Sulla base degli elementi raccolti, la Procura di Pistoia ha richiesto al Gip l’applicazione di misure cautelari personali e reali nei confronti dei quattro indagati, nonché il sequestro preventivo, anche per equivalente, delle somme ritenute costituire il prezzo della corruzione e il profitto dell’attività di spaccio.

Il 23 giugno scorso sono stati notificati gli inviti a comparire per l’interrogatorio preventivo ed eseguite nuove perquisizioni personali, domiciliari e informatiche. Nell’abitazione della coppia è stata rinvenuta una confezione di fentanyl che, secondo gli investigatori, era stata ceduta in passato dal dipendente Estar. Presso l’abitazione di quest’ultimo sono invece stati sequestrati oltre 250 tra farmaci e dispositivi medici, risultati almeno in parte provenienti dal magazzino Estar di Calenzano.

Nella stessa giornata è stato eseguito anche il decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip di Pistoia, con il blocco di conti bancari per circa mille euro ciascuno nei confronti della coppia residente ad Altopascio e di circa 1.500 euro nei confronti del dipendente Estar.

Gli approfondimenti patrimoniali eseguiti sul trentasettenne hanno inoltre evidenziato transazioni finanziarie ritenute sospette. Per questo motivo sono state eseguite perquisizioni nei confronti di sei persone, non indagate, che avevano effettuato versamenti per oltre 10.500 euro su uno strumento di pagamento utilizzato dall’indagato, pur essendo intestato a un’altra persona. Secondo quanto riferito agli investigatori, tali soggetti avrebbero acquistato dal trentasettenne eroina, cocaina e hashish. Nell’abitazione di uno di loro sono state inoltre trovate confezioni di metadone che, secondo le dichiarazioni rese, sarebbero state cedute dallo stesso indagato.

Al termine degli interrogatori preventivi del 30 giugno, il Gip di Pistoia ha disposto gli arresti domiciliari per il dipendente Estar e l’obbligo di dimora nel comune di residenza, con permanenza domiciliare nelle ore notturne e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, per gli altri tre indagati.

La Procura ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, ai sensi del D.Lgs. 188/2021.

13 Luglio 2026

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