Bambino Gesù: 20 mila traumi pediatrici ogni anno, oltre 8 mila sono fratture

Bambino Gesù: 20 mila traumi pediatrici ogni anno, oltre 8 mila sono fratture

Bambino Gesù: 20 mila traumi pediatrici ogni anno, oltre 8 mila sono fratture

Ogni anno circa 20mila bambini e ragazzi arrivano nei Pronto Soccorso del Bambino Gesù per un trauma. Oltre 8mila riportano fratture, quasi 7mila contusioni, distorsioni o lussazioni agli arti e 4mila vengono visitati per trauma cranico. In estate non aumentano significativamente i casi, ma cambiano le dinamiche: più attività all’aperto, sport, bici, monopattini, mare e piscina espongono bambini e adolescenti a nuovi rischi.

Sono circa 20 mila, ogni anno, i bambini e i ragazzi che arrivano nei due Pronto Soccorso dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, nelle sedi di Roma-Gianicolo e Palidoro, a causa di un trauma. Di questi, oltre 8 mila riportano una frattura, quasi 7mila vengono visitati per contusioni, distorsioni o lussazioni agli arti, mentre circa 4mila accedono per trauma cranico. Numeri che confermano come gli incidenti rappresentino una delle principali cause di ricorso alle cure d’urgenza in età pediatrica.

In estate cambiano le dinamiche degli incidenti

Durante l’estate il numero complessivo dei traumi non aumenta in modo significativo rispetto agli altri periodi dell’anno, a cambiare sono le dinamiche degli incidenti. Con la chiusura delle scuole, il maggior tempo trascorso all’aperto, la pratica sportiva, gli spostamenti in bicicletta e monopattino e le giornate al mare o in piscina, bambini e adolescenti sono più esposti a cadute e infortuni. La bella stagione, quindi, non porta necessariamente più traumi, ma modifica i contesti in cui questi si verificano.

Fratture, traumi agli arti e traumi cranici: l’identikit delle lesioni

L’analisi della casistica del Bambino Gesù riferita al 2025, sovrapponibile anche ai due anni precedenti, evidenzia che le fratture sono il tipo di lesione più frequente e sono responsabili di oltre tre quarti dei ricoveri legati ai principali traumi pediatrici.

Il tipo di trauma cambia però con l’età: oltre il 70% delle fratture e più del 60% dei traumi agli arti interessano bambini e ragazzi tra i 6 e i 14 anni, fascia in cui aumentano il gioco autonomo, lo sport e gli spostamenti con biciclette, monopattini e altri mezzi su ruote. I traumi cranici seguono invece un andamento diverso: circa 3 casi su 4 riguardano bambini con meno di 6 anni. In questa fase della vita la testa rappresenta ancora la parte del corpo più esposta agli impatti e prevalgono le cadute accidentali in casa o durante il gioco.

Più colpiti i maschi, soprattutto in età scolare

I dati del Bambino Gesù mostrano anche una prevalenza costante dei maschi, che rappresentano circa 6 pazienti su 10 in tutte le principali tipologie di lesione da trauma. Il rapporto cresce ulteriormente nei casi di frattura in età scolare, dove i maschi arrivano a rappresentare quasi 7 casi su 10. Secondo l’analisi, questi numeri potrebbero riflettere una maggiore esposizione dei maschi ad attività sportive e ricreative caratterizzate da approcci più energici.

Il picco degli accessi tra pomeriggio e sera

Anche la distribuzione degli accessi nell’arco della giornata conferma il legame tra traumi e attività quotidiane dei bambini e dei ragazzi. L’analisi delle consulenze ortopediche del Pronto Soccorso del Gianicolo mostra che quasi la metà delle richieste di valutazione specialistica si concentra tra le 15 e le 21, con un picco tra le 17 e le 19. È la fascia oraria in cui, soprattutto nella bella stagione, aumentano le attività all’aperto e si intensificano gli spostamenti con mezzi di mobilità leggera.

Cristaldi: “Molti traumi sono legati a situazioni quotidiane e possono essere prevenuti”

Secondo il dottor Sebastian Cristaldi, responsabile del Pronto Soccorso della sede del Gianicolo del Bambino Gesù, dai dati emerge un messaggio chiaro. “Dietro questi numeri emerge un dato molto chiaro: la maggior parte dei traumi che osserviamo è legata a situazioni quotidiane e, spesso, può essere prevenuta”, spiega Cristaldi.

La prevenzione, sottolinea, deve essere adattata alle diverse fasi della crescita. “La protezione dei bambini non dipende da un’unica regola, ma dalla capacità di adattare la prevenzione alle diverse fasi della crescita: dalla sicurezza in casa nei primi anni di vita, fino all’utilizzo corretto del casco e dei dispositivi di protezione durante lo sport e gli spostamenti su due ruote”, aggiunge.

Per Cristaldi, investire nella prevenzione non significa limitare il gioco o l’autonomia dei ragazzi, ma ridurre il rischio di lesioni importanti. “Investire nella prevenzione significa ridurre il rischio di lesioni importanti senza limitare il gioco, il movimento e l’autonomia dei ragazzi”, conclude.

Barbieri: “La sicurezza non è un limite al divertimento”

Anche la dottoressa Maria Antonietta Barbieri, responsabile del Pronto Soccorso della sede di Palidoro, richiama l’importanza dell’attenzione degli adulti durante l’estate. “L’estate offre ai bambini maggiori occasioni di gioco, movimento e autonomia, ma proprio per questo richiede anche un’attenzione diversa da parte degli adulti”, sottolinea Barbieri.

La sicurezza, spiega, deve essere considerata una condizione per vivere meglio le vacanze, non un ostacolo. “La sicurezza non deve essere vissuta come un limite al divertimento, bensì come la condizione che permette di vivere le vacanze in serenità. Bastano piccoli accorgimenti e una supervisione adeguata alle diverse situazioni per prevenire molti incidenti e ridurre il rischio di traumi anche gravi”, afferma.

Il decalogo anti-trauma: gioco, sport, auto e casa

L’analisi dei dati del Bambino Gesù conferma che molti traumi pediatrici sono prevedibili e, in una quota rilevante di casi, evitabili. Per questo gli specialisti dell’Ospedale hanno raccolto alcune raccomandazioni per ridurre il rischio di incidenti.

Durante il gioco e lo sport è fondamentale far indossare sempre il casco quando bambini e ragazzi utilizzano bicicletta, monopattino, skateboard e pattini. Nei contesti che lo richiedono, devono essere utilizzate anche ginocchiere, gomitiere e altre protezioni. È inoltre importante scegliere giochi e attrezzature adeguati all’età del bambino ed educare al rispetto delle regole sportive e del fair play.

Anche in auto la prevenzione è decisiva. Gli specialisti raccomandano di utilizzare sempre seggiolini omologati e adeguati a età, peso e altezza del bambino, assicurandolo correttamente con le cinture di sicurezza.

In casa, soprattutto nei primi anni di vita, è importante installare cancelletti di sicurezza nelle aree a rischio, fissare mobili e televisori alle pareti per evitare ribaltamenti, non lasciare mai soli i bambini piccoli nella vasca da bagno e mantenere i pavimenti asciutti e liberi da ostacoli.

21 Luglio 2026

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