Malavasi (PD): “Studio Eurispes conferma fuga infermieri, Governo continua a ignorare cause strutturali”

“I dati diffusi oggi da Eurispes fotografano con precisione quello che denunciamo da tempo: la crisi degli infermieri non è un’emergenza improvvisa, è la conseguenza prevedibile di scelte politiche precise”.

Lo dichiara Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera, commentando lo studio “Oltre il lavoro dipendente. Nuovi modelli organizzativi nell’area infermieristica”. “In Italia ci sono 6,9 infermieri ogni mille abitanti contro una media europea di 8,9. Un divario che da solo basterebbe a giustificare un piano straordinario di assunzioni. Ma a questo si aggiunge un secondo dato, se possibile ancora più grave: lo stipendio medio di un infermiere italiano è di 32.400 euro, ben 7.400 euro in meno della media Ocse di 39.800. Non ci si può stupire, allora, se nel solo 2025 5.770 professionisti abbiano scelto di lasciare l’Italia, diretti soprattutto in Regno Unito e Svizzera, dove trovano contratti, carriera e rispetto professionale che qui continuano a essere negati”.

 

“Colpisce inoltre il divario territoriale fotografato da Eurispes: si va dagli 86,2 infermieri ogni 10mila residenti del Lazio ai 52,2 della Campania. È l’ennesima conferma che il Servizio sanitario nazionale sta diventando, colpa di scelte e omissioni del Governo, un sistema a velocità diverse a seconda del codice di avviamento postale in cui si nasce. Da mesi ripetiamo la stessa cosa in ogni sede istituzionale: senza la rimozione del tetto di spesa per il personale sanitario, ancora fermo ai livelli del 2010, nessun piano di assunzioni potrà mai essere davvero risolutivo. Aumentare i posti nelle lauree, come giustamente osserva anche Eurispes, non basta se poi chi si forma trova un lavoro precario, sottopagato e senza prospettive di carriera. Il problema non è produrre più infermieri, è trattenerli”.

 

“Per questo continuiamo a chiedere un patto per il lavoro sanitario e sociosanitario, con investimenti stabili, percorsi di carriera strutturati e un adeguamento salariale vero, non simbolico. Anche la proposta di Eurispes di esplorare nuovi modelli organizzativi, penso al convenzionamento con il Ssn sul modello della medicina generale, merita di essere discussa seriamente in Parlamento, perché maggiore autonomia professionale può essere parte della soluzione se accompagnata da tutele reali. Il Governo Meloni continua invece a inseguire misure emergenziali e annunci sulle Case della Comunità che restano, in troppi casi, scatole vuote senza personale. Servono scelte strutturali, non propaganda. Gli infermieri italiani meritano di essere valorizzati qui, non costretti a emigrare per essere trattati con dignità”.

28 Luglio 2026

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