La Regione Toscana, l’assessorato al diritto alla salute e la Asl Toscana Sud Est esprimono forte rammarico e disappunto per il parere espresso dal Comitato percorso nascita nazionale del ministero della Salute sulle richieste di deroga relative ai punti nascita di Poggibonsi, Montepulciano e Montevarchi. Il Comitato, secondo quanto annunciato da Regione e sindaci, ha stabilito la chiusura per il punto nascita di Poggibonsi, il monitoraggio di sei mesi per Montevarchi, la deroga di 12 mesi per Nottola.
“Pur nel rispetto del ruolo istituzionale del Ministero della salute e del Comitato – si legge in una nota diramata dalla Regione Toscana -, la Regione non può accettare che una valutazione così determinante per la vita dei territori si fondi su dati riferiti ad annualità differenti, solo parzialmente rappresentativi dell’attuale organizzazione della rete, senza considerare gli interventi di potenziamento realizzati nel 2026, i cui effetti sono già misurabili in termini di incremento dell’attività, miglioramento degli esiti e maggiore sicurezza dei percorsi. Un approccio che rischia di penalizzare i territori sulla base di numeri superati, ignorando la realtà attuale dei servizi e le legittime istanze delle comunità locali”.
Per il Punto nascita di Nottola (Montepulciano), evidenzia la Regione, “la documentazione trasmessa evidenzia che oltre 200 nati risiedono in aree dalle quali il tempo di percorrenza verso il punto nascita alternativo supera i 60 minuti: un dato che non può essere ignorato e che impone il pieno riconoscimento del criterio orogeografico previsto dalla normativa nazionale”.
Su questo la Regione ribadisce di esser al fianco dei sindaci Valentina Vadi, Michele Angiolini e Susanna Cenni, presidenti delle Conferenze dei sindaci, che da mesi si battono in prima linea a difesa dei propri territori e delle proprie comunità. “Le loro preoccupazioni sono le nostre preoccupazioni”, scrive la Regione nella nota. “Non li lasceremo soli: la Regione condivide le loro ragioni, sosterrà le loro istanze in ogni sede istituzionale e porterà avanti con loro, e per loro, la battaglia per un modello di rete che coniughi qualità, sicurezza e prossimità dei servizi. Non possiamo accettare che una valutazione in cui il volume di attività assume un peso determinante cancelli il lavoro di anni e la qualità dell’assistenza erogata nei territori”.
La Regione sottolinea come negli ultimi anni la Regione e la Asl Toscana Sud Est abbiano investito in modo significativo nel rafforzamento della rete materno-infantile, consolidando competenze, modelli organizzativi e sistemi di sicurezza clinica: “Un percorso che ha garantito elevati standard nei tre punti nascita, confermati dal miglioramento del trend delle nascite, dagli esiti favorevoli rilevati anche dal Programma Nazionale Esiti (PNE) e dalla fiducia delle famiglie”.
Per questo la Regione e la Asl ribadiscono la volontà di non arretrare e di continuare con fermezza il confronto con il Ministero, chiedendo con forza criteri di valutazione che, accanto ai volumi, valorizzino qualità, esiti clinici, sicurezza dei percorsi e capacità organizzativa delle reti. La Regione presenterà inoltre una proposta di riorganizzazione della rete nascita basata sul modello Hub & Spoke: centralizzazione delle gravidanze e dei parti ad alta complessità nei centri Hub, mantenimento nei presidi Spoke dell’assistenza ai parti fisiologici a basso rischio, in percorsi assistenziali strutturati e condivisi. “Un modello che coniuga sicurezza clinica, equità di accesso e prossimità delle cure, e che la Regione difenderà senza cedimenti, insieme ai territori, preservando i servizi senza rinunciare agli standard più elevati”.
Giani e Monni: “Continueremo il confronto con il Ministero con determinazione. I volumi di attività non devono essere l’unico criterio”
“La Toscana sta, senza alcuna ambiguità, dalla parte dei sindaci e delle comunità di Poggibonsi, Montepulciano e Montevarchi”, affermano il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’assessora al diritto alla salute Monia Monni. “I volumi di attività sono un elemento importante, ma non possono e non devono essere l’unico criterio per decisioni che incidono sulla vita delle persone e sul futuro dei territori. Nei punti nascita della regione operano professionisti che hanno dimostrato, con gli esiti clinici e la fiducia delle famiglie, di garantire un’assistenza di elevata qualità: un patrimonio che la Regione non è disposta a sacrificare. La Regione continuerà il confronto con il Ministero con determinazione, al fianco dei Sindaci fino in fondo, portando una proposta fondata sulle evidenze scientifiche e sulla stratificazione del rischio, per un equilibrio concreto tra sicurezza delle cure e diritto alla prossimità”.
Torre: “Impegno di questi anni ha prodotto risultati concreti in termini di qualità e sicurezza delle cure e merita di essere riconosciuto”
“La sicurezza del percorso nascita – dichiara il direttore generale della Asl Toscana Sud Est Marco Torre – è il risultato del grande lavoro svolto in questi anni dai professionisti della Asl Toscana Sud Est, che hanno costruito una rete sempre più integrata, fondata sulla collaborazione tra i punti nascita, sulla condivisione delle competenze e su percorsi clinico-assistenziali comuni. Un impegno che ha prodotto risultati concreti in termini di qualità e sicurezza delle cure e che merita di essere riconosciuto e ulteriormente valorizzato nel modello organizzativo Hub & Spoke che la Regione Toscana intende proporre al Ministero”.
Angiolini (Montepulciano): “Deroga di 12 mesi non è soluzione, ma rinvio che lascia un’intera area nell’incertezza”
Per il sindaco di Montepulciano, Michele Angiolini, il parere del Comitato ministeriale “non è accettabile per l’intero territorio della Valdichiana Senese, dell’Amiata Senese e Val d’Orcia. Non tiene conto né della qualità dei servizi offerti, né delle caratteristiche orografiche e delle distanze presenti nel nostro territorio. Una deroga di soli 12 mesi non è una soluzione: è un rinvio, che lascia un’intera area nell’incertezza su un servizio essenziale per la vita delle persone. Il punto è semplice e riguarda tutti noi: se si continua su questa strada, nelle aree interne e rurali si potrà solo morire, non nascere. Non è uno slogan, è la conseguenza diretta di scelte che allontanano dai cittadini i servizi essenziali, nel caso specifico quelli sanitari, in territori già segnati da distanze dai grandi centri”.
“Da parte nostra – prosegue Angiolini – la posizione è netta: non ci fermeremo a un rinvio di un anno. L’ho ribadito alla Regione, che sostiene le nostre valutazioni. Sono già in contatto con i colleghi Sindaci, che condividono questa presa di posizione e con i quali nei prossimi giorni promuoveremo iniziative e momenti di mobilitazione del territorio, insieme ai Comuni, ai professionisti e a tutte le realtà che in questi mesi hanno dimostrato, con i fatti, quanto il Punto Nascita di Nottola sia un presidio valido, sicuro, apprezzato da tenere aperto e non da mettere in scadenza”.
Cenni (Poggibonsi): “Esiti che non restituiscono minimamente il reale valore del presidio di Campostaggia”
“Un parere per noi irricevibile e che contestiamo in toto”. Così la sindaca di Poggibonsi, Susanna Cenni, commenta in una nota l’esito della relazione del Ministero che non consentirebbe una deroga per proseguire l’attività del Punto Nascita di Campostaggia, appoggiandosi esclusivamente alla vicinanza alle Scotte e al numero dei parti.
“E’ evidente – prosegue Cenni – che l’applicazione tecnica di questi criteri rischia di produrre esiti che non restituiscono minimamente il reale valore di un presidio in cui qualità, capacità attrattiva e innovativa sono fuori discussione e proprio per questo vanno rivendicati e valorizzati e non certo messi in secondo piano. In sanità i soli numeri sono criteri insufficienti per compiere scelte organizzative e politiche che invece di mettere al centro la qualità delle prestazioni hanno un effetto mortificante e punitivo verso le tante professionalità, verso gli sforzi di crescita e modernizzazione, verso le donne che hanno scelto percorsi di nascita naturali e sicuri”.
“Il nostro Punto Nascita è un punto di riferimento per un’area che va ben oltre la Valdelsa senese. Lo è per molte donne che provengono dalla Valdelsa Fiorentina e dal Chianti, dall’area Senese e da altre realtà territoriali”, evidenzia la sindaca. “Donne che qui trovano qualità dell’assistenza, competenza, umanità e sicurezza. In questi ultimi diciotto mesi è stato compiuto un lavoro importante per rafforzare e rilanciare questa eccellenza: l’arrivo di un nuovo primario, l’apertura del nuovo consultorio, l’aumento dei posti letto in Pediatria. Consapevoli dei possibili scenari ci siamo mossi anche in altre direzioni, avviando un confronto utile alla messa a punto da parte dell’Azienda Sanitaria di un coordinamento tra i Punti Nascita di Campostaggia e Le Scotte, per rafforzare la collaborazione valorizzando le rispettive competenze e peculiarità. Sono investimenti concreti che guardano al futuro e dimostrano la volontà di rendere il servizio ancora più forte ed efficiente”.
“Sono certa – dichiara Cenni – che la Regione Toscana saprà rappresentare con forza tutti questi elementi nella relazione e negli atti che saranno trasmessi al Ministero, per valorizzare la qualità dell’assistenza, la sicurezza del percorso di presa in carico e l’unicità che il nostro presidio esprime da sempre per il parto naturale. Sono altrettanto certa che dalla Regione stessa e dall’ Azienda USL Toscana Sud Est saranno messi in campo tutti gli sforzi ed i passaggi necessari e già individuati affinché si continui a nascere in Valdelsa”.
“Il nostro impegno per il Punto Nascita di Campostaggia prosegue con determinazione e convinzione. Un presidio fondamentale per il territorio che vanta un patrimonio di professionalità, competenze ed esperienze costruito negli anni e che deve essere tutelato e valorizzato. L’ipotesi di uno smantellamento del reparto è per noi del tutto irricevibile. E’ un valore irrinunciabile che intendiamo difendere e tutelare. Su questo non arretreremo di un passo, e continueremo a fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità, insieme alle Istituzioni, al territorio, alla comunità che è pronta a mobilitarsi, perché si continui a nascere e a partorire a Campostaggia”, conclude la sindaca.
Vadi (San Giovanni Valdarno): “Il monitoraggio di sei mesi rappresenta un’opportunità importante”
Per quanto riguarda la struttura della Gruccia, spiega Valentina Vadi, sindaca di San Giovanni Valdarno e presidente della Conferenza zonale dei sindaci del Valdarno aretino, “il Comitato rileva un indice di attrazione pari all’89% e prende atto della documentazione tecnica e della relazione descrittiva trasmesse dalla Regione Toscana in data 8 maggio. Pur ritenendo che non sussistano le condizioni di reale disagio orogeografico previste dal decreto ministeriale del 2015, requisito sul quale si fonda la concessione della deroga, il Comitato ha valutato positivamente il percorso di rafforzamento del punto nascita avviato dalla Regione Toscana. In particolare, viene riconosciuto che sono state adottate tutte le misure correttive necessarie per migliorarne l’attrattività e che tali interventi stanno producendo risultati concreti, come dimostra il costante incremento delle nascite registrato negli ultimi mesi”.
Alla luce di queste valutazioni, prosegue la nota, “il Comitato percorso nascita nazionale, pur confermando il parere non favorevole già espresso nel 2025, propone di attivare un periodo di stretto monitoraggio della durata di sei mesi sul punto nascita dell’ospedale del Valdarno, preso atto anche del processo di riorganizzazione della rete nascita avviato dalla Regione Toscana. Al termine del periodo, il monitoraggio potrà essere prorogato attraverso una nuova richiesta formale da parte della Regione, a condizione che siano garantiti gli standard di sicurezza previsti dalla normativa. Ad oggi il punto nascita della Gruccia ha raggiunto quota 300 parti, un dato che conferma il trend di crescita registrato nel corso del 2026 e che testimonia l’efficacia delle azioni messe in campo per rafforzare il servizio e aumentarne l’attrattività”.
“Si tratta di una risposta che valutiamo positivamente anche se con prudenza – commenta la presidente della Conferenza zonale dei sindaci del Valdarno aretino, Valentina Vadi –. Se da un lato il Comitato nazionale conferma il parere non favorevole sulla deroga per motivi strettamente orogeografici, dall’altro riconosce il valore del lavoro svolto in questi mesi dalla Regione Toscana e dall’azienda sanitaria per rendere il punto nascita della Gruccia più attrattivo. Pare proprio questo elemento ad aver assunto un peso determinante nella valutazione del Ministero”.
“Il monitoraggio di sei mesi rappresenta un’opportunità importante – continua Vadi – perché consente di proseguire il percorso avviato e di consolidare i risultati raggiunti. L’aumento dell’indice di attrattività del nostro punto nascita e la crescita costante del numero dei parti, arrivati oggi a quota 300, dimostrano che le azioni messe in campo stanno funzionando e che gli investimenti organizzativi e professionali stanno dando i risultati attesi. In modo particolare nel parere si evidenzia che la Regione Toscana ha adottato tutte le misure correttive per migliorare l’attrattività del punto nascita di Montevarchi”.
La presidente della Conferenza dei sindaci ha inoltre rivolto un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito a questo percorso. “Desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento alla direzione della Asl Toscana Sud Est, ai professionisti delle unità operative di ostetricia e ginecologia, pediatria e neonatologia, al consultorio, alla Zona distretto e a tutti gli operatori che, con professionalità e dedizione, hanno lavorato per rafforzare il punto nascita del nostro ospedale. Il riconoscimento ottenuto dal Comitato nazionale sull’accresciuta attrattività della struttura è il frutto del loro impegno quotidiano”.
Infine, Vadi esprime apprezzamento per l’impostazione delineata dalla Regione Toscana durante la riunione: difesa dei tre punti nascita e rivendicazione del lavoro fatto durante il 2026 e definizione di un modello di integrazione toscano che dovrà essere validato dal Ministero. “La proposta di sviluppare team integrati tra i diversi ospedali ritengo che rappresenti la strada più appropriata in un contesto segnato da una progressiva denatalità. Quando se ne realizzeranno le condizioni organizzative e la necessità, questo modello potrà rappresentare un’opportunità concreta per garantire continuità e prospettive anche al punto nascita della Gruccia, mantenendo elevati standard di qualità e sicurezza per le donne e per i loro bambini. Per il momento il nostro obiettivo rimane quello di raggiungere i 500 parti alla fine dell’anno e non avere necessità di deroghe per l’anno 2027”.
A questo scopo” la Conferenza zonale dei sindaci del Valdarno aretino continuerà a monitorare la situazione del punto nascita dell’ospedale del Valdarno, come fa ormai dall’inizio del 2026”.
Il prossimo incontro della Conferenza dei sindaci, integrata alla direzione dell’azienda sanitaria e ai primari dei reparti di ostetricia, ginecologia e pediatria e al direttore di zona distretto si terrà il prossimo 10 settembre, fa sapere la sindaca Vadi.