Il fabbisogno formativo delle professioni sanitarie: servono analisi, sguardo al futuro e scelte coraggiose

Il fabbisogno formativo delle professioni sanitarie: servono analisi, sguardo al futuro e scelte coraggiose

Il fabbisogno formativo delle professioni sanitarie: servono analisi, sguardo al futuro e scelte coraggiose

Gentile Direttore, prendo spunto dai contenuti della bozza di Accordo Salute-Regioni, relativi al fabbisogno formativo delle professioni sanitarie per l’A.A. 2026-2027, riportati dal Giornale da Lei diretto, per approfondimenti, considerazioni e riflessioni....

Gentile Direttore,
prendo spunto dai contenuti della bozza di Accordo Salute-Regioni, relativi al fabbisogno formativo delle professioni sanitarie per l’A.A. 2026-2027, riportati dal Giornale da Lei diretto, per approfondimenti, considerazioni e riflessioni.

L’approfondimento è stato fatto attraverso lo studio della bozza di Accordo Salute-Regioni e l’analisi dei dati riguardanti il n. di domande e dei posti messi a bando per ogni singola professione sanitaria e il n. dei corsi attivati relativamente agli ultimi 10 anni (fonte: Conferenza Corsi di Laurea – Mastrillo et al. 2025). . VEDI ALLEGATO

Relativamente ai Corsi di Laurea Triennali l’analisi dei dati riportati (complessivamente) stimola alcune considerazioni e riflessioni:

  • Ci sono percorsi formativi dove le domande sono inferiori ai posti disponibili (es. Educatore Professionale, Terapista Occupazionale, Tecnico Riab. Psichiatrica, Tecnico Audiometrista, Tecnico Audioprotesista, Tecnico Ortopedico, Assistente Sanitario, Tecnico della Prevenzione).
  • A parte va considerato il percorso formativo dell’Infermiere; nell’A.A. 2025/’26 per la prima volta si è riscontrato un n. di domande inferiore ai posti messi a bando.
  • Per le professioni sopra citate è necessario capire se c’è poca attrazione per la tipologia di attività o se ci sono altre motivazioni. Queste potrebbero essere individuate nello stipendio (24.900 € lordi/anno – tra i più bassi in assoluto a livello europeo), o nelle possibilità di carriera (le valorizzazioni con gli “incarichi professionali” di fatto rimangono “semplici enunciazioni”, stante le difficoltà applicative collegate alla disponibilità economica dei fondi contrattuali (comunque interessanti una piccola percentuale di professionisti). Oppure potrebbe risultare presente un difetto di comunicazione da parte dei sistemi universitari dell’offerta formativa (a parte gli “open-day), senza una chiara esplicitazione delle caratterizzazioni e specificità delle singole professioni, delle reali possibilità occupazionali, delle possibilità di carriera, etc. etc. che invece potrebbero favorire le scelte degli interessati.
  • Un’altra riflessione potrebbe riguardare la numerosità di professioni (23), eccedente rispetto alle situazioni presenti in altri Paesi Europei. In diversi casi ci sono professionisti che si occupano delle medesime problematiche in pazienti afferenti a discipline diverse … e la parcellizzazione è nemica della razionalizzazione!  Potrebbe risultare interessante l’accorpamento di Discipline affini, con la previsione di Master di I liv. caratterizzanti specifici ambiti professionali (peraltro già in essere).

Relativamente ai Corsi di Laurea Magistrale riguardanti le Classi I – II – III – IV la bozza di Accordo Salute-Regioni prevede una diminuzione complessiva dei posti.  La numerosità dei laureati nei 22 anni di attivazione dei CC.LL. Magistrali, è di seguito rappresentata (fonte: Conferenza Corsi di Laurea – Mastrillo et al. 2025):

  • n. 23.226 nell’area Infermieristico-ostetrica
  • n. 9.847 nell’area della Riabilitazione
  • n. 5.891 nell’area Tecnico-diagnostica
  • n. 1.781 nell’area Tecnico-assistenziale
  • n. 3.633 nell’area della Prevenzione

TOTALE: 44.378 Laureati Magistrali

È il momento di ripensare il sistema, senza improvvisazioni e personalismi, con rigore scientifico e metodologico.

Serve l’analisi – perché il fabbisogno formativo delle professioni sanitarie deve tenere conto:

  • dei bisogni di salute della popolazione e delle strutture e dei servizi (ospedalieri, territoriali, residenziali) necessari alla garanzia dell’adeguatezza e completezza della risposta ai bisogni della popolazione;
  • delle necessità di strutture ospedaliere, territoriali e residenziali e degli adeguamenti necessari (in eccesso e/o in difetto), nel rispetto dei principali riferimenti normativi (in particolare il DM 70/2015 e il DM 77/2022);
  • della tipologia e numerosità dei professionisti al momento presenti e dei criteri e standard di riferimento riportati da norme, studi internazionali, dati di letteratura;
  • delle evoluzioni normative e formative che hanno interessato le professioni sanitarie
  • delle nuove professioni istituite (attivazione assistente infermiere – DPCM 28 feb 2025 –  e revisione profilo professionale dell’OSS – DPCM 25 mar 2025), e delle conseguenti necessità di rivedere le organizzazioni, le responsabilità ed i sistemi di cura e assistenza, gli staffing e gli skill-mix
  • delle nuove Lauree Magistrali in via di attivazione e la necessità di anticipare la conclusione dei percorsi formativi con i preventivi approfondimenti riguardanti i futuri ruoli, gli ambiti operativi, le responsabilità e gli inquadramenti contrattuali

Serve lo sguardo al futuro – perché il fabbisogno formativo delle professioni sanitarie deve tenere conto:

  • delle evoluzioni demografiche, epidemiologiche, sociali e socio-economiche che generano una nuova domanda da parte della popolazione
  • delle evoluzioni scientifiche, tecnologiche e metodologiche che obbligano la rivisitazione delle organizzazioni e lo sviluppo dei PDTA, con le conseguenti necessità di adeguamenti delle strutture ospedaliere, territoriali e residenziali
  • del superamento delle organizzazioni “ospedalocentriche” a favore dei servizi territoriali a al più alto livello possibile di integrazione
  • del superamento delle organizzazioni arcaiche “medicocentriche” a favore dello sviluppo dei sistemi e modelli interprofessionali, nell’ambito di una progettualità condivisa, con il riconoscimento e la valorizzazione di tutti i professionisti

Servono scelte coraggiose:

da parte dei livelli ministeriali:

  • per la revisione delle normative che regolamentano e disciplinano le professioni sanitarie, a seguito delle evoluzioni formative nel frattempo avvenute (i profili professionali sono stati pubblicati in maniera sequenziale dal 1994 in avanti), così come altre normative (es. l. 42/1999, l. 251/2000, l. 43/2006), sicuramente di forti principi ma necessitanti di adeguamenti
  • per la definizione di criteri e standard di riferimento per la determinazione delle dotazioni organiche
  • per la definizione dei livelli di governance uniformi sul territorio nazionale ed i requisiti curricolari di accesso alle singole posizioni dirigenziali, a livello ospedaliero, territoriale e residenziale, nel SSN e nelle strutture private e private convenzionate (non per lobby professionali ma per caratterizzazioni e specificità professionali non mutuabili da altri)
  • per il rigore nelle azioni di indirizzo e di verifica e valutazione alle Regioni

da parte delle Università (facoltà di Medicina e Chirurgia):

  • per il riconoscimento dei docenti disciplinari e la definizione di precisi criteri di accreditamento delle sedi formative. I dati relativi all’A.A. 2025-2026, relativamente ai Docenti Disciplinari (fonte: Conferenza Corsi di Laurea – Mastrillo et. al.) riportano:

MED 45                        83 su 85              (98%)

MED 46                        1 SU 238             (0%)

MED 47                        5 SU 6                  (83%)

MED 48                        25 SU 50             (50%)

MED 49                        3 SU 138             (2%)

MED 50                        11 SU 182)          (6%)

Considerazione: n. 128 Professori Disciplinari su un totale di 499 corsi attivati (ogni corso ha la durata di tre anni), distribuiti su 829 sedi (fonte: Conferenza Corsi di Laurea – Mastrillo et. al.), appare fortemente riduttivo per una adeguata formazione dei futuri professionisti.

  • per favorire lo sviluppo interprofessionale e la definizione e la condivisione di progetti, percorsi e processi (a superamento delle vecchie logiche “dei silos”). Formarsi insieme – lavorare insieme – crescere insieme

da parte delle Regioni (per le ripercussioni nelle necessità di personale per il funzionamento delle strutture):

  • per la definizione di Piani Sanitari Regionali rispettosi dei principi di cui al DM 70/2015 per la parte ospedaliera e del DM 77/2022 per le strutture ed i servizi territoriali
  • per la necessità di una corretta distribuzione delle strutture e dei servizi, con il superamento delle istanze collegabili agli “orti” (stake-holder) e dei “campanili” (municipalità), e del rigore nei momenti di verifica e valutazione degli esiti, a tutela e garanzia degli utenti e dei professionisti
  • per la necessità del rigore progettuale e della corretta verifica e valutazione delle strutture accreditate per la formazione degli operatori di supporto
  • per la necessità di rivedere i manuali di autorizzazione ed accreditamento, stante l’istituzione della nuova figura dell’Assistente Infermiere e della revisione del Profilo dell’OSS (DPCM 28 feb 2025 e DPCM 25 mar 2025)
  • per la definizione di una legislazione finalizzata alla valorizzazione e allo sviluppo del sistema delle professioni sanitarie e della relativa governance a livello territoriale, ospedaliero e residenziale (diversamente non avrebbe senso lo sviluppo delle lauree magistrali ad indirizzo manageriale e una numerosità di oltre 44.000 laureati magistrali)

da parte delle Aziende:

  • per favorire l’allineamento delle progettualità assistenziali ai contenuti caratterizzanti i percorsi formativi universitari
  • per sviluppare una formazione mirata alla revisione delle organizzazioni e dei sistemi di cura e assistenza, tenuto conto della nuova figura dell’Assistente Infermiere e della revisione del profilo professionale dell’OSS
  • per la revisione di staffing e skill-mix e per la sperimentazione guidata delle nuove organizzazioni
  • per la valorizzazione vera del sistema delle professioni sanitarie, ad ogni livello delle articolazioni organizzative (a livello aziendale, ospedaliero, territoriale, con le articolazioni dipartimentali e di Unità Operativa), nell’ambito della Dirigenza e degli Incarichi Organizzativi e Professionali

da parte delle organizzazioni sindacali:

rivalutazione dei tabellari (a livello più basso a livello Europeo, con differenziazioni per specificità professionali, complessità assistenziali, condizioni di rischio.

nell’Area della Dirigenza Sanitaria – per il riconoscimento alla Dirigenza delle Professioni Sanitarie di pari diritti e pari dignità rispetto alle altre Dirigenze Sanitarie (riconoscimento indennità di esclusività ed adeguamento indennità di specificità)

nell’Area del Comparto – per il riconoscimento dei percorsi formativi di II livello quali requisiti di accesso agli incarichi organizzativi (a superamento dell’attuale “valorizzazione della Laurea Magistrale”) e per una implementazione degli incarichi professionali

Dott. Marcello Bozzi
Segretario ANDPROSAN – Associata COSMED

24 Luglio 2026

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