L’Associazione sostiene gli emendamenti presentati al Parlamento europeo per rafforzare informazione e tutele per chi sceglie cure odontoiatriche nei Paesi extra-UE. Tra le proposte, contrasto alla pubblicità ingannevole, monitoraggio di complicanze e costi per i sistemi sanitari e un progetto pilota europeo dedicato all’odontoiatria.
Più informazione sui rischi delle cure ricevute fuori dall’Unione europea, contrasto alle pubblicità ingannevoli e raccolta di dati sulle complicanze e sui costi dei successivi trattamenti correttivi.
È su questi strumenti concreti che Andi punta per affrontare il fenomeno del turismo dentale, sostenendo gli emendamenti presentati dall’europarlamentare Michele Picaro alla relazione d’iniziativa legislativa 2025/2206(INL) della Commissione SANT, dedicata alla modernizzazione dei diritti dei pazienti nell’assistenza sanitaria transfrontaliera.
Per l’Associazione, l’iniziativa rappresenta un primo passo per portare a Bruxelles un tema sul quale da tempo richiama l’attenzione: tutelare maggiormente i cittadini europei che scelgono di sottoporsi a cure odontoiatriche nei Paesi extra-UE, senza limitarne la libertà di scelta ma colmando le attuali carenze sul fronte dell’informazione, della trasparenza e del monitoraggio.
Nello specifico, nella relazione si chiede alla Commissione europea di presentare, entro la fine del 2027, una proposta di revisione della direttiva 2011/24/UE, quella che regola oggi la mobilità sanitaria tra Stati membri. Trattandosi di una relazione d’iniziativa, il testo non cambia da subito le norme vigenti, ma indirizza le future scelte legislative di Bruxelles.
Il filo conduttore delle proposte principali della relazione, dai meccanismi di pagamento diretto tra istituzioni sanitarie alla semplificazione delle autorizzazioni preventive, dal riconoscimento delle spese di viaggio per i pazienti più vulnerabili fino al rafforzamento della telemedicina e delle reti di riferimento europee, è dichiaratamente uno solo: rendere effettivo il diritto dei cittadini europei a curarsi in un altro Stato membro, eliminando gli ostacoli amministrativi, informativi ed economici che oggi limitano la mobilità dei pazienti.
C’è però un punto che la direttiva attuale non copre, spiega l’Andi, ed è proprio quello su cui si concentra l’iniziativa dell’On. Picaro: la 2011/24/UE disciplina la mobilità tra Stati membri, non le cure ricevute fuori dall’Unione. È in questo spazio scoperto che si muove un numero crescente di cittadini europei, attratti da offerte commerciali a basso costo, un fenomeno che riguarda in particolare le cure odontoiatriche, oltre alla medicina estetica e alla chirurgia.
Il punto critico è che chi si cura in una struttura extra-UE può non godere delle stesse garanzie previste nell’Unione: qualifiche professionali verificate, autorizzazione delle strutture, tracciabilità di materiali e dispositivi, assicurazione professionale, continuità delle cure, tutela risarcitoria. E quando qualcosa va storto, spesso è il sistema sanitario nazionale del paziente a doversi occupare delle complicanze, con costi clinici e organizzativi che ricadono sulla collettività.
“L’obiettivo dichiarato è rendere effettivo il diritto dei cittadini europei a ricevere assistenza sanitaria in un altro Stato membro, eliminando gli ostacoli amministrativi, informativi ed economici che ancora limitano la mobilità dei pazienti – dichiara l’On. Michele Picaro – considerato il peso dell’odontoiatria nel turismo sanitario, questo settore potrebbe rappresentare un ambito pilota particolarmente adatto”. L’On. Picaro conclude aggiungendo che “gli emendamenti proposti mirano a tutelare la libertà di scelta dei cittadini, garantendo al contempo maggiore informazione e trasparenza, e sviluppare una strategia capace di rendere il sistema sanitario italiano più attrattivo e competitivo a livello europeo”.
La proposta si muove su un doppio binario: quattro emendamenti proteggono e informano chi decide comunque di curarsi fuori dall’UE, mentre altri costruiscono una strategia per rendere più attrattiva la sanità europea e italiana in particolare.
Sul fronte della tutela:
- Emendamento 1 impone ai punti di contatto nazionali di fornire informazioni chiare e verificabili sui limiti della direttiva rispetto alle cure ricevute nei Paesi terzi, e sull’importanza di controllare preventivamente qualifiche, autorizzazioni, tracciabilità dei materiali e coperture assicurative.
- Emendamento 2 chiede a Commissione e Stati membri di rafforzare il contrasto alle pratiche commerciali ingannevoli o aggressive che promuovono cure all’estero omettendo informazioni essenziali su rischi e garanzie, anche potenziando canali come l’EASA (European Advertising Standards Alliance).
- Emendamento 3 propone di monitorare, in forma aggregata e anonima, le complicanze derivanti da cure ricevute nei Paesi terzi e poi trattate nei sistemi sanitari UE, con l’obiettivo dichiarato di valutarne l’impatto su sicurezza dei pazienti e sostenibilità del SSN e l’utilizzo della tele medicina per rendere obbligatorio da parte del curante il follow-up del caso clinico per casi specifici, in particolare chirurgici.
- Emendamento 4 rafforza il precedente, estendendo la raccolta dati anche ai costi dei trattamenti correttivi sostenuti dai sistemi sanitari nazionali.
Sul fronte dell’attrattività:
- Emendamento 5 propone di valorizzare le strutture europee ad alta specializzazione, favorendone la conoscenza attraverso informazioni multilingue e strumenti digitali interoperabili.
- Emendamento 6 chiede alla Commissione una vera e propria strategia europea per l’attrattività sanitaria, con indicatori di qualità, sicurezza e innovazione.
- Emendamento 7, forse il più significativo per la categoria, propone un progetto pilota europeo dedicato specificamente alle cure odontoiatriche ricevute nei Paesi terzi, per raccogliere dati su diffusione del fenomeno, complicanze, trattamenti correttivi e costi, con l’indicazione che la metodologia sviluppata potrebbe poi estendersi a medicina estetica e chirurgia.
“Tra i punti fondamentali di questi emendamenti – ribadisce il Presidente nazionale Andi Corrado Bondi -, emergono gli obblighi del contrasto alla pubblicità ingannevole ed il monitoraggio dei dati su complicanze e costi. Sicuramente una informazione completa ed esaustiva fornirebbe ulteriori motivi di attrazione per i pazienti europei verso le eccellenze cliniche nazionali, invertendo il flusso di pazienti che attualmente sono attratti dalle promesse e dalle chimere delle pubblicità suggestiva di molte cliniche situate nei Paesi extra-UE. Il ruolo di Andi, in questo contesto, risulta determinante come guida e riferimento pilota per il monitoraggio europeo del fenomeno.
Nel documento, si chiariscono con attenzione i confini dell’iniziativa: gli emendamenti non intendono estendere la direttiva ai prestatori sanitari dei Paesi terzi né prevedere il rimborso delle cure ricevute fuori dall’UE e neppure limitare la libertà di scelta dei pazienti. L’obiettivo è circoscritto a tre priorità: informazione preventiva chiara e verificabile, contrasto alle pratiche commerciali scorrette, monitoraggio delle complicanze. Un impianto che lascia intatta l’autonomia del cittadino-paziente, ma prova a colmare il vuoto informativo e conoscitivo che oggi lo espone a rischi non sempre evidenti al momento della scelta.