Il Governo riparte da zero sulle tariffe dei Lea. A meno di due mesi dalla scadenza fissata dal Tar del Lazio, il Ministero della Salute ha trasmesso alle Regioni il nuovo schema di decreto ministeriale che aggiorna le tariffe massime per la remunerazione delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica. Il provvedimento è stato inviato formalmente alla Conferenza Stato-Regioni per l’acquisizione dell’intesa da raggiungere prima della pausa estiva.
Il nuovo decreto arriva in risposta diretta alle sentenze del Tar del Lazio che avevano annullato il precedente decreto del 25 novembre 2024, pur differendone gli effetti di 365 giorni a partire dal 22 settembre 2025, proprio per consentire al Governo di predisporre un nuovo provvedimento evitando vuoti normativi nell’applicazione dei Livelli essenziali di assistenza. La stessa relazione metodologica allegata al decreto richiama espressamente il contenzioso e chiarisce che il nuovo lavoro istruttorio è stato predisposto proprio per dare attuazione alle pronunce del giudice amministrativo e alle risorse stanziate dalla legge di Bilancio 2026.
Il Tar: nuovo decreto entro settembre
Nella relazione illustrativa il Ministero ricorda che il contenzioso contro il decreto del novembre 2024 si è concluso con sentenze del Tar del Lazio – tra cui la n. 16399/2025 – che hanno disposto l’annullamento del provvedimento con efficacia differita. Contestualmente viene evidenziato che la legge di Bilancio 2026 ha stanziato 100 milioni di euro per il 2026 e 183 milioni annui dal 2027 proprio per consentire l’adozione del nuovo decreto tariffario.
Il Ministero sottolinea inoltre che il nuovo iter è stato costruito tenendo conto delle osservazioni formulate dal Tar, che aveva contestato alcuni aspetti dell’istruttoria svolta per il precedente decreto, in particolare l’analisi dei tariffari regionali, l’utilizzo di dati di costo ritenuti non aggiornati e l’esiguità del campione utilizzato per alcune prestazioni laboratoristiche. Per questo è stata avviata una nuova rilevazione nazionale dei costi coinvolgendo strutture pubbliche e private accreditate.
Nuova rilevazione dei costi
Per superare le criticità evidenziate dal giudice amministrativo il Ministero ha avviato nel gennaio 2026 una consultazione pubblica e una nuova raccolta dei dati di costo attraverso una “distinta base” rivolta a tutte le aziende del Servizio sanitario nazionale e alle strutture private accreditate.
Secondo la relazione metodologica sono stati raccolti dati provenienti da oltre cento strutture distribuite in quindici regioni italiane, con l’obiettivo di costruire una base informativa più ampia e rappresentativa rispetto a quella utilizzata per il decreto del 2024.
Le novità economiche
L’analisi ministeriale stima che l’aggiornamento comporterà, a regime, un incremento di spesa pari a 210,7 milioni di euro l’anno (da sommare ai circa 550 mln previsti dal Dm del 2024 ndr.).
Nel dettaglio:
* 183,1 milioni riguarderanno la specialistica ambulatoriale al netto dei ticket;
* 27,6 milioni interesseranno l’assistenza protesica.
Per il solo 2026, ipotizzando l’entrata in vigore dal 1° settembre, l’onere è stimato in circa 70,3 milioni di euro, coperti dalle risorse già previste dalla legge di Bilancio. Dal 2027 l’onere annuo salirà a 210,7 milioni di euro, finanziato con i 183 milioni già stanziati e con ulteriori risorse residue già individuate dal Ministero
Aumenti per visite, diagnostica, dialisi e protesica
La revisione tariffaria interessa 448 prestazioni specialistiche e 222 codici del nomenclatore dell’assistenza protesica.
Tra gli incrementi più significativi figurano:
* aumento medio del 5,8% per le prestazioni specialistiche interessate dalla revisione;
* incremento della remunerazione delle prime visite specialistiche, con una tariffa media fissata a 26 euro e valori superiori per alcune branche;
* aumenti per diagnostica vascolare, medicina nucleare, ecocolordoppler, endoscopia, elettromiografia e dialisi;
* incremento del 15% per alcune prestazioni di dialisi peritoneale domiciliare;
* revisione delle tariffe di numerosi ausili protesici.
Adesso il percorso entra nella fase politica. Dopo il confronto tecnico con le Regioni, il provvedimento approderà alla Conferenza Stato-Regioni per l’intesa. L’obiettivo del Governo è chiudere l’iter entro settembre 2026, rispettando così il termine fissato dal Tar del Lazio per sostituire il decreto tariffario del 2024.