Napoli. Medico preso a pugni dal marito della paziente incinta

Napoli. Medico preso a pugni dal marito della paziente incinta

Napoli. Medico preso a pugni dal marito della paziente incinta

Il medico colpito è uno specializzando. Anaao: “Episodi che rischiano anche di allontanare i giovani da una professione già gravata da responsabilità, carichi di lavoro e condizioni operative sempre più difficili”. Omceo Napoli: “Serve una figura specializzata che possa mediare nella comunicazione tra medico e paziente e disinnescare le tensioni”.

Nuova aggressione contro un operatore sanitario. Si tratta di un medico specializzando presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Aou Federico II di Napoli colpito, secondo quanto riferito dal Corriere del Mezzogiorno, dal marito di una donna ricoverata al nono mese di gravidanza, che lamentava carenza di assistenza nei confronti della moglie.

“L’ennesima aggressione ai danni di un medico dimostra, ancora una volta, quanto sia diventato difficile e pericoloso svolgere il proprio lavoro negli ospedali della Campania. Colpire un professionista impegnato nell’assistenza ai pazienti significa colpire l’intero Servizio sanitario pubblico ed è un fatto che non può essere in alcun modo giustificato”, commenta in una nota Eugenio Gragnano, vice-segretario regionale di Anaao Assomed Campania.

“Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza al collega aggredito – aggiunge Luigi Valletta, responsabile regionale di Anaao Giovani – aggredire un giovane medico significa idealmente attentare al presente e al futuro del Servizio sanitario pubblico. Se chi ha scelto di dedicare la propria vita alla cura delle persone viene accolto con la violenza anziché con il rispetto, il danno va ben oltre il singolo episodio e riguarda l’intera collettività. Episodi come questo rischiano inoltre di allontanare i giovani da una professione già gravata da responsabilità, carichi di lavoro e condizioni operative sempre più difficili”.

Per Anaao Assomed Campania è necessario che la tutela degli operatori sanitari passi anche attraverso scelte concrete da parte delle aziende sanitarie. “Chiediamo alla Direzione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento a carico dell’aggressore – prosegue Eugenio Gragnano –. Sarebbe un segnale importante non solo di vicinanza al professionista coinvolto, ma anche di tutela dell’intera comunità sanitaria». Anaao Assomed Campania continuerà a spendersi in tutte le sedi affinché questo ennesimo episodio spinga a rafforzare ulteriormente le misure di prevenzione previste dalla normativa e dai protocolli di sicurezza, perché chi opera ogni giorno negli ospedali possa farlo senza il timore di subire violenze. Nessun professionista della sanità deve sentirsi solo di fronte a episodi di questo genere”.

L’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e provincia condanna con assoluta fermezza l’aggressione: “Esprimiamo al collega la piena solidarietà e la vicinanza di tutta la comunità professionale”, dice Bruno Zuccarelli, presidente dell’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e provincia. “Un ospedale è un luogo nel quale si affrontano sofferenza, paura e momenti di grande tensione emotiva, ma nessuna preoccupazione e nessuna protesta possono trasformarsi in un’aggressione. Colpire un medico significa interrompere violentemente quel rapporto di fiducia e di collaborazione che è indispensabile per garantire un’assistenza efficace”.

L’Ordine sottolinea come il confronto tra cittadini e professionisti sanitari debba sempre svolgersi nel rispetto reciproco e in nessun caso la violenza potrà mai essere giustificata o anche solo compresa. “Occorre riaffermare con chiarezza un principio di responsabilità collettiva: chi entra in una struttura sanitaria deve rispettare le persone che vi lavorano e gli altri pazienti che attendono di essere assistiti”, aggiunge Zuccarelli.

“La violenza non danneggia soltanto il professionista che la subisce, ma altera il funzionamento del reparto, sottrae attenzione alle cure e genera paura in un luogo che dovrebbe essere dedicato esclusivamente alla tutela della salute. Su questo tema non sono ammissibili assuefazione, ambiguità o giustificazioni”. Il presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli rilancia l’idea di una figura specializzata da inserire nelle aree di emergenza che possa mediare nell’informazione tra medico e paziente, così da disinnescare sul nascere ogni forma di tensione che possa sfociare poi in aggressione.

Da Zuccarelli arriva infine un sentito ringraziamento alle forze dell’ordine e all’impegno concreto e la sensibilità mostrata dalla Prefettura, guidata dal dottor Michele di Bari, nei confronti di questa gravissima deriva sociale.

03 Agosto 2026

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