Indagine Anci. Solo il 6,9% delle strade e delle piazze sono dedicate alle donne
Le città con il maggior numero di piazze e strade al femminile sono Perugia (con il 18,09%), seguita da Bolzano con il 15,96%, ed appunto da Napoli con il 13,45. Anche se nel capoluogo partenopeo su 95 strade, piazze e vichi intitolati ai santi, quelli dedicati alle sante sono soltanto 17. A Frosinone i nomi di via e di piazze ‘in rosa’ sono il 13,06% del totale (femminili più maschili), mentre a Siracusa l’11,24%, a Caltanissetta l’11,20%, a Trento il 10,40%, a Messina il 9,82%, a Catania il 9,55%, a Viterbo il 9,41%, e a Cosenza l’8,33%. La città meno attenta alla presenza delle donne nelle denominazioni stradali è Arezzo con il 2,30% di odonimi femminili, seguita da Pordenone 2,44%, Potenza 3,21%, Trieste 3,32%, Belluno 3,36%, Vicenza 3,60%, Gorizia 3,66%, e Padova 3,99%.
Anche le donne legate al mondo dello spettacolo sono gradualmente scomparse dai nomi di strade e piazze: la loro presenza è passata dal 40% delle intitolazioni più lontane, fino al 26% ed al 15% del XXI secolo. A Roma fra attrici, cantanti e altre figure professionali legate al cinema, le strade dedicate a donne sono 37 contro le 151 degli uomini. Ma dal 1927 al 1976 il rapporto è 5 uomini e 2 donne; negli anni Ottanta (55 intitolazioni) 41 a 14; negli anni Novanta 44 a 9; mentre dal 2001 in poi è solo 61 a 11.
Tuttavia, non mancano alcuni esempi virtuosi da parte di amministrazioni comunali che stanno cercando di dare più spazio alle donne nelle intitolazioni. A Mirano (Venezia), nel 2011 il vicepresidente della Commissione Pari opportunità (un uomo: Mauro Genovese) per cambiare il volto ad un comune, le cui strade parlavano al maschile, aveva proposto i nomi di una quindicina di donne. Vi è poi l’esempio di Ravenna, un caso emblematico per il numero e la qualità delle intitolazioni femminili. In città si segnalano la via Maestra Giacomina ed il giardino Maestra Malvina, oltre che il recente esempio della via Emanuela Setti Carraro con la donna vittima della mafia che viene commemorata indipendentemente dal marito.
L’indagine di Anci Rivista ha anche censito, utilizzando i dati Seat Pagine Gialle di tutti i comuni, i nomi di donne più presenti nelle insegne stradali. I personaggi femminili cui sono dedicate almeno 100 strade in tutta Italia sono 21, di cui di cui 13 sante. Per il resto: due regine (Margherita ed Elena), due scrittrici (Grazia Deledda e Ada Negri), una nobildonna giurista del XIV secolo (Eleonora d’Arborea), una moderna pedagogista (Maria Montessori) e la piccola ebrea Anna Frank. Madre Teresa di Calcutta è il nome femminile più ‘gettonato’ nelle recenti intitolazioni di strade e piazze italiane.
La denominazione Santa Maria è la più diffusa in Lombardia, Trentino, Veneto, Emilia-Romagna, Umbria, Abruzzo, Lazio ed è presente, tra i primi, come Madonna in Toscana e come Annunziata in Campania. Santa Lucia prevale in Marche, Puglia e Sicilia. Una terza santa, Anna, è prima in Piemonte e in Liguria. Figure laiche primeggiano solo in 5 regioni: la scrittrice dialettale Caterina Percoto in Friuli-Venezia Giulia; la Regina Elena in Calabria; la Regina Margherita in Basilicata e in Molise; infine Grazia Deledda in Sardegna, al 3º posto assoluto, con Eleonora d’Arborea al 7º. Peraltro la Sardegna è l’unica regione in cui due donne figurino nelle prime 7 posizioni e 4, con le regine Elena e Margherita, tra le prime 41.
08 Marzo 2013
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