Ccnl Sanità e Fno Tsrm e Pstrp: il nodo del valore del lavoro

Ccnl Sanità e Fno Tsrm e Pstrp: il nodo del valore del lavoro

Ccnl Sanità e Fno Tsrm e Pstrp: il nodo del valore del lavoro

Gentile Direttore, la Fno Tsrm e Pstrp ha espresso una posizione inequivocabile sull’ipotesi di Ccnl del comparto Sanità 2025-2027: le disparità economiche e di trattamento tra le professioni rappresentate non possono essere considerate marginali e le richieste avanzate dalla Federazione non avrebbero trovato adeguato riscontro nella contrattazione

Gentile Direttore, la Fno Tsrm e Pstrp ha espresso una posizione inequivocabile sull’ipotesi di Ccnl del comparto Sanità 2025-2027: le disparità economiche e di trattamento tra le professioni rappresentate non possono essere considerate marginali e le richieste avanzate dalla Federazione non avrebbero trovato adeguato riscontro nella contrattazione.

A questo punto il tema non è più soltanto se il problema esista, ma quali strumenti siano concretamente disponibili per approfondirlo e portarlo nelle sedi istituzionali competenti.

Una distinzione è necessaria.

Agli Ordini non compete la contrattazione collettiva e non può essere loro attribuito un ruolo sostitutivo rispetto alle organizzazioni sindacali. La rappresentanza ordinistica ha natura e funzioni differenti.

Ciò non significa, tuttavia, che il sistema ordinistico sia privo di strumenti.

L’articolo 9 del Regolamento generale della Federazione prevede che il Consiglio nazionale possa riunirsi in seduta straordinaria e che la convocazione possa essere disposta dal Presidente, dal Comitato centrale oppure richiesta da almeno un sesto dei componenti del Consiglio nazionale.

Considerato che la Federazione rappresenta 59 Ordini provinciali e interprovinciali, la richiesta potrebbe quindi provenire da dieci Presidenti di Ordine.

Il dato è rilevante non perché quella convocazione rappresenti necessariamente la soluzione, ma perché dimostra che esistono sedi e procedure attraverso le quali una questione professionale può essere trasferita dal piano della dichiarazione pubblica a quello dell’approfondimento collegiale.

Ed è proprio qui che il confronto sul Ccnl può assumere una dimensione più interessante.

Il problema non è soltanto stabilire se una professione abbia ottenuto più o meno di un’altra. La questione più profonda è capire attraverso quale metodo il sistema attribuisca valori economici differenti a lavori differenti. Quali criteri consentono oggi di misurare e comparare le conoscenze richieste, il livello di responsabilità, l’autonomia professionale, la complessità tecnologica, l’esposizione ai rischi, la scarsità delle competenze e l’impatto delle diverse attività sulla qualità e sulla sicurezza delle cure?

Trattamenti economici differenti tra professioni non rappresentano, di per sé, un problema di legittimità. Diventa però essenziale comprendere se tali differenze poggino su criteri oggettivi, trasparenti e verificabili.

In assenza di un sistema strutturato di valutazione comparativa del lavoro, il rischio è che una parte delle differenze continui a riflettere soprattutto la stratificazione storica della contrattazione e la diversa forza negoziale acquisita dalle singole categorie.

È questo il nodo che il nuovo Ccnl finisce per riportare in primo piano.

Un approfondimento in sede ordinistica potrebbe partire da una ricognizione tecnico-economica degli effetti del contratto sulle professioni rappresentate dalla Federazione, affiancata da una valutazione giuridica sulla ragionevolezza delle differenziazioni introdotte.

Da qui potrebbe emergere una questione ancora più strutturale: la possibilità di costruire un modello di job evaluation per le professioni sanitarie.

Non una graduatoria tra professioni e neppure un meccanismo per estendere automaticamente a tutti le stesse indennità. Piuttosto, un sistema capace di valutare comparativamente il contenuto del lavoro attraverso criteri predeterminati, trasparenti e periodicamente aggiornabili.

Il punto sarebbe spiegare perché determinate funzioni, responsabilità, competenze e condizioni di esercizio debbano corrispondere a un determinato riconoscimento professionale ed economico.

Da questa prospettiva possono derivare diverse linee di lavoro: analisi comparativa degli effetti del CCNL, verifica tecnico-giuridica delle differenziazioni, definizione di criteri condivisi di valutazione del lavoro ed elaborazione di proposte da sottoporre a Ministero della Salute, Regioni, Aran e parti sociali. Attività diverse dalla rappresentanza sindacale, ma pienamente collocabili sul terreno dell’elaborazione tecnica e dell’interlocuzione istituzionale.

La presa di posizione della Fno Tsrm e Pstrp ha portato apertamente alla luce un problema che riguarda numerose professioni sanitarie.

Resta ora da capire se il confronto rimarrà circoscritto alla misura delle singole indennità oppure se potrà diventare l’occasione per affrontare una questione più strutturale.

Non soltanto quanto riconoscere alle diverse professioni sanitarie.

Ma, prima ancora, attraverso quale metodo stabilire il valore del loro lavoro.

Dott. Mattia La Rovere Petrongolo

Politiche sanitarie, analisi dei sistemi sanitari e organizzazione del lavoro nella sanità pubblica, con background professionale nell’imaging diagnostico

03 Agosto 2026

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