West Nile. Record di contagi in Europa: 1.715 casi e 130 decessi. Italia il Paese più colpito

West Nile. Record di contagi in Europa: 1.715 casi e 130 decessi. Italia il Paese più colpito

West Nile. Record di contagi in Europa: 1.715 casi e 130 decessi. Italia il Paese più colpito

Il virus si diffonde anche in nuove aree del Nord Europa. Al 7 ottobre 2026, i casi di infezione acquisita localmente nell’Ue hanno raggiunto il livello più alto mai registrato. L’Italia guida la classifica con 748 casi, mentre Grecia e Francia segnano numeri record. L’Ecdc invita a rafforzare prevenzione, sorveglianza e controllo delle zanzare, pur sottolineando che non emergono segnali di un aumento della gravità delle infezioni.

Il West Nile virus continua a diffondersi in Europa, facendo registrare un numero record di infezioni e raggiungendo nuove aree geografiche, anche più a nord rispetto al passato. Al 7 ottobre scorso, i Paesi dell’Unione europea hanno segnalato complessivamente 1.715 casi di infezione da virus del Nilo occidentale (Wnv) acquisita localmente nell’uomo, il dato più alto mai registrato. L’Italia resta il Paese più colpito, con 748 casi, mentre Grecia e Francia hanno raggiunto i livelli più elevati di infezioni umane mai segnalati nei rispettivi territori.

È il quadro tracciato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che, alla luce dell’intensità della stagione epidemica e dell’espansione geografica del virus, raccomanda di proseguire le attività di prevenzione, sorveglianza e controllo delle zanzare.

“La diffusione del virus del Nilo occidentale varia considerevolmente di anno in anno ed è difficile da prevedere – ha dichiarato Ole Heuer, responsabile di unità presso l’Ecdc – ma ciò che possiamo fare è assicurarci di essere preparati. Una diagnosi precoce, una maggiore consapevolezza e un efficace controllo delle zanzare possono aiutarci a ridurre l’impatto del virus man mano che si diffonde in nuove aree”.

Contagi record, ma nessun segnale di maggiore gravità Nonostante il numero di infezioni segnalate abbia raggiunto livelli record, l’Ecdc sottolinea che al momento non emergono indicazioni di un aumento della gravità della situazione rispetto agli anni precedenti.

La percentuale dei casi notificati che hanno richiesto un ricovero ospedaliero, sviluppato sintomi neurologici o avuto un esito fatale rimane infatti inferiore ai livelli osservati nel decennio precedente. Dall’inizio della stagione sono stati registrati complessivamente 130 decessi.

Il virus avanza verso Nord: nuovi casi in Belgio e Paesi Bassi A segnare l’evoluzione della circolazione del West Nile virus è anche la sua espansione geografica. I recenti rilevamenti nell’uomo e negli animali in Belgio e nei Paesi Bassi confermano la presenza del virus in aree più settentrionali dell’Europa, una tendenza che, secondo l’Ecdc, dovrebbe proseguire nei prossimi anni.

Dall’inizio dell’anno, i Paesi Bassi hanno segnalato 59 casi umani, mentre il Belgio ne ha registrati 15, i primi casi di infezione acquisita localmente mai notificati nel Paese. Una situazione che evidenzia la necessità di rafforzare la sorveglianza e la preparazione dei Paesi europei attraverso un approccio integrato One Health, che coinvolga i settori della salute umana e animale.

“Il virus del Nilo occidentale è un chiaro esempio del perché un approccio intersettoriale sia essenziale – ha spiegato Céline Gossner, esperta senior dell’Ecdc – il virus circola tra zanzare e uccelli e può causare malattie nell’uomo e nei cavalli; quindi, nessun singolo settore può affrontare il rischio da solo. Le autorità sanitarie pubbliche, veterinarie e ambientali devono collaborare per comprendere il rischio e rispondere in modo più efficace”.

Prevenzione: proteggere soprattutto anziani e persone immunodepresse Con l’espansione della circolazione del virus in Europa aumenta anche il numero di persone potenzialmente esposte all’infezione. L’Ecdc richiama quindi l’importanza delle misure di protezione individuale per chi vive o soggiorna nelle aree interessate.

Tra le principali raccomandazioni figurano l’utilizzo di repellenti contro le zanzare, l’uso di abiti lunghi e larghi nelle ore serali e notturne e la protezione degli ambienti domestici attraverso zanzariere alle finestre, zanzariere da letto o aria condizionata, quando necessario. Particolare attenzione deve essere rivolta agli anziani e alle persone con un sistema immunitario indebolito, che presentano un rischio maggiore di sviluppare forme gravi della malattia.

Il rischio persiste anche dopo l’estate: attesi nuovi casi Sebbene con la fine dell’estate le condizioni ambientali diventino progressivamente meno favorevoli alla trasmissione del West Nile virus, l’Ecdc avverte che la circolazione potrebbe proseguire, seppure a livelli inferiori, anche nelle prossime settimane, con la possibilità di registrare ulteriori infezioni.

Per questo, i Paesi europei devono mantenere sistemi di sorveglianza solidi, assicurare un rapido scambio di informazioni tra i diversi settori coinvolti e sostenere la diagnosi precoce. Fondamentale anche il controllo delle zanzare, che deve prevedere il monitoraggio delle popolazioni di vettori, la riduzione dei siti di riproduzione e interventi mirati, coordinati tra autorità sanitarie, veterinarie e ambientali.

Misure che, insieme alla protezione individuale dalle punture di zanzara, possono contribuire a contenere il rischio di infezione anche nelle aree europee in cui il virus ha iniziato a circolare più recentemente.

15 Ottobre 2026

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