Schillaci: “Servono risorse, ma anche riforme per utilizzarle bene”. Al lavoro sul Piano nazionale per la sicurezza dei pazienti

Schillaci: “Servono risorse, ma anche riforme per utilizzarle bene”. Al lavoro sul Piano nazionale per la sicurezza dei pazienti

Schillaci: “Servono risorse, ma anche riforme per utilizzarle bene”. Al lavoro sul Piano nazionale per la sicurezza dei pazienti

Il ministro della Salute: "I finanziamenti servono, ma bisogna utilizzare bene i soldi che vengono dalle tasse degli italiani". E sui 6 milioni di persone che rinunciano alle cure: "I numeri vanno visti con attenzione". Annunciato anche l'avvio dei lavori per il primo Piano nazionale per la sicurezza del paziente, che dovrebbe arrivare alla Conferenza delle Regioni entro fine anno.

“Le risorse servono. Ma servono anche le riforme”. È il messaggio lanciato oggi dal ministro della Salute Orazio Schillaci, a margine dell’ottava Giornata nazionale per la sicurezza delle cure, intervenendo anche sul confronto in vista della prossima manovra finanziaria e sulle preoccupazioni espresse dalle Regioni sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale.

“Le riforme sono importanti perché bisogna utilizzare bene le risorse che vengono dalle tasse degli italiani”, ha sottolineato il ministro. Un’impostazione che, nelle parole di Schillaci, affianca alla questione delle risorse quella della capacità del Servizio sanitario nazionale di impiegarle in modo efficace.

Il tema è quello del finanziamento futuro della sanità pubblica. Le Regioni hanno lanciato l’allarme sul possibile calo dell’incidenza della spesa sanitaria sul Pil, indicando per il 2028 un livello del 5,9% e stimando un ammanco di circa 11 miliardi di euro.

Schillaci ha quindi ribadito che “c’è bisogno di risorse” e che “si sta lavorando alla manovra finanziaria”, ma ha invitato a leggere con attenzione anche i dati relativi alla domanda e all’accesso alle cure.

“Attenzione ai numeri sui 6 milioni che non si curano”

In particolare, il ministro ha richiamato il dato, frequentemente citato nel dibattito pubblico, relativo ai circa 6 milioni di italiani che rinuncerebbero alle cure.

“I numeri vanno visti con attenzione”, ha detto Schillaci. “Bisogna stare attenti, per esempio quando si dice che ci sono 6 milioni di italiani che non si curano”. Il ministro ha aggiunto: “Vengo da un mondo che è basato sui numeri, in tutta la mia azione di governo mi sono basato sui numeri, quindi guardiamo i dati con attenzione”.

Il tema della rinuncia alle prestazioni sanitarie resta comunque uno degli elementi centrali nel dibattito sull’accessibilità del Ssn, insieme alle liste d’attesa, ai costi delle prestazioni e alle differenze territoriali.

Per Schillaci, accanto al finanziamento, occorre intervenire anche sulla prevenzione. “Se vogliamo dare cure a tutti, conservare l’universalismo del nostro Servizio sanitario nazionale, dobbiamo far sì che gli italiani si ammalino di meno per poter offrire a tutti le terapie possibili – nuove e a volte costose – che la ricerca ci mette a disposizione”.

Sicurezza delle cure, al lavoro sul primo Piano nazionale

Nel corso della Giornata nazionale per la sicurezza delle cure il ministro ha inoltre annunciato l’avvio delle attività per la predisposizione del primo Piano nazionale per la sicurezza del paziente.

“Con le Regioni e gli esperti di risk management stiamo costruendo un sistema di prevenzione e gestione del rischio solido, moderno, capace di apprendere e migliorare”, ha dichiarato Schillaci.

Le attività sono condotte dall’Osservatorio nazionale per le buone pratiche sulla sicurezza nella sanità di Agenas. L’obiettivo è definire un quadro nazionale per rafforzare la prevenzione e la gestione del rischio clinico e promuovere un sistema capace di apprendere dagli eventi avversi e dalle esperienze maturate nei diversi contesti assistenziali.

Il Piano, ha spiegato il ministro, “si ispira al Global Patient Safety Action Plan dell’Organizzazione Mondiale della Sanità tuttora in vigore, contestualizzandolo nella realtà italiana”.

I lavori sono già in corso e l’obiettivo del ministero è portare il Piano nazionale per la sicurezza dei pazienti all’esame della Conferenza delle Regioni entro la fine dell’anno.

Risorse, riforme, prevenzione e sicurezza delle cure si intrecciano così nel percorso indicato dal ministro per rafforzare l’universalismo del Ssn, in un momento in cui il confronto sul finanziamento della sanità pubblica torna al centro della discussione sulla prossima legge di Bilancio.

17 Settembre 2026

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