“La nascita di questo Tavolo può segnare un cambio di passo, perché consente di affrontare in maniera organica problematiche che troppo spesso vengono esaminate soltanto quando il conflitto è già esploso”.
Così Vincenzo Bencivenga, segretario regionale di Anaao Assomed Campania, commenta la sottoscrizione dell’accordo per l’istituzione del Tavolo tecnico distrettuale sul contenzioso lavoristico relativo al personale della Regione Campania e sul contenzioso lavoristico e civilistico che coinvolge le amministrazioni sanitarie.
L’iniziativa, promossa dalla Corte di Appello di Napoli, punta a creare un confronto strutturato e continuativo tra gli uffici giudiziari, la Regione Campania, le amministrazioni sanitarie e l’Avvocatura.
Anaao Assomed Campania, considera il Tavolo uno strumento ma sottolinea come la gestione del rischio non può essere ridotta a un insieme di adempimenti formali o a una risposta successiva all’errore. “Le aziende sanitarie – dice Bencivenga – devono investire nell’aggiornamento e nella formazione dei professionisti, promuovendo un cambiamento culturale e organizzativo fondato su processi chiari, responsabilità distribuite, ascolto strutturato degli operatori, revisione periodica dei percorsi e capacità di individuare tempestivamente le criticità”.
Per Anaao Assomed Campania, un’efficace strategia di risk management deve superare una visione esclusivamente sanzionatoria e favorire una cultura della fiducia, dell’apprendimento e della responsabilità condivisa, evitando che la ricerca della colpa prevalga sull’analisi delle cause organizzative e sulla prevenzione degli errori. “Occorre costruire ambienti nei quali i professionisti possano segnalare problemi e criticità senza il timore di essere automaticamente colpevolizzati – prosegue il segretario regionale – solo attraverso l’ascolto, la trasparenza e la revisione dei processi è possibile migliorare realmente la qualità dell’assistenza e ridurre tanto il rischio clinico quanto il contenzioso”.
In questo quadro, la tutela della salute psicofisica degli operatori sanitari deve diventare parte integrante delle strategie aziendali di gestione del rischio. Stress, sovraccarichi di lavoro, carenze di personale, aggressioni, difficoltà organizzative e mancato sostegno dopo un evento avverso possono infatti incidere sulla sicurezza delle cure.
“La cura di chi cura è strettamente legata alla sicurezza del paziente – evidenzia Bencivenga – non può essere affidata a interventi occasionali o alla buona volontà dei singoli. Deve tradursi in programmi strutturati, integrati nei processi organizzativi, capaci di sostenere i professionisti, prevenire il disagio, favorire il confronto tra équipe e accompagnare gli operatori coinvolti in situazioni particolarmente complesse”.
Secondo Anaao Assomed Campania, il Tavolo potrà esprimere pienamente le proprie potenzialità soltanto attraverso un coinvolgimento attivo e stabile delle organizzazioni sindacali e delle altre parti sociali, che conoscono direttamente le condizioni di lavoro, le criticità organizzative e le ragioni alla base di molte controversie.
“Le parti sociali non devono essere chiamate soltanto quando il contenzioso è ormai in corso. Possono offrire un contributo concreto nell’individuazione preventiva delle criticità, nella definizione di regole chiare e condivise e nella costruzione di percorsi organizzativi realmente applicabili. La prevenzione del conflitto e del rischio passa anche dall’ascolto di chi rappresenta quotidianamente i professionisti del Servizio sanitario regionale” aggiunge
Per Anaao Assomed Campania, la costituzione del Tavolo può dunque rappresentare un vero e proprio “modello Campania”, fondato sulla collaborazione istituzionale, sulla condivisione delle competenze, sulla partecipazione dei lavoratori e sulla ricerca di soluzioni capaci di tutelare contemporaneamente i professionisti, i pazienti e il corretto funzionamento delle amministrazioni pubbliche.