Certificati falsi nei CPR, oltre 20 medici indagati. Anelli: “Già auspicato modifica della normativa”

Certificati falsi nei CPR, oltre 20 medici indagati. Anelli: “Già auspicato modifica della normativa”

Certificati falsi nei CPR, oltre 20 medici indagati. Anelli: “Già auspicato modifica della normativa”

La FNOMCeO esprime vicinanza ai medici coinvolti nell’inchiesta della Procura di Ravenna sulle presunte false certificazioni per evitare il trattenimento nei CPR e invita ad attendere gli accertamenti della magistratura. Il presidente Filippo Anelli ribadisce l’autonomia del giudizio clinico e chiede una modifica normativa che separi nettamente la certificazione sanitaria dalle decisioni amministrative sul trattenimento o trasferimento nei Centri per i rimpatri.

“Esprimiamo vicinanza ai colleghi coinvolti e confidiamo nel lavoro della magistratura, alla quale spetta accertare i fatti e le eventuali responsabilità individuali, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza”, così si è espresso il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri (FNOMCeO) Filippo Anelli commentando gli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Ravenna sulle presunte false certificazioni mediche redatte da alcuni professionisti per impedire il trattenimento di cittadini stranieri irregolari nei CPR (Centri di permanenza per i rimpatri). Anelli ha ricordato che la Federazione aveva già auspicato una modifica della normativa che distinguesse chiaramente l’atto medico dall’atto organizzativo.

Il caso dei certificati falsificati

L’attività giudiziaria interessa oltre venti professionisti tra Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese. La Procura di Ravenna ha emesso numerosi decreti di perquisizione locale, personale e informatica, che sono ora in esecuzione da parte della Polizia di Stato con le Squadre Mobili competenti. L’indagine si inserisce nel contesto dell’inchiesta della Pm Angela Scorza, a carico di otto medici del reparto Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna, indagati per falso e interruzione di servizio pubblico per 34 certificati considerati poi falsi, finalizzati ad impedire il trattenimento nei CPR. Tre dei medici hanno subito interdizione dalla professione per 8 mesi, mentre per gli altri c’è stato il divieto di occuparsi di certificati per i Cpr.

L’invito del presidente Anelli

“Invitiamo tutti, a partire da chi ricopre responsabilità istituzionali, a rispettare i medici che ogni giorno, con competenza e dedizione, si prendono cura delle persone – afferma Anelli – senza discriminazioni e spesso in condizioni difficili. La falsificazione di una certificazione medica, qualora accertata, costituisce una condotta grave, che dovrà essere valutata nelle sedi competenti. Non possono però essere la politica o il clamore mediatico ad anticipare giudizi e sanzioni”.

“I medici non sono ausiliari delle politiche di sicurezza – sottolinea Anelli – ma professionisti della cura, il cui mandato fondamentale è tutelare la salute e la dignità di ogni persona. La tutela della sicurezza pubblica appartiene ad altre istituzioni e non può essere trasferita sui medici, né può condizionarne il giudizio clinico”.

L’auspicio per una modifica della normativa

Il presidente Fnomceo tiene infine a ricordare che ruoli diversi non si traducono in una contrapposizione alle istituzioni.

“Non esiste una contrapposizione tra i medici e lo Stato – precisa Anelli – e gli Ordini, quali Enti sussidiari dello Stato, hanno proprio nell’interesse dei cittadini il dovere di vigilare sul corretto esercizio della Professione e, nello stesso tempo, di difenderne l’autonomia e l’indipendenza. Il rispetto delle regole e la libertà del giudizio clinico non sono principi in conflitto, ma garanzie che devono procedere insieme”.

“Proprio per evitare situazioni capaci di generare un conflitto tra i doveri deontologici del medico e finalità di sicurezza che non gli competono – conclude Anelli – avevamo già auspicato una modifica della normativa, nel senso di introdurre una netta distinzione tra l’atto medico, quale la certificazione sanitaria, finalizzata esclusivamente alla valutazione dello stato di salute della persona, e l’atto autorizzativo del provvedimento di trattenimento o trasferimento nei Cpr. Ribadiamo quindi con fermezza che l’autonomia e l’indipendenza della professione medica costituiscono garanzie poste a tutela di tutti. Devono essere esercitate con rigore, responsabilità e nel rispetto della legge, ma non possono essere sottoposte a pressioni politiche o ideologiche”.

16 Settembre 2026

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